Lexus si è divertita a immaginare come e cosa si potrebbe guidare sulla Luna: ecco le affascinanti (e poco realistiche) idee della casa giapponese
MAJOR TOM Torneremo sulla Luna? Sicuramente sì. Quando, in che modo, in quali forme e per far che cosa è un po’ meno chiaro. Ma l’idea in sé continua ad affascinare e far sognare tutti quanti. E quindi, perché non provare a chiedersi come potrebbe essere la vita umana sulla Luna? La rivista Document ha posto questa domanda a un selezionatissimo gruppo di architetti, designer, artisti e persino DJ. Qui potete trovare tutti i contributi finora pubblicati sul progetto Lunar Portfolio.
CHE PATENTE SERVE? Tra le società e i creativi interpellati c’era anche Lexus: Ian Cartabiano, il capo designer del marchio di lusso di Toyota si è divertito, insieme al suo team, a immaginare una serie di veicoli concepiti per muoversi e spostarsi tra le rocciose pianure della Luna. Rispetto a un modello “terrestre”, racconta Cartabiano nell’intervista, la principale differenza di cui hanno tenuto conto i progettisti è stata la minor gravità del nostro satellite, che ha permesso una maggior libertà creativa, in particolare per quanto riguarda le forme di alcuni dei mezzi proposti.

QUESTIONE DI STILE E così, nei diversi bozzetti che trovate nella galleria qui sotto, vien dato ampio spazio a soluzioni a dir poco estreme, che difficilmente troveranno qualche riscontro nella realtà, dove il pragmatismo e l’efficienza tende ad avere la meglio sullo stile e la ricercatezza. Diciamo che i designer si sono sbizzarriti pensando più alla fantascienza che alla scienza, ma è giusto così. Se mai sarà il caso, ci penseranno poi gli ingegneri a rendere tutto più funzionale (e più brutto).
PER TUTTI I GUSTI Tra le idee proposte ci sono moduli che si spostano sulla superficie lunare sfruttando una enorme “gomma” di nylon che riveste l’abitacolo, navicelle con piscina incorporata e pareti trasparenti per godersi il (desertico) panorama, cruiser spaziali più tradizionalmente sci-fi, macchine con ruote avveniristiche che - sulla falsariga della DeLorean di Ritorno al futuro - possono ruotare su se stesse e trasformarsi in propulsori, rover per l’esplorazione, e persino improbabili veicoli da corsa. Il tutto, manco a dirlo, senza sacrificare gli stilemi estetici della casa di lusso giapponese, tra cui la caratteristica calandra trapezoidale.
Videogiocatore da che ne ha memoria (e da quando ha messo gli occhi e le mani su un Commodore 64, in un'epoca ormai troppo lontana), appassionato di tutto ciò che ha almeno quattro ruote, ha appeso al muro la laurea in Ingegneria Informatica conseguita al Politecnico di Milano per dedicarsi alle sue passioni. Innamorato follemente di sua moglie, della sua bellezza ma anche della sua infinita pazienza, Claudio ammette di avere un debole anche per le due figlie. E per i due gatti che gli colonizzano la casa, tra un joystick e una consolle.








