Pubblicato il 19/03/2020 ore 18:53

GEELY RIPARTE Il settore automotive è stato fortemente colpito dall'emergenza Coronavirus. Con una quota sempre maggiore di stabilimenti che in Europa hanno chiuso i battenti, o che si dichiarano pronti a farlo (Bmw e Porsche, ma anche Toyota, Nissan, Ford, PSA, FCA, Volkswagen, etc.), è lecito domandarsi quando l'industria potrà tornare a produrre auto. Come per molti altri aspetti della pandemia da Covid-19, l'esempio potrebbe arrivare dalla Cina: in patria, Geely è ripartita mettendo in atto misure di prevenzione per la salute dei suoi dipendenti. 

STAI A DISTANZA Difficile sì, impossibile no. Così appare il ritorno alla (semi) normalità in Cina da quando i nuovi contagi sembrano essere scomparsi nella provincia di Hubei, epicentro dell'epidemia. Tempo di tornare al lavoro, dunque, per i 6.000 dipendenti del gigante Geely. Dipendenti ai quali viene ora semplicemente imposto di rispettare alcune rigide regole a tutela della sicurezza propria e altrui. Dalla cancellazione delle riunioni che coinvolgono troppe persone, all'interdizione dell'uso dell'ascensore, passando per il distanziamento di almeno un metro mentre si aspetta il proprio turno per usare il microonde in mensa.

Geely la coda in mensa

LE ALTRE MISURE Non solo la distanza interpersonale: all'ingresso della fabbrica è stata allestita una tenda per la misurazione della temperatura. Alla prassi devono sottoporsi tutti i dipendenti sia all'accesso, sia in seguito per altre due volte durante il turno di lavoro. Turno che i dipendenti dovranno sostenere indossando obbligatoriamente la mascherina protettiva, da sostituire ogni 8 ore, insieme alla disinfezione delle mani quanto più spesso possibile, usando le bottigliette di disinfettante sparse per l'azienda. Specifiche squadre di pulizia sono state infine ingaggiate per sanificare oggetti e ambienti a ripetizione. Auto comprese: parcheggiate dopo essere passate su tappetini igienizzati, ogni esemplare viene sanificato fin nei minimi dettagli. 


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