Autore:
Andrea Rapelli

LEGGENDE Sono passati trent'anni da quell'8 maggio del 1982, un sabato di passione come tanti. A Zolder, velocissimo circuito nel bel mezzo del Belgio, si disputano le qualifiche per il Gran Premio di Formula 1. Gilles Villeneuve, al volante della Ferrari 126 C2, è sesto e sta spingendo come un forsennato per rimontare qualche posizione: a pochi minuti dalla fine urta la March di Jochen Mass, che nel frattempo si era spostato per agevolare il sorpasso. Lo scontro è violentissimo, il corpo di Gilles viene scaraventato fuori dalla monoposto. Ambulanze, medici, terapia intensiva. Alle 21.00 viene dichiarato il decesso. Che fa entrare di diritto Gilles Villeneuve nella leggenda.

PICCOLO UOMO, GRANDE PILOTA Chi scrive non è mai riuscito – per questioni anagrafiche – a vedere dal vivo qualche impresa del Gilles pilota ma i video che circolano in rete sanno raccontare una gran parte di ciò che il canadese più irruento del Circus sapeva fare con il volante in mano. Una vita in F1 breve ma intensa (5 anni, dal 1977 al 1982) e un cuore grande così, in un corpo da fantino (156 cm x 50 kg). Gli aneddoti si sprecano. Come quella volta, a Zandvoort, dove Gilles buca la gomma posteriore sinistra e tenta di raggiungere i box: ne nasce un giro che rimarrà negli annali della F1, con funambolici sovrasterzi su tre ruote, fumo e saluti alla folla. Oppure la sfida epica, a suon di sorpassi, con Renè Arnoux sul tracciato di Digione.  

IL PREFERITO DEL DRAKE Cotanta irruenza rese Gilles Villeneuve uno dei piloti preferiti – se non addirittura l'unico – di Enzo Ferrari. Che, dopo la morte, lo definì come “una delle persone a cui ho voluto bene”. Il canadese, soprannominato l'aviatore dal pubblico, non ebbe il tempo materiale di ripagare del tutto il Drake, vincendo solo sei GP nel quinquennio ma arrivando comunque secondo alla fine del Mondiale 1979, dietro al compagno di squadra Jody Scheckter.

LA STORIA IN MOSTRA Per celebrare il campione, la tredicesima edizione di Modena Terra di Motori ospita una mostra dal titolo “Gilles Villeneuve un uomo nella leggenda”. Presso il Foro Boario di Modena, dall'8 maggio al 10 giugno, potrete ammirare una serie di cimeli intimamente legati al pilota canadese. Caschi, tutte, scarpette, gigantografie, perfino due sue monoposto (312T4 e 126 CK) e la leggendaria Ferrari 308 di serie, che il canadese utilizzava abitualmente per i suoi spostamenti quotidiani. Non manca neppure uno storico verbale per eccesso di velocità notificato nei pressi dell'autodromo di Imola, perché Gilles andava troppo forte. Come sempre, del resto.


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