Una serie speciale non è sempre solo una serie speciale. A volte è una mossa legale. È il caso di Stellantis che con la Fiat Pandina Tributo Autobianchi (avvistata camuffata in prova nei giorni scorsi) non sta pensando di rilanciare un marchio storico né di realizzare un'edizione celebrativa. Questo modello, il muletto di una versione inedita della Fiat Pandina, camuffato quasi ovunque tranne che sul fianco, dove è stata volutamente lasciata visibile la scritta «Tributo Autobianchi», servirebbe a impedire al Governo italiano di espropriare il nome Autobianchi e cederlo a un costruttore cinese. Non c’è nulla di confermato, ma un’ipotesi non del tutto stravagante e infondata considerando lo scontro tra Stellantis e il Governo italiano sui marchi storici dell'industria automotive nazionale.
La legge sui marchi dormienti

Per capire la vicenda e comprendere la credibilità dell’ipotesi di proporre una serie speciale con questo obiettivo, è necessario comprende il contesto normativo. A fine 2023, il Parlamento italiano ha approvato la Legge sul Made in Italy. Una legge che include una disposizione specifica sui marchi storici. Il decreto attuativo, predisposto dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy guidato da Adolfo Urso, è stato successivamente sottoposto alla registrazione della Corte dei Conti. Prevede che lo Stato possa richiedere all'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) la decadenza dei brand di «particolare interesse e valenza nazionale» rimasti inattivi per almeno cinque anni consecutivi, per poi assegnarli gratuitamente a imprese disposte a investire nella Penisola.
A fine marzo 2024 il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha depositato all'UIBM la registrazione di due nuovi loghi, uno per Autobianchi e uno per Innocenti, con caratteristiche grafiche diverse da quelli già di proprietà di FCA Italy. Un modo per prepararsi a esercitare i diritti sui due marchi nel caso lo Stato riuscisse a farli decadere. L'obiettivo dichiarato dal Governo era attrarre in Italia una produzione aggiuntiva di 300.000-400.000 vetture l'anno, da affiancare a quella di Stellantis. Il canale privilegiato per ottenerla erano le trattative aperte da tempo con i costruttori cinesi: BYD, Chery, Great Wall Motors, Dongfeng e JAC.
La risposta di Stellantis è arrivata pochi mesi dopo quando Carlos Tavares, allora amministratore delegato del Gruppo, ha dichiarato: «Qualunque siano le leggi, le rispetteremo. Se non è la legge, cercheremo di proteggere i nostri interessi». Un modo diplomatico per dire che il gruppo non intende cedere volontariamente Autobianchi né Innocenti.
L’ipotesi dell’edizione speciale

È in questo scenario che si inserisce l'avvistamento del muletto della Pandina Tributo Autobianchi. La lettura giornalistica proposta da Carscoops sostiene che la serie speciale servirebbe a Stellantis per riattivare formalmente l'uso commerciale del marchio Autobianchi, dimostrandone la titolarità operativa e rendendo così più difficile un’eventuale rivendicazione di decadenza da parte dello Stato italiano.
Come sarà la Pandina Tributo Autobianchi

Al netto di quali siano le reali motivazioni di Stellantis, la Pandina Tributo Autobianchi è un progetto reale confermato dagli avvistamenti dei muletti. Le foto spia mostrano un'auto costruita sulla versione Cross della Pandina, riconoscibile dai paraurti massicci, dai fendinebbia integrati nella mascherina e dalle protezioni in plastica lungo la carrozzeria. La colorazione dovrebbe virare su tonalità bronzo-marrone, con specchietti in nero lucido e cerchi in lega dal disegno inedito. All'interno, secondo le indiscrezioni, i sedili potrebbero adottare rivestimenti in velluto, con richiami stilistici alla A112 e alla Y10.
Sotto la carrozzeria, invece, resta invariata la meccanica dell'attuale Pandina. Nessun aggiornamento tecnico previsto. Una scelta che confermerebbe che l'intera operazione ha una logica di posizionamento, non di prodotto.
A proposito di Autobianchi, ricordiamo che recentemente anche Bertone si è mossa sull'eredità del marchio milanese. La Runabout, presentata a inizio 2026 come reinterpretazione del concept A112 del 1969, è un segnale che l'interesse verso il patrimonio del brand Autobianchi è alto e che, forse, le preoccupazioni di Stellantis sono fondate. Ed è quindi probabile che Stellantis possa applicare la stessa strategia anche al marchio Innocenti. Staremo a vedere. Perché a quel punto ci sarebbe un ulteriore indizio a sostegno di questa ipotesi.
FONTE: Carscoops
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.
