Autore:
Luca Cereda


LUCE DI STELLE Al Salone di New York brilla anche lo stand delle Pleiadi, dove a rubare la scena è la nuova Subaru Outback, giunta alla terza generazione. Un ricambio più veloce della media dopo sette anni di onorata carriera del vecchio modello (è stato presentato nel 2003 e nel 2007 sottoposto a lifting), che i giapponesi hanno aggiornato nelle dotazioni e provato a migliorare facendo leva sui punti di forza di sempre, su tutti abitabilità e capacità di carico. Il vento nuovo porta anche motori più compatti, leggeri e parsimoniosi, uno dei quali abbinabile al nuovo cambio automatico Lineartronic.

STRETCHING Si parte con la solita lista di numeri presi con il metro della sarta; quelli che, dopo tanto lavoro di stretching dentro l'officina, fanno gongolare i progettisti per essere riusciti a guadagnare qualche litro di vano a colpi di magheggi, senza stravolgere la fisionomia della macchina. Aumentata la larghezza di 5 cm e la lunghezza di altri 10 e mezzo, la missione di offrire un abitacolo più spazioso è compiuta. Discorso valido anche per lo spazio di carico, nonostante, limando di fino le sporgenze davanti e dietro, la nuova Outback si sia accorciata un po'.

A GRIGLIA ALTA 478X182X167 cm, è l'espressione aritmetica della silhouette definitiva. Il passo raggiunge i 2 metri e 75 cm guadagnando 7 cm rispetto a prima, a tutto vantaggio delle gambe di passeggeri, più areate sia davanti sia dietro. Nel salto generazionale la Outback mantiene quella forma che, rispetto alle wagon tradizionali, la avvicina alla tipologia crossover, forte anche di un'altezza da terra ulteriormente accresciuta (siamo a 22 cm) rispetto alla vecchia Outback. Nell'attingere da altri generi, poi,  porta sul frontale una griglia verticale più prominente e rialzata, tipica dei SUV.

A GRIGLIA ALTA Nel complesso sembra riproporsi una tendenza già anticipata dalla precedente generazione e ribadita dalla berlina, la Legacy, altra anteprima di questo salone nordamericano. Queste Subaru vanno pian piano perdendo un bel po' dell'originalità che le distingueva a favore di un look un po' più paludato ed elegante. In alcuni dettagli, invece, sembra prendere spunto da altri generi, come ci induce a pensare quella griglia verticale più prominente e rialzata, tipica dei SUV.

SEGNI PARTICOLARI Rimangono come marchio di fabbrica il paraurti massiccio e i passaruota generosi. I gruppi ottici anteriori sono un po' più tirati e rampicanti come vuole il trend del momento, ma conservano la caratteristica configurazione "a tre volumi"; quelli posteriori, invece, rispetto ai vecchi sconfinano abbondantemente nella sagoma del portellone.

SENZA FRENO (A MANO) Buttando l'occhio oltre il finestrino spicca la forma sportiva e all'apparenza molto comoda dei sedili (regolabile in 10 posizioni per il pilota, in 4 per il passeggero), epicentro di un abitacolo di sobria eleganza e che sembra non voler fare mancare nulla. A partire da due vanetti porta bicchiere, che non sono certo l'aspetto più qualificante ma fanno notare la scomparsa dell'ormai superato freno a mano a favore di un sostituto elettronico. Lo spazio così ricavato permette poi al bracciolo centrale di essere più generoso sia nello stoccaggio che nella superficie d'appoggio.

DITA VELOCI I comandi al volante non potevano certo mancare in un modello "premium" che debutta alle soglie del 2010. Con agilità delle dita "by Playstation" si possono comandare audio, cruise control e altro ancora, mentre nelle versioni abbinate al cambio Lineartronic CVT vedrete spuntare dietro alle tre razze dei "paddles" per cambiare marcia.

SOTTO IL COFANO Quanto ai suoi Boxer, Subaru ha lavorato soprattutto sulla riduzione del peso e dei consumi. Le proposte per il mercato americano sono due: un 2.5 benzina da 170 cavalli, abbinato a un cambio a 6 marce o Lineartronic, o un 3.6R da 256 cv con cambio a cinque marce. Il 2.5 è stato migliorato rispetto alla vecchia versione riducendone il peso  e soprattutto aumentando la coppia disponibile a bassi regimi. Il 3.6R, invece, è al debutto e va a sostituire il 3.0R: stesso ingombro sotto il cofano ma parecchia cilindrata in più, frutto del nuovo corso che vuole propulsori sempre più compatti e leggeri.



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