L’incredibile progetto (sponsorizzato da Bugatti) di uno studente tedesco per una hypercar da corsa. Vedrà mai la luce?
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HYPERCAR DA SOGNO Di bozzetti e rendering dedicati a Bugatti c’è piena la rete. Un po’ meno di bozzetti e rendering ufficialmente supportati dalla casa francese di Mosheim. Realizzato come progetto per la sua tesi di laurea, il concept di Max Lask si chiama Bugatti Vision Le Mans, ed è lo studio per una ipotetica, e bellissima, hypercar che potrebbe correre nella storica 24 ore.
STILE INCONFONDIBILE Lask ha svolto un periodo di tirocinio in Bugatti la scorsa estate, e la casa francese ha deciso di sponsorizzare il suo lavoro di tesi che si è concretizzato in questo studio. La Vision Le Mans sembra un’astronave uscita da un film di fantascienza, che però mantiene tutti gli elementi stilistici che contraddistinguono le Bugatti: la griglia a ferro di cavallo rovesciato, la colorazione blu in due tonalità, fusi in una macchina che rispetta i nuovi regolamenti per la classe Hypercar di Le Mans, e una serie di trovate aerodinamiche davvero sorprendenti.

AERODINAMICA ESTREMA La più originale è sicuramente l’enorme cavità centrale sotto la macchina, che fa sì che l’aria non giri attorno alla macchina, ma ci passi letteralmente attraverso. Ancora, colpiscono le luci anteriori e posteriori perfettamente integrate negli elementi aerodinamici verticali, e il complesso disegno dell’ala posteriore, priva di sostegni al centro.
PRESTAZIONI? MISTERO Trattandosi di uno studio concettuale non esiste una vera e propria scheda tecnica, né specifiche relative al motore che potrebbe montare, o le prestazioni di cui un simile “mostro” potrebbe essere capace. Di certo, siamo sicuri che andrà veloce. La vera domanda, a questo punto, è se una simile meraviglia verrà mai prodotta o no.
Videogiocatore da che ne ha memoria (e da quando ha messo gli occhi e le mani su un Commodore 64, in un'epoca ormai troppo lontana), appassionato di tutto ciò che ha almeno quattro ruote, ha appeso al muro la laurea in Ingegneria Informatica conseguita al Politecnico di Milano per dedicarsi alle sue passioni. Innamorato follemente di sua moglie, della sua bellezza ma anche della sua infinita pazienza, Claudio ammette di avere un debole anche per le due figlie. E per i due gatti che gli colonizzano la casa, tra un joystick e una consolle.








