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Rizk Auto RA


Avatar Redazionale , il 24/09/09

12 anni fa - Suggestioni del passato e linee pantografate da un modello d'epoca. Ma sotto le apparenze rétro ci sono materiali di derivazione aerospaziale, sospensioni di pura scuola sportiva e nobili motori da 6, 8 e 12 cilindri. Un'auto di due mondi differenti, tutt

Suggestioni del passato e linee pantografate da un modello d'epoca. Ma sotto le apparenze rétro ci sono materiali di derivazione aerospaziale, sospensioni di pura scuola sportiva e nobili motori da 6, 8 e 12 cilindri. Un'auto di due mondi differenti, tutta da scoprire.

VECCHIONUOVO Come giocherebbe Pelè nel calcio moderno o come guiderebbe Fangio le Formula 1 rigide ed elettroniche? Per avere risposta non basterebbe mettere insieme il "tennico" di Stefano Benni con il Mago do Nascimiento. Ma se qualcuno volesse proprio sapere e scoprire come andrebbe una Aston Martin del 1957 uguale nell'estetica ma costruita con tecnologie, motori e materiali moderni... i ragazzi di Rizk Auto saprebbero dare una risposta. Sogno e realtà, passato e futuro del mondo automotive sembrano incontrarsi in una zona del crepuscolo automobilistica. La loro replica Aston Martin DBR2 1957 sembra, ed in effetti è, un auto appartenente a due mondi, tanto concettualmente che in metallo e pistoni.

ENJOY THE REPLICA Per una volta il punto di partenza non è un foglio bianco e neppure ci si può scomodare a cercare suggestioni e scopiazzamenti vari dalla maestre di stile e portamento del passato. La Rizk è dichiaratamente una replica della Aston DBR2 che a fine Anni 50 correva nelle piste più famose dell'epoca, compresa Le Mans. Curve mozzafiato, fianchi affusolati ma formosi, musi allungati a sigaro e tutte le cose al punto giusto. Come le branchie per respirare, le piccole portiere e le splendide ruote con cerchi a raggi, una poesia che nessun cerchio in lega potrà mai avvicinare. Vista da fuori la creatura della factory con base a Phoenix - Arizona sembrerebbe in tutto e per tutto un'auto d'epoca.

AEROSPAZIO Ma basta buttare l'occhio sulla lista dei materiali utilizzati per costruire il telaio per capire che, tra pelle e scheletro, c'è un salto temporale che porta dalle auto dell'epopea storica a quelle del futuro. Aerogel, fibra di carbonio, Nomex e alluminio: i materiali usati per il telaio e carrozzeria rappresentano l'eccellenza della ricerca e della tecnologia disponibile. L'Aerogel è usato comunemente dalla... Nasa, oltre ad essere un materiale resistente e leggerissimo.

DEMIURGO Mentre il Nomex è conosciuto universalmente per le proprietà di resistenza al calore. Di alluminio e fibra di carbonio quasi inutile parlarne, uniscono resistenza, leggerezza e appeal estetico. Il demiurgo che ha plasmato tanta ricchezza è Philip Henderson, un vero guru nel trattamento dei materiali compositi che aveva lavorato anche per la F1 Benetton al tempo di Schumy mondiale.

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MOTIVATA Le motivazioni di tanti sforzi non sono da ricercare in capricci fine a se stessi ma sono coerenti con la natura del progetto Rizk: le sembianze d'epoca devono infatti accompagnarsi a doti dinamiche di prim'ordine. Tanto per rendere l'idea i tecnici che l'hanno creato sostengono che la rigidità strutturale sia superiore a qualsiasi altra auto sportiva e grazie al mix di materiali usati, anche la sicurezza in caso di incidente, compresa la resistenza al fuoco.

LEGGERMENTE ISOLATA Risultati ottenuti grazie al Nomex, all'Aerogel, utilizzato per isolare il motore dal telaio e per proteggere tutto il sottoscocca, a nostra memoria un'anteprima assoluta nel mondo a motori con le ruote. Il tutto con una leggerezza da peso piuma: la scocca pesa solo 100 kg. E questo aiuta a comprendere perché non è stato usato il solito space frame diffuso oggi sulla maggioranza delle automobili: soluzione che assicura rigidità strutturale in cambio di… peso sulla bilancia.

RAFFINATA Anche la struttura delle sospensioni indipendenti con ammortizzatori regolabili non si concede al compromesso, mentre i freni sono a disco sulle quattro ruote. Saltando dentro l'abitacolo la configurazione sportiva assicura comunque un'abitabilità buona anche per stature superiori al metro e ottanta, grazie allo sterzo e alla pedaliera regolabili e ai sedili firmati Herman Miller con vari parametri regolabili, tra cui l'angolo di seduta. Le finiture e i materiali possono essere scelti à la carte in modo da avere una replica diversa da tutte le altre. Ma il vero stupore la creatura di Rizk auto lo regala alzando il cofano.

NASCONDINO Grazie alla scocca creata ad hoc in materiali compositi nella baia motore possono essere ospitati indifferentemente motori a sei, otto e dodici cilindri. Il sei cilindri in linea offre 265 cavalli e tutto quello che serve per divertirsi. Il peso alla bilancia si ferma a 950 kg. Ma per chi vuole esagerare ci sono il dodici cilindri, sempre di casa Jaguar. Entrambi, per completare l'effetto muscoli con un spirito di rievocazione storica, si possono avere con carburatori Weber che prendono il posto dell'iniezione elettronica.

CORVETTINA Niente carburatori invece per l'otto cilindri a V trapiantato dalla Corvette, che però offre la possibilità di avere il cambio automatico in alternativa al manuale a sei marce. Qualsiasi sia il propulsore sotto il cofano gli scarichi sbucano minacciosi appena dopo le ruote anteriori. Mentre per il prezzo di cotanta meraviglia bisogna chiedere alla factory. Rimane una bella idea, ottima fantasia e ancor più notevole voglia di stupire.

BOTTE PIENA? "Impressive" come direbbero ai quattro angoli del globo business man o semplici appassionati. Forse però con una pelle diversa, unica e originale, diventerebbe magari più brutta, ma probabilmente più interessante. Così rimane l'ammirazione tecnologica ma anche un sapore sconcertante, lo stesso di quando si vedono le tribute band dei famosi gruppi rock cantare imitandoli alla perfezione, quasi correggendone i difetti. Ne vale davvero la pena?


Pubblicato da Luca Pezzoni, 24/09/2009
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