Autore:
Alessandro Perelli

AUTO ELETTRICHE A CONFRONTO Con la nuova Taycan in rampa di lancio e pronta a mostrarsi al pubblico tra pochi giorni al Salone di Francoforte, Porsche è la prima Casa al mondo a insidiare il monopolio di Tesla nel segmento – o meglio, nella nicchia – delle super berline EV di grande produzione. Di fatto, con la Model S, la Casa americana è stata la prima a interpretare il concetto di maxi berlina di lusso a zero emissioni. Tecnologica, confortevole, stilosa, anche un po’ arrogante per quelle prestazioni da supersportiva: alzi la mano chi non vorrebbe dare la paga a una Panamera Turbo nel silenzio più completo e senza consumare una goccia di benzina… In più, si è riuscita a ritagliare quella aura elitaria tanto esclusiva perché è una macchina che viaggia intorno ai 100mila euro nella sua versione più performante, la Ludicrous Performance AWD, al netto degli optional.

ATTENTA TESLA, ARRIVA PORSCHE Vetture d’élite, la Model S vede oggi pericolosamente restringersi il suo territorio di caccia, perché la nuova Taycan ha tutte le carte in regola per giocarsi un all-in di quelli pesanti. La berlina elettrica tedesca è, oggettivamente, più moderna, più performante, si ricarica in minore tempo, non da ultimo ha un allure di esclusività che il brand americano nemmeno si sogna. Però… si, in effetti c’è qualche faccenda che andrebbe affrontata. Davvero la nuova Taycan vince a mani basse? Come la mettiamo con questioni come prezzo (meno importante) e autonomia (molto più importante)? Ok, andiamo con ordine. Anche perché, tutto sommato, ci sono altre questioni da valutare. Vediamole insieme.

LO STILE DELLE DUE RIVALI Lo sappiamo, è azzardato, diremmo al limite dell’impossibile giudicare lo stile di una vettura. Troppo soggettiva una valutazione personale. Però, qua siamo di fronte a due macchine progettate e sviluppate in epoche differenti, passano almeno dieci anni fra Porsche e Tesla. E si vede. La Porsche ha un design al limite del futuristico, sembra scolpita dal vento tanto è affilata e il Cx di 0,22 ne è la prova. Il muso basso, i fari a led, quel padiglione così ben raccordato al cofano e il lunotto che sembra disegnato da Leonardo. I fianchi scolpiti e il montante posteriore così sottile e inclinato, più 911 che Panamera, ma con quattro porte.

La nuova Porsche Taycan in movimento

MODEL S ANCORA BELLA La Tesla risponde con… le maniglie che scompaiono a filo carrozzeria. Non esageriamo: se passa una Model S ci giriamo ancora a guardarla. Era talmente innovativa al debutto, che dopo dieci anni piace ancora. La pulizia di linee è tuttora sconosciuta ad altre berline (con motore a scoppio). Pochi fronzoli e linee tutte raccordate fra cofano, padiglione e coda. Anche qui, le spalle (ok chiamiamoli passaruota) sono belle larghe, ma non come quelle della Taycan, che è anche più bassa di 10 cm. Comunque, la Tesla Model S è così equilibrata nelle proporzioni che i 4,97 metri di lunghezza (4,96 metri per la Taycan) sembrano anche meno. Poi, c’è un taglio dei proiettori dallo stile un po’ retrò e pure dietro i fanali non sono all’ultima moda. Dettagli che non pesano eccessivamente sul giudizio finale. Porsche è tanta roba ma Tesla si difende alla grande.

La Tesla Model S vista di 3/4 anteriore

DENTRO COME SONO? L’abitacolo della Tesla Model S ha fatto scuola. Nel senso che quando è stata presentata nulla era così innovativo. Quel maxi schermo verticale da 17” a centro plancia, dal quale puoi comandare tutto, è ancora oggi un elogio al futuro. Ovviamente è touch, così da gestire tutte le funzioni di bordo con il semplice tocco di un dito, ma dopo aver fatto un po’ di pratica: dall’infotainment, al comfort dei passggeri, agli ADAS (che sono davvero tanti perché la Tesla si guida quasi da sola), ai videogiochi – si, ci sono anche quelli - sviluppati in collaborazione con Atari. Lo spazio a bordo è molto elevato. Tutti i passeggeri stanno comodissimi e il pavimento piatto è vitale per aggiungere centimetri per i piedi. Il bagagliaio ha una capacità di 745/1.645 litri, niente male.

NELLA TAYCAN POCHI BAGAGLI Anche perché la Taycan risponde con due “botole” da 366 litri dietro e 81 litri davanti. Qua non c’è partita, uno a zero e palla al centro… Porsche Taycan replica con un abitacolo più raccolto intorno al guidatore. Anche qui i display si sprecano (si arriva a cinque) in optional ce ne è anche uno davanti al passeggero (in stile Ferrari… si può dire?); il cruscotto digitale ricurvo sembra sospeso nel nulla. Anche la regolazione delle bocchette dell’aria è a sfioramento. In modalità Full Map il navigatore mostra la cartografia per l’intera diagonale dello schermo principale, davanti agli occhi del guidatore: parliamo di 16,8”, praticamente un televisore da camera… Il tunnel centrale ha un altro display da 8,4” per gestire la climatizzazione e altre funzioni secondarie. I passeggeri sono accolti da sedili rivestiti con materiali non di origine animale, ma naturale o riciclata. Tanto per stare in tema ecosostenibile. Anche qui troviamo soluzioni che innalzano la percezione di lusso e high-tech della vettura a un livello molto alto, come su Tesla Model S.

Porsche Taycan: gli interni

COME FUNZIONANO E QUANTO VANNO Lungi dal voler entrare nel dettaglio della tecnologia applicata alle due vetture per quanto riguarda motori e dinamica: non basterebbe una tesi universitaria ad accontentarvi. Però, un ripasso generale si può fare. Partiamo da Taycan. La super berlina EV di Porsche monta due motori elettrici sincroni a magneti permanenti – uno per asse – alimentati da una batteria da 93,4 kW, che erogano una potenza complessiva di 680 CV per la Turbo (Turbo, una elettrica…?!... Potere del marketing…) e addirittura 761 CV per la Turbo S in modalità overboost: valori che si sposano con una coppia motrice rispettivamente di 850 e 1.050 Nm! Velocità massima dichiarata di 260 km/h e 0-100 coperto in 3,2 o 2,8 secondi con il launch control sull’attenti. Tesla Model S – nella versione 100 kW Ludicrous Performance – risponde mettendo sul piatto anch’essa l’adrenalina sprigionata dai due motori sincroni a magneti permanenti, alimentati dalla batteria da 100 kW, per una potenza totale di 613 CV e 1.074 Nm. Roba da asfaltare un jet Eurofighter al decollo. Infatti, la velocità massima dichiarata è di 250 km/h con uno scatto da 0 a 100 orari in 2,6 secondi.

RICARICA E AUTONOMIA Ma tanta energia ha bisogno di essere alimentata per bene, e allora vogliamo sapere quanto tempo serve per ricaricare gli accumulatori delle due concorrenti in questo contest. Grazie all’impianto di bordo da 800V anziché 400V, alla Porsche Taycan servono poco più di 5 minuti in corrente continua per assicurarsi 100 km di autonomia (energia erogata dalle colonnine permettendo…). Per il pieno di elettroni dal 5 all’80% servono 22,5 minuti con una potenza massima di 270 kW. Per la ricarica più tradizionale dalla wallbox del garage o dagli stalli pubblici c’è il caricatore di bordo da 11 kW per un tempo di ricarica di circa 8,5 ore. Con le batterie al 100%, la Taycan Turbo copre 450 km mentre la Turbo S arriva a 412 km. I tempi di ricarica della Model S 100 kW vanno da un massimo di poco più di 40 ore dalla presa domestica a 2,3 kW alle 6 ore di una carica alle colonnine AC da 22 kW fino alle 2,5 ore di una presa a 50 kW. Ma la berlina EV americana può essere ricaricata a una potenza di 200 e 145 kW dalle colonnine ultra veloci Superchargers. In questo modo il tempo si limita a mezz’ora o poco più. Con un pieno di energia la Model S ha un’autonomia dichiarata di 610 km

Il pacco batterie della nuova Porsche Taycan

MA QUANTO MI COSTANO? Al netto degli optional, che possono incrementare esponenzialmente il prezzo finale, le due rivali hanno prezzi che superano i 100mila euro. Ma c’è una bella differenza comunque, poiché la Tesla Model S si ferma a 112.880 euro mentre la Taycan arriva addirittura a 156.817 euro per la Turbo e 190.977 euro per la Turbo S.

IL VERDETTO E a voi quale piace di più? Votate per l’innovativa Porsche oppure per la capostipite Tesla? Noi un’idea ce la siamo fatta, ci piace di più la Porsche, perché è più nuova, è più potente e affascinante. Alla faccia del bagagliaio taglia XS e di un prezzo che quasi doppia la rivale (la versione Turbo S). In una parola, è più… Porsche. Senza nulla togliere alla Tesla, che si difende benissimo, ha un’autonomia maggiore e anche più praticità grazie a un bagaliaio più grande, che può anche alloggiare un paio di seggiolini opzionali per due passeggeri aggiuntivi. Volete provare l’accelerazione da astronave in sette?


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