Autore:
Lorenzo Centenari

NUMERO UNO Da divisione high performance a marchio indipendente, il salto è decisivo. A prendere coraggio e a tuffarsi nel futuro è Polestar, un nome storico cui Volvo ha dapprima tolto le ragnatele, per poi affidarle una missione delicata, ma mai così avvincente. Quella di mettersi in proprio, e di pensare all'auto del futuro. Prestazioni, design, zero emissioni. E' nata così Polestar One, primo modello di una serie destinata a farsi conoscere per stile e soluzioni all'avanguardia. Già incontrata al Salone di Ginevra 2018 e in movimento in un video girato durante i test invernali, ecco ora le foto della produzione della primissima flotta di Polestar One su strada. Serviranno per effettuare crash test, prove meteorologiche e valutazione su strada. 

FACCIA L'ACCENTO CINESE Destinata ad essere costruita in Cina (stabilimento di Chengdu), la Polestar One che abbiamo incontrato non molto tempo fa sullo stand Volvo al Salone di Ginevra è una elegante Gran turismo a due porte, l'abitacolo 2+2, inoltre uno schema di propulsione che si avvale di due motori elettrici supportati da un propulsore a combustione interna (Electric Performance Hybrid). Tecnicamente abbiamo quindi un'ibrida, ma un'ibrida che viaggia a emissioni zero anche per 150 km, il valore più elevato della sua categoria. Con una potenza combinata di 600 cv e una coppia di 1.000 Nm, la Polestar One può infine tranquillamente classificarsi come auto sportiva in senso stretto.

STELLA POLARE Quindi la Polestar One è una Volvo, oppure no? Beh, la scocca è pur sempre mutuata dalla Scalable Platform Architecture (SPA) della Casa madre, tuttavia circa il 50% dell’auto è inedito, realizzato specificamente dagli ingegneri Polestar. La futura GT sino-svedese porterà inoltre al debutto soluzioni tecnologiche mai viste prima. Qualche esempio? Le nuovissime sospensioni elettroniche a controllo continuo della Öhlins, Continuously Controlled Electronic Suspension (CESi). O il telaio interamente in fibra di carbonio, assai leggero, basso di baricentro e dalla rigidità torsionale del 45% superiore. Per non parlare del doppio motore elettrico sull’asse posteriore, per una distribuzione della coppia motrice simmetrica su ciascuna ruota.

DINASTIA Polestar 1, dicevamo, è patriarca di una stirpe che nel 2019 abbraccerà un secondo modello (Polestar 2, berlina mid-size) e successivamente anche un terzo (Polestar 3, il Suv). Ambedue, stavolta, di natura 100% elettrica (Battery-Electric Vehicle)

E-COMMERCE Ma la rivoluzione prosegue all'atto di acquisto. Polestar si staccherà dal tradizionale modello di proprietà dell’auto, visto che ogni modello verrà ordinato esclusivamente on line e offerto sulla base di abbonamenti di due o tre anni. Una formula all-inclusive (sulla base di quella in sperimentazione per Volvo XC40) che non prevede alcun deposito iniziale, e che invece comprende servizi quali ritiro e riconsegna dell’auto in caso di manutenzione, più la possibilità di utilizzare un altro modello della gamma Polestar. La tecnologia Phone-As-Key consentirà infine al proprietario di condividere una chiave virtuale – e quindi l’utilizzo dell’auto – con altre persone di sua scelta. Oltre ad accedere a una serie di servizi on-demand


 

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