Seat Leon 2020 debutta il 28 gennaio. Nel frattempo, un nuovo teaser: ecco come cambia il design posteriore della compatta spagnola
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BACKSTAGE Per la photo session a 360 gradi, pazientare ancora fino a fine mese. Il 28 gennaio Seat toglierà i veli a nuova Leon: nel mentre, allo scopo di tenere alta la tensione, ecco a spizzichi e bocconi alcuni suoi particolari. Ora è la volta de suo ''lato B'', o almeno di una parte. Della firma luminosa a Led a tutta larghezza, già avevamo appreso alcuni giorni fa grazie ad un video teaser rapido e sfuggente, ma rivelatore di qualche dettaglio come anche fari anteriori ed abitacolo. Stavolta l'immagine è più nitida, anche se ancora la sagoma di Leon è protetta da penombra. Che ve ne pare?

LEON DESIGN Rispetto alla generazione attuale, Seat Leon quarta edizione mette su un ''sedere'' dunque più scolpito e profilato, con la striscia luminosa orizzontale leggermente a sbalzo che divide il portellone in due sezioni e genera una sorta di ''becco'' appuntito. Il risultato finale è un posteriore più stratificato, dall'effetto vagamente tridimensionale. Sembra bello. Il badge Seatcampeggia al centro, al di sotto fa la sua comparsa il ''lettering Leon'', in un artistico e informale carattere corsivo. In basso a destra, il logo FR: quello che individua l'equipaggiamento più sportivo della gamma.

GOLF LATINA Oltre che in formato hatchback 5 porte, nuova Seat Leon si sdoppierà naturalmente anche in carrozzeria Sportstourer (Leon ST). Per tutte le info tecniche, appuntamento tra due settimane a Martorell: il brand spagnolo lascia i puntini di sospensione, assicurando in ogni caso come la nuova compatta - di dimensioni leggermente superiori che non ora - sarà il modello più sicuro e più connesso della propria offerta, inoltre che beneficerà di propulsori elettrificati (leggasi: Leon plug-in hybrid). Leon Cupra? Sissignori, ma più avanti. ''Golf iberica'' impaziente di entrare in scena.
Infaticabile mulo da tastiera, Lorenzo mette al servizio della redazione la sua esperienza nel giornalismo “analogico” (anni di gavetta nei quotidiani locali) e soprattutto la sua visione romantica dell’automobile, mezzo meccanico ma soprattutto strumento di libertà e conquista straordinaria dell’umanità. Il suo forte accento parmigiano è oggetto di affettuosa derisione ogni volta che apre bocca (e anche per questo preferisce scrivere piuttosto che apparire in video). Penna di rara eleganza, ama le coupé, un po’ meno i Suv coupé. Ogni volta che sale a Milano, si perde.




