Pubblicato il 17/11/20

UNO SGUARDO AL FUTURO Dopo il SUV elettrico iX e lo scooter a zero emissioni Definition CE 04, il gruppo BMW continua la sua offensiva nel futuro della mobilità con il nuovo concept Mini Vision Urbanaut, presentato all’evento digitale NEXTGen 2020.

Mini Vision Urbanaut: visuale laterale

COM’È FATTO FUORI Caratterizzato da forme che ricordano un van più che una piccola e scattante Mini, con le ruote disposte ai quattro angoli, Vision Urbanaut è lungo solo 4,46 metri, ed è naturalmente a trazione elettrica, con funzioni di guida autonoma. Per questo motivo i designer si sono sbizzarriti a immaginare un abitacolo dove le possibilità aumentano a dismisura, rispetto alle auto tradizionali. La porta scorrevole nella fiancata, con ingombri laterali ridotti al minimo, è anche l’unico punto di accesso alla vettura.

Mini Vision Urbanaut: in configurazione

FARI SMART La griglia anteriore non è esagonale come nelle Mini stradali, ma ha una forma ottagonale. Non dovendo servire per il raffreddamento del motore, dietro la calandra si nascondono i sensori per la guida autonoma. Nascosti dietro una texture puntiforme, i gruppi ottici anteriori e posteriori a LED sono visibili solo all’accensione, e si caratterizzano per disegni e grafiche che cambiano in base alla configurazione dell’auto.

Mini Vision Urbanaut: i gruppi ottici dinamici anteriori

RUOTE DA SKATE Sfumati i finestrini, che riprendono la tonalità opaca esterna cangiante, capace di passare dal verde metallizzato con effetti blu al grigio. Davvero insolite anche le ruote in stile “skateboard”, illuminate e in colore blu turchese.

Mini Vision Urbanaut: particolare delle ruote a

COM’È FATTO DENTRO Nelle sue forme sicuramente originali, Mini Vision Urbanaut è stata sviluppata partendo proprio dall’interno, utilizzando mobili e modelli in legno per farsi un’idea delle dimensioni, utilizzando poi sia la realtà aumentata che quella virtuale per dar vita a un modello digitale, da cui ha preso vita la versione definitiva del concept.

Mini Vision Urbanaut: il cruscotto

POSTI FLESSIBILI  Quattro i sedili: i due anteriori sono progettati per ruotare su se stessi, mentre gli schienali di quelli posteriori possono essere ripiegati manualmente e girati, per dar vita a un vero e proprio “salotto”. Sul lato della vettura di fronte allo sportello del conducente c’è un piccolo tavolino con un impianto digitale integrato. Quando l’auto è ferma, il cruscotto si abbassa; il parabrezza può anche essere aperto verso l’alto, come il lunotto posteriore di alcune SUV, permettendo di interagire con l’ambiente circostante.

Mini Vision Urbanaut: il

NIENTE PULSANTI In un progetto così minimal e incentrato sull’esperienza dei passeggeri e sulla vita a bordo, pulsanti e controlli convenzionali sono stati del tutto rimossi. Il principale punto di contatto tra uomo e macchina è rappresentato dal “Mini token”, una sorta di piccola monetina che consente di attivare le tre modalità d’uso dell’auto, chiamate Mini Moments.

  • Mini Moment Chill: l’auto diventa un rifugio privato, un'oasi urbana, con spazi di relax e tonalità verdi che richiamano la quiete di una foresta.
  • Mini Moment Wanderlust: l’unica modalità in cui l’auto si muove, con informazioni di viaggio (e non solo) proiettate sui finestrini. Il volante e i pedali, che fuoriescono a comando, si abbinano a un display virtuale all’interno del cruscotto. Nella modalità di guida completamente autonoma i comandi spariscono nei loro alloggiamenti. All’esterno, le illuminazioni a LED davanti e dietro segnalano se c’è qualcuno al volante o se l’auto si muove da sola.
  • Mini Moment Vibe: in questa configurazione si aprono sia la portiera laterale sia i parabrezza, con illuminazioni in tinte magenta ed equalizzatori al posto dei gruppi ottici, ed è volta alla condivisione di momenti ed esperienze con altre persone

Mini Vision Urbanaut: visuale dall'alto

SOSTENIBILE Manco a dirlo, un concept di questo genere non sarebbe tale senza l’utilizzo di materiali riciclati, senza metalli preziosi o pelle. Il tessuto dominante all’interno è lavorato a maglia, mentre pavimento e volante sfruttano il sughero.

Mini Vision Urbanaut: i gruppi ottici dinamici posteriori

QUANDO ARRIVA? La risposta facile? Mai. Trascurando il fatto che la guida autonoma completa ancora non esiste, Mini Vision Urbanaut è stata sviluppata interamente con la realtà virtuale, utilizzando modellini in legno per ricreare gli ambienti interni. Quella che vedete in queste immagini è solo un’auto generata al computer. Al momento non esiste neppure un prototipo fisico di Vision Urbanaut, e difficilmente ne verrà realizzato uno.


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