Pubblicato il 27/06/21

LESS IS MORE? Sarebbe bello poter affermare che Ferrari ci ha ascoltato. Fantasticare che, nel progettare 296 GTB, la sua nuova supercar col V6 ibrido plug-in, benché in minima parte abbia tenuto conto pure delle nostre - e non soltanto nostre - riflessioni. Ovviamente non è così, non lo è sia per ragioni cronologiche (lo sviluppo del nuovo modello parte da lontano), sia perché Ferrari stessa è la prima a saperlo. A sapere, cioè, che la potenza è nulla senza ''fun to drive''. Rispetto a SF90 Stradale e al suo arsenale termoelettrico da guerra dei mondi, nuova 296 GTB ha qualcosa in meno, ok. Ma ha pure qualcosa in più.

BABY SF90 SARAI TU Qualcosa in meno, ed è semplice algebra: smonta due cilindri dal motore termico, reinscastola due propulsori elettrici e lasciane solo uno con l'interruttore acceso. Naturale che, escludendo organi meccanici e chimici il cui compito esclusivo è quello di generare energia cinetica, la pura potenza calerà. Ma la potenza è solo uno dei fattori che contribuiscono a fare, di una Ferrari, un oggetto unico al mondo. E poi, chiariamoci: con 830 cv di sistema, 296 GTB non è nemmeno così distante dai valori stratosferici (1.000 cv) di SF90. Senza contare che il V6 da 2,9 litri con bancate a 120° sistemato a cavalcioni tra abitacolo e retrotreno, coi suoi 663 cv a 8.000 giri è il nuovo riferimento assoluto, tra le auto di serie, per potenza specifica (221 cv/litro). Senza contare, infine, che nelle discipline olimpiche 296 GTB si qualifica agevolmente in finale sia nello sprint (0-100 km/h in 2,9 secondi), sia sul giro di pista (1'21'' sul circuito di Fiorano). Altro che recriminare sulle cifre, insomma.

FUN TO DRIVE IN 5 MOSSE Qualcosa in più, ed è tutto riassunto in uno slogan, fun to drive, sul quale il Cavallino insiste e che sollecita una allegra riflessione (che mi tengo per le conclusioni). Da sempre, per Ferrari il divertimento di guida è un sentimento che si assapora in ogni sua sfumatura se - e soltanto se - cinque differenti sensazioni si mescolano tra loro:

  1. Feeling laterale, ovvero risposta ai comandi del volante, prontezza del posteriore, facilità di guida;
  2. Feeling longitudinale, cioè rapidità e costanza della curva di risposta al comando dell’acceleratore;
  3. Cambiata: velocità e sensazione di progressione dei rapporti a ogni cambio marcia;
  4. Frenata: feeling del pedale freno come corsa e risposta, in termini di efficienza e modulabilità;
  5. Acustica: livello e qualità in abitacolo e progressività del sound motore all’aumentare dei giri.


MULTIDISCIPLINARE Bene, pare proprio che 296 GTB, studiando giorno e notte sui volumi di termodinamica, elettronica, fisica, aerodinamica, seguendo infine lezioni anche al conservatorio, abbia conquistato il massimo dei voti in tutte e cinque le materie d'esame. Rispetto all'ultrasonica SF90, la seconda espressione dell'ibrido plug-in alla Ferrari maniera è più leggera (1.470 kg, cioè 100 kg in meno), più corta di interasse (-5 cm rispetto a qualunque altra berlinetta Ferrari a motore centrale), più ''pistaiola'' adottando la singola trazione posteriore. Grazie alla sua architettura a V aperta, pure il 6 cilindri ha timbriche speciali. Ancor prima di averla vista in azione, non riesce difficile assegnarle un maggiore grado di agilità, fruibilità, coinvolgimento, umanità. In ultima analisi, divertimento.

LEI È IN ARRESTO E del divertimento, la frenata è ingrediente primario: anche l'ABS in dotazione a Ferrari 296 GTB è di una specie mai vista. Rispetto al precedente Yaw Rate Sensor (YRS), l'innovativo sensore 6w-CDS fornisce infatti ancor più informazioni, in particolare grazie alla misura di accelerazioni e velocità di rotazione sui 3 assi (X, Y, Z), proprietà che consente agli altri controllori di determinare più precisamente la condizione della vettura, ottimizzandone quindi gli interventi. In termini di spazi di frenata, i risultati sono eccezionali: -8,8% nell'accelerazione negativa 200-0 km/h rispetto a F8 Tributo, +24% in termini di ripetibilità e coerenza della prestazione.

FINAL DESTINATION Con SF90 Stradale (un capolavoro, intendiamoci), Ferrari esplorava per la prima volta il pianeta dell'elettrificazione e lo faceva con gran chiasso. Preoccupandosi di spaventare gli avversari con le proprie divisioni armate, più che concentrandosi sulla dolcezza della manovra di atterraggio. Con 296 GTB, Ferrari sembra invece aver già digerito lo shock dell'impatto e riaggiustato il tiro. Nuovamente alla ricerca di quell'equilibrio tra cifre a caratteri cubitali e quel valore - che è il feeling di guida - che non puoi misurare su una scala numerica. Ma che provoca tempeste ormonali, ispira poesie, riaccende orgoglio patriottico. In due passaggi, forse a Maranello hanno già isolato la mutazione genetica che distinguerà le supercar di ieri da quelle future. Di buon auspicio, in vista del definitivo salto quantico. Ferrari. Full. Electric.


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