L'originale a cui s'ispira è la Citroen SM del 1970, ma visto che il marchio di Stellantis destinato a incarnare il lusso francese è DS ecco che la SM Tribute Concept porta appunto il marchio DS sul cofano. E al di la del logo, è davvero un gran bel vedere.

SI, NO, FORSE DS SM Tribute è stata realizzata per il concorso Chantilly Arts & Elegance che inizia giovedì, e non è destinata a tradursi in un modello di serie, il che, diciamolo, spegne un po' l'entusiasmo, ma DS lascia intendere che potrebbe produrre qualcosa di molto simile. “Stiamo lavorando sui geni dei nostri modelli iconici per alimentare la nostra ricerca sulla forma dei modelli futuri, che arriveranno alla fine del decennio”, dice il direttore del design dell’azienda, Theirry Metroz.

MISURE A CONFRONTO I lavori sulla SM Tribute sono iniziati nel 2020 con una serie di schizzi per un concorso all’interno del dipartimento di design di DS. Il tema era reimmaginare la SM originale e il risultato rende davvero giustizia alla musa ispiratrice. La concept è solo 3 cm più lunga e 2 cm più alta della DS originale, ma è 14 cm più larga e monta cerchi in lega da 22 pollici, mentre l’auto originale li aveva da 15 pollici (e in acciaio).

FUORI E DENTRO Come l'originale, anche la DS SM Tribute ha una copertura in vetro sagomato sui fari e le ruote posteriori carenate, pur con un’apertura nella parte superiore e una linea di luci a LED che dà al tutto un tocco di modernità futuribile. Gli interni, che per ora sono solo dei rendering, ripropongono sedili e colori che ci riportano agli anni 70, mentre il volante a cloche con il quadro strumenti digitale integrato, che fa molto Formula 1, ci ricorda che siamo davanti a una showcar e non all'anticipazione di un modello di serie.

MA IL MOTORE? Ed ecco che la fantasia è libera di volare alto quando si tratta di immaginare cosa si nasconderà sotto al cofano. La razionalità suggerisce un powertrain elettrico, come vorrebbero Draghi e la Von Der Leyen, mentre il cuore batte più forte pensando al V6 da 2,7 litri di derivazione Maserati, che equipaggiava la Citroen SM. Chi l'avrà vinta? Sognare non costa nulla.
Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.


















