Pubblicato il 28/07/20

ADDIO EUROPA Non è detto che sia un addio definitivo, ma lo è di sicuro per adesso: Mitsubishi stacca la spina all’Europa e al Nord America, e concentrerà i suoi sforzi sui mercati asiatici. Questo significa che da noi non arriveranno nuovi modelli, e che i concessionari venderanno quelli attualmente a listino, fino alla conclusione del loro ciclo di vita. 

CRISI DA COVID La difficile decisione arriva dopo l’ultima presentazione dei risultati finanziari, in cui Mitsubishi prevede per il 2020 una perdita di 140 miliardi di yen, pari a circa un miliardo e centotrenta milioni di euro. Il motivo di un dato così negativo (il peggiore dal 2002 a oggi) è legato principalmente al crollo delle vendite, più che dimezzate rispetto allo scorso anno, dovuto alla pandemia di coronavirus che ha colpito il mercato dell’auto. Mitsubishi stava già affrontando una importante crisi nei mercati asiatici, che da soli generavano un quarto delle vendite.

Mitsubishi: crisi di vendite, stop a Pajero

STOP A PAJERO Per rimanere a galla il sesto produttore giapponese (e che fa parte del gruppo Nissan Renault) si è impegnato a tagliare del 20% i costi fissi nei prossimi due anni: questo significa ridurre la forza lavoro (con prepensionamenti e blocco delle assunzioni) e la produzione, e chiudere i concessionari che non generano profitto. Nella fattispecie, il prossimo anno verrà interrotta la produzione di Pajero, uno dei modelli più famosi e amati della casa giapponese, e chiusa la fabbrica in cui veniva costruito.

PIANI PER IL FUTURO Il piano di ristrutturazione punta a tornare a un risultato positivo previsto di 50 miliardi di yen (400 milioni di euro) entro il 2023, e portare il margine operativo dal -9,5% attuale a un +2,3%. Per mantenere la liquidità, quest’anno Mitsubishi non pagherà i dividendi agli azionisti.


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