IL GRANDE PASSO Il coraggio non gli manca, il denaro nemmeno. Se poi parliamo di sviluppo tecnologico, James Dyson si guadagna di diritto il titolo di "genio". Ma un conto è progettare aspirapolveri, asciugacapelli e ventilatori. Ben altra sfida è quella di applicare i medesimi principi a un'automobile, di declinarli cioè su scala ben maggiore. Ma ormai il volano è in movimento: l'auto elettrica Dyson si farà. Già fissata la scadenza (2021), già individuato anche il luogo dove sorgerà la fabbrica. Né in Europa, né tantomeno - per la delusione dei compatrioti - in Gran Bretagna. Bensì a Singapore, città-stato trampolino di lancio per un mercato come la Cina che anche in materia di elettrico è il nuovo Eldorado.

TESLA, A NOI DUE Al di là del domicilio e della deadline, della futura Dyson EV in realtà si conoscono ancora pochi dettagli, ben protetti dal riserbo e dalle insidie della concorrenza. Che a quanto pare si chiama Tesla, e che a giudicare dalle indiscrezioni avrebbe più di una ragione per rabbrividire. Già, perché non solo Dyson - a differenza di tech company come Apple e Google - ha in mano un progetto di auto elettrica concreto: il leader mondiale degli aspirapolvere a ciclone avrebbe infatti in casa (grazie alla recente acquisizione dell'americana Sakti3) anche le tecnologie per batterie dalla potenza che il settore auto ancora non conosce. Perché si avvalgono del principio dello stato solido.

SOLID STATE BATTERY In parole povere: gli odierni accumulatori agli ioni di litio contengono generalmente un elettrolita sottoforma di gel oppure liquido, che non consente lo stoccaggio di nemmeno un grammo di energia supplementare. Al contrario, una batteria allo stato solido impiega come conduttore della corrente tra i due elettrodi di polo opposto un materiale solido, sempre a base di litio. Vantaggi? Superiore densità energetica, dimensioni ugualmente compatte, minore tendenza al surriscaldamento, infine una capacità (e quindi un'autonomia di percorrenza, se applicato all'auto elettrica) fino a due volte quella di una batteria allo stato liquido. Con la tecnologia by Sakti3 che è già a buon punto, gli sforzi sono ora rivolti alla formulazione di un modello economico che consenta la produzione di batterie allo stato solido su scala industriale.

DA ELETTRICO A DIGITALE L'altro ostacolo che Dyson è chiamato a bypassare è di natura dimensionale. Non è così scontato che i cosiddetti motori brushless (letteralmente, "senza spazzole") che alimentano i suoi piccoli elettrodomestici, talvolta detti anche motori digitali (la commutazione della corrente avviene elettronicamente, senza necessità di contatti elettrici striscianti), anche modificati ad hoc, siano adatti a propellere un'automobile, cioè uno aggeggio centinaia di volte più pesante di un attrezzo di uso domestico.

RIUSCIRÀ IL NOSTRO EROE? Discordanti i pronostici degli addetti ai lavori: chi scommette che Dyson sia destinata a influenzare in maniera drastica il mercato delle auto elettriche, addirittura scalzando Elon Musk dalla poltrona di monopolista del settore, e chi invece è scettico, e dubita che l'ingegneria degli aspiratori a vuoto possa trovare applicazione anche nella mobilità. Sta di fatto che James Dyson ha già spostato 400 dipendenti nel laboratorio "electric car", mentre sembre che man mano numerosi luminari del settore si uniranno alla compagnia. Che abbia successo o meno, l'idea è senz'altro molto, molto affascinante.


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