Autore:
Marco Rocca

ERA IL 2015 Lanciata sul mercato nel 2015 la Ssangyong Tivoli è stata accolta bene dal pubblico italiano. I motivi? Svariati, a cominciare dalle dimensioni compatte capaci di soddisfare le esigenze cittadine e non, passando per la personalizzazione che da subito è stata una delle caratteristiche di questo modello. Il suo è sempre stato un approccio fuori dal coro, anche per via di una linea particolare e ricercata.
Così, dopo averla provata circa 3 anni fa in occasione del lancio, ho deciso di salire di nuovo a bordo per vedere che cosa è cambiato. 

NELLE PUNTATE PRECEDENTI Se per qualche motivo vi foste persi le puntate precedenti, sappiate che recentemente la Tivoli ha subito un lieve restyling che la fa assomigliare alla sorella maggiore, la grande Rexton. Il frontale  è stato ridisegnato in chiave più moderna mentre al posteriore sono arrivate nuove finiture cromate

GLI INTERNI Anche all’interno qualcosa è cambiato. Non ci sono stati stravolgimenti, sia chiaro ma sono migliorate le finiture: il volante, ora in pelle e con regolazione in profondità, ha nuovi comandi per la funzione Trip che consentono un utilizzo più comodo del computer di bordo e dell’infotainment. L'illuminazione interna è stata addolcita con luce dal colore più tenue e sono arrivate ben 6 tinte per customizzare a piacimento il quadro strumenti, di serie sull'allestimento top Icon. 

QUI SICUREZZA Alla voce sicurezza, invece, il passo avanti è stato più significativo. Fin dal primo allestimento ora ci sono l'avviso di tamponamento frontale con relativa franata automatica d’emergenza e il controllo della velocità in discesa. Sulla versione più ricca adesso ci sono anche gli abbaglianti automatici e il mantenitore attivo della corsia, oltre al riconoscimento dei segnali stradali

QUI ALLESTIMENTI Anche gli allestimenti sono cambiati. Dai precedenti 7 si è passati ai 4 della Tivoli model year 2019. Si attacca con Free, poi Road, Dream e Icon. Questo vuol dire che già da quello base c’è stato un aumento della dotazione di serie.

ANCHE LA SERIE SPECIALE Se vi state domandando che versione sia quella che in foto, sappiate che si tratta di una serie speciale declinata in soli 90 esemplari in questa originalissima colorazione arancione. Si chiama Tivoli Juice, un solo allestimento ma molto ricco. Dai cerchi in lega da 18 pollici, al clima automatico bizona, passando per la telecamera posteriore e il display con navi da 7 pollici, oltre alla connettività Apple Carplay e Android Auto, Radio DAB e molto altro.

COMPATTA MA SPAZIOSA Il segmento di appartenenza è il B. Per dirla diversamente 4 metri e 20 da paraurti a paraurti e spazio anche per 5 passeggeri. Insomma l'abitabilità resta uno dei principali punti di forza sia davanti, sia dietro mentre il bagagliaio da 309 litri non fa gridare al miracolo ma è comunque nella media del segmento. Tirando giù i sedili si arriva a 1.115 litri. Si perde qualcosa nella versione a trazione integrale che fa segnare 203 litri per 1.019 totali.   

TRE MOTORI I motori hanno guadagnato l’omologazione Euro 6 C. A proposito di motori, non c’è nulla da segnalare nel senso che a listino le opzioni rimangono 2. Il 1.600 benzina da 128 cavalli (disponibile anche in versione GPL) e il diesel sempre 1.600 cc ma da 115 cavalli.

ANCHE INTEGRALE Riconfermata anche la possibilità di avere la Tivoli in versione 2WD o integrale 4WD con blocco del differenziale che distribuisce la coppia in modo simmetrico sui due assali. Il tutto con cambio manuale a 6 marce o automatico Aisin con lo stesso numero di rapporti. Per la cronaca, è sparito il tastino sul pomello che serviva per cambiare marcia manualmente. Ora si cambia marcia spostando la leva a sinistra e poi muovendola su o giù per salire e scendere di rapporto.   

SU STRADA Il comfort di bordo è di buon livello. La Suv compatta dagli occhi a mandorla conserva le promesse fatte da un abitacolo ben assemblato e moderno. Il 1.6 diesel si sente poco in abitacolo e ha un tiro vivace già dai bassi regimi, infatti la coppia sostanziosa di 300 Nm arriva già a 1.500 giri.

STERZO DA MIGLIORARE Pollice verso l’alto, poi, alla voce comfort su buche, tombini e giunture autostradali. Merito di una taratura che privilegia l’assorbimento delle sconnessioni. L’abitacolo è ben isolato dagli scossoni e dal rumore di rotolamento delle ruote. Solo lo sterzo l’avrei preferito un po’ più diretto e la frenata un pelo più pronta.

COME SU AMAZON Piccola curiosità: la Tivoli gode dell’iniziativa “100% Soddisfatti o rimborsati”. Si un po’ come si fa su Amazon: si prende l’auto, si tiene per un massimo di 2.000 km o comunque non oltre un mese dall’immatricolazione e in caso di mancata soddisfazione, è possibile senza penali o costi nascosti, eccezion fatta per i costi d’immatricolazione e di messa su strada, restituire l’auto. Il prezzo d’attacco? Da 18.500 Euro. Si parte da 24.500 Euro per la serie speciale Juice.

DOPO 3 ANNI Insomma rispetto a 3 anni fa ho trovato una Tivoli più matura, migliorata sotto diversi aspetti, sicurezza in primis. La concorrenza è agguerritissima lo sappiamo bene ma la coreana ha ancora tutte le carte in regola per dire la sua. E voi che cosa ne pensate? Fatemelo sapere qui sotto nei commenti. 


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