Test Drive

Toyota Yaris


Avatar Redazionale , il 04/04/06

15 anni fa - La nuova Toyota Yaris migliora le doti del modello originario, ma...

Fedele alla filosofia kaizen la Toyota Yaris seconda generazione migliora le doti geniali del modello originario. Versatile e sicura, regala sensazioni di guida da categoria superiore. Ma nell'uso quotidiano qualche ombra nelle finiture e nella silenziosità di marcia lascia spazio a futuri affinamenti.

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PICCOLO GENIO Già non è facile creare un'auto di discreto successo su un mercato competitivo come quello delle piccole utilitarie. Altra storia è ottenere riscontri dirompenti e diventare, al primo colpo, riferimento per la categoria. Impresa riuscita con la Toyota Yaris, lanciata nel 1999. I numeri cantano. Un amore istantaneo e duraturo quello degli italiani per la piccola Toyota. Che ha trovato nel Bel Paese il suo primo mercato europeo: i concessionari della penisola han fatto fuori un terzo del milione e duecentomila esemplari prodotti.

RINNOVAMENTO Arrivati al giorno del rinnovamento di un best seller, di solito, le Case scelgono una via morbida, per paura di sbagliare. Con il risultato magari di continuare a vendere, ma perdendo via via tutte le caratteristiche innovative del modello risultato vincente o, nel migliore dei casi, di annacquarle. Golf docet. In Toyota, invece, non si sono fatti spaventare. L'operazione di rinnovamento è stata radicale, pur rimanendo fedeli ai principi guida che avevano decretato il successo della prima serie.

TEOREMI Riconfermati quindi i quattro teoremi del piccolo genio. Spostato ancora in avanti il limite per abitabilità, versatilità degli spazi interni, sicurezza da ammiraglia e innovazione/dotazione tecnologica. Con, alla prova dei fatti, qualche contraddizione. Ma nessuno è perfetto e i meticolosi ingegneri griffati Toyota avranno proposto ulteriori improvement per il futuro.

NON C'E' VERSO All'esterno la nuova versione della Toyota Yaris fa invecchiare di colpo la vecchia, che pure aveva resistito in modo eccellente agli attacchi del tempo. Entrambe sono state disegnate dal Centro Stile europeo del colosso orientale. Grosso modo le proporzioni sono le stesse, con in più l'esasperazione del dna da utilitaria "alta e compatta". L'aspetto da piccolo monovolume tenta anche di coprire la mancanza della Verso, non prevista in questa seconda riedizione, salvo ripensamenti. Rispetto al passato ci sono giochi di linee più tese e una raffinatezza maggiore nei particolari, estetici e meccanici.

INTEGRAZIONE I paraurti integrati, con quello anteriore che costituisce un vero e proprio scudo fino a metà cofano, e la linea di cintura che sale verso l'alto, con la mascherina anteriore a nido d'ape, strizzano l'occhio alla clientela più giovane senza spaventare i moderati. Il design è comunque riuscito e la Toyota Yaris vive di personalità propria. Tutto fa pensare che invecchierà bene, come la mamma.

DOVE LA METTO Sono cresciute troppo. L'argomento caldo di questi tempi: le dimensioni extralarge delle auto del segmento B. Molte case hanno scelto di gonfiare le nuove proposte, che in molti casi superano la soglia dei quattro metri. La Toyota Yaris invece ha mangiato poco e in città si muove svelta infilandosi dappertutto. Più grande e più alta del modello che sostituisce, ma non in modo esagerato. 3,73 metri di lunghezza sono una misura ancora urbana. E quello che si perde in abitabilità per mancanza di centimetri i tecnici orientali hanno tentato, riuscendoci, di guadagnarlo con la flessibilità e modularità degli interni. Bene, bravi.

TRAN TRAN Cosa di meglio dunque che adottare la nuova piccolina Toyota e usarla come faranno il 90 per cento degli utenti? Percorso casa-ufficio, la spesa al sabato mattina e magari un week end ogni tanto, con in mezzo un po' di autostrada. Il solito tran tran. Il primo teorema di Yaris dice che più è piccola l'auto più sono grandi gli spazi interni. Se in assoluto si tratta di un'affermazione insostenibile, è pur vero che a bordo della Toyota si respira aria buona. Lo spazio non manca. Certo, la lunghezza superiore di 11 cm rispetto al modello uscente e il passo aumentato di 9, unito allo spostamento in avanti del parabrezza di ben 9 cm (con il tetto a quota 1,53) fanno la loro parte.

EASY FLAT Ma sono i particolari a fare la differenza. Molte le soluzioni furbe, semplici e comode: come la panca posteriore scorrevole che, grazie al brevetto Easy Flat System, si può abbattere o spostare in avanti con estrema facilità e razionalità. A prova di imbranato. Anche la modularità del bagagliaio aiuta ad elevare il livello qualitativo nell'utilizzo quotidiano. Noi abbiamo apprezzato in particolar modo il doppio fondo, nascondiglio ideale per il nostro pc portatile al riparo da sguardi indiscreti dei soliti interessati. Il gentil sesso apprezzerà il fatto che il vano di carico è ora in grado di accogliere un passeggino senza abbattere il sedile. Primo teorema rispettato. Cvd.

MOTORE PICCOLO Grande potenza e consumi minori. Il secondo teorema di Yaris trova, a dir la verità, solo parziale conferma alla prova dell'uso quotidiano. È vero, in assoluto, che il mille a tre cilindri da 69 cv garantisce, considerando la categoria di appartenenza, un discreto spunto cittadino e consumi mediamente parchi. E che pesa solo 67 kg, ha la fasatura variabile e tutto quel che serve.

DOUBLE FACE Ma è anche vero che il rumore a bordo non è mai di quelli esaltanti e neppure piacevoli, con un frullare sempre troppo invadente. Così come i consumi sono double-face: una volta usciti dall'ambito cittadino tendono inevitabilmente a peggiorare e, in proporzione alla velocità, anche in misura preoccupante. Si può passare dagli ottimi 20 km/l fino a scendere sotto i 10 se ci si lascia prendere dall'entusiasmo. Di media ci si assesta attorno ai 13-14.

ECONOMIA DI SCALA Insomma con il piccolo 1000 l'affare lo fanno in due, coloro che useranno la Yaris senza spiriti sportivi e soprattutto in ambito urbano, riducendo anche le spese di bollo e assicurazione. E poi, di sicuro, la Toyota che eliminando un pistone rispetto al vecchio motore e montando lo stesso della Aygo farà un po' di economia di scala. E poi c'è il 1.4 d4d che sembra il motore all'altezza delle ambizioni dell'auto.

PICCOLA AUTO GRANDE SICUREZZA Con il terzo teorema, alla voce sicurezza, si torna a livelli di assoluta eccellenza. Abs, ripartitore elettronico di frenata, test Euroncap superato con 5 stelle sono solo l'assaggio. E poi ancora 9 airbag, compreso quello per le ginocchia del guidatore e quelli a tendina, e i sedili anti colpo di frusta. Piantone dello sterzo e pedaliera collassabili chiudono la partita. A bordo di Yaris si viaggia tranquilli. Best in class.

DISCHI O TAMBURI? E sempre perchè dalla Yaris ci si aspetta il massimo, bisogna dire che controllo di trazione e stabilità sono solo a richiesta. E solo scegliendoli si possono avere i dischi anche al retrotreno in luogo dei più umili tamburi. Bravi i giapponesi nella sicurezza passiva, ma non generosissimi su quella attiva.

MEDIAWORLD Il quarto teorema, che recita l'eccellenza tecnologica di Yaris, trova conferma in una serie di dotazioni hi-tech (di serie e a pagamento), fino ad ora piuttosto rare. Saranno soddisfatti i clienti tipo di questa auto, che secondo il marketing Toyota amano l'innovazione. Oltre ad una versione rinnovata della strumentazione in 3d, ci sono vani per riporre oggetti di tutti i tipi, stereo in grado di leggere file mp3 e wma con amplificatore Dsp e comandi al volante. E su tutti il dispositivo che elimina la chiave per l'accesso e regala lo sportivo pulsante d'accensione. A pagamento. Funziona perfettamente, ma dal vista psicologico bisogna sempre fidarsi quando si scende dall'auto e si va via.

TROPPO SOBRIA Alcune contraddizioni abbiamo fatto fatica a capirle. E non ce la sentiamo di far finta di niente. La plastica della plancia, ad esempio, è piacevole a vedersi ma basta bussarci sopra per scoprirla davvero croccante. E in generale si nota una certa "sobrietà d'insieme". Forse troppa.

UN PO' DI LUCE Per quanto riguarda lo stereo poi non suona un po' anacronistico nel 2006 dare i comandi al volante e poi non illuminarli. E di notte? Forse che non si usa lo stereo? Stesso discorso per i comandi degli alzacristalli elettrici. Con la scusa della razionalizzazione e del cost-saving si va indietro invece di migliorare. L'avessero fatto gli italiani? Apriti cielo...

QUESTIONE DI FEELING Per quanto riguarda la guida, a gioco lungo la Yaris convince pienamente. Consistente nell'assetto, svelta a sufficienza tra le curve con il servo elettrico corposo e preciso il giusto per il tipo di auto. Le sospensioni sono sul rigidino, ma non scomode. Il nuovo Piccolo Genio regala feeling di guida da auto di categoria superiore. Ed è sempre a suo agio, non sembra una macchinetta e non scricchiola mai niente. Tutto dà l'idea di essere pensato per durare a lungo.

RAPPORTI Il cambio, buono negli innesti e nella manovrabilità, ha il solo difetto di non riuscire a regalare, nonostante i rapporti leggermente più corti rispetto alla Aygo, grinta alla Yaris. Ma come detto e' un limite legato alla cavalleria. La quinta è una marcia di riposo per ridurre i consumi, obbligatorio scalare se si vuole riprendere velocemente.

STOP Al reparto freni, tamburi o non tamburi, il Piccolo Genio fa la sua bella figura. L'esemplare della nostra prova, superato il breve rodaggio iniziale e fatto il callo ad una risposta meno immediata nella prima parte della corsa del pedale, ha assicurato sempre buoni spazi d'arresto e un'azione equilibrata.

NOTA DI MERITO Anche le sedute, rigide ma non troppo, sono convincenti e non solo, come capita spesso, nei primi 10 minuti. Dalla Yaris non si scende col mal di schiena neppure dopo 3 ore secche in autostrada. La posizione di guida è comoda e corretta, ma deve piacere: si sta seduti un po' sul trespolo come su tutte le auto che cercano di recuperare con l'altezza quello che perdono in lunghezza.

PASSIONE O RAGIONE Altra nota di merito per l'abbondanza di vani portaoggetti, nicchie, ripostigli presenti in ogni dove e sempre a portata di mano anche durante la guida. Ne abbiamo contati 9, ma magari sono di più, in cui riporre: telefonini, palmari, chiavi, tessere, telecomandi per i cancelli, auricolari e compagnia. Perfetta per la Net-generation. Difficile innamorarsi della Yaris e sognare mirabolanti avventure. Più facile apprezzarne col tempo le doti.

GARANTITA A proposito, oltre 2000 km e nessun problema, neppure un rumorino o una spia illuminatasi per errore. Unico ostacolo il prezzo: una 1.0 Sol con gli optional della prova supera di netto i 14000 euro, mica poco. E difficilmente la troverete in saldo: i concessionari Toyota di solito sono dei duri e non si fanno impietosire alla voce valutazione usato o questua sconti. In compenso la Yaris rappresenta la classica scelta sicura e offre 3 anni/100.000 km di garanzia...


Pubblicato da Luca Pezzoni, 04/04/2006
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Engine of the year 2008: fino a 1.0 litri
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