Pubblicato il 11/06/20

SUZUKI IGNIS HYBRID 2020, VIVA L'EFFICIENZA. COME CAMBIA

HYBRID EVOLUTION Design, allestimenti, motorizzazione. Altroché se cambia, Ignis Hybrid, da un'annata all'altra. C'è una disciplina in cui Suzuki si cimenta dalle origini, e quella disciplina è il fuoristrada, meglio ancora se al volante di vetture di piccole dimensioni. C'è invece un territorio che Suzuki ha preso ad esplorare solo di recente, ma per il quale sembra avere maturato una passione viscerale. Il territorio è proprio quello della propulsione ibrida, oggi in versione ''soft'', domani chi lo sa. Per il 2020 Ignis sceglie dunque di non compiere alcun salto di categoria, ma di affinare le sue tecniche e spadroneggiare sulle sue avversarie (ammesso che ci siano). Niente full hybrid, sempre il mild hybrid. Ma è un mild hybrid tutto nuovo, a dispetto della cilindrata quasi uguale (sempre 1,2 litri). Prima di condividere con voi le impressioni d guida, snoccioliamo tutte le caratteristiche di Igni Hybrid ''evoluzione''.

Nuova Suzuki Ignis Hybrid, il frontale

SUZUKI IGNIS HYBRID 2020: DESIGN ESTERNO

FACELIFT Della prima differenza, te ne accorgi subito. Al frontale spicca una nuova mascherina con feritoie verticali circondate da eleganti cromature, esattamente come i gruppi ottici con luci diurne a LED. Più in basso, ecco ora uno skid plate di forte appartenenza offroad e fari fendinebbia in posizione più rialzata e più incassata, così da meglio ripararsi dai piccoli urti. Skid anche al posteriore, il pianale infine si allontana da terra di 1 cm: ce la mette tutta, Ignis, per sembrare un Suv fatto e finito. Un Suv, semmai, in miniatura (3 metri e 70 di lunghezza).

VERNICI La gamma dei colori esterni si rinnova con tre opzioni inedite metallizzate: Avorio Nairobi (accostato al tetto nero), Giallo Nepal (quasi una tinta oro), anch’essa unicamente insieme a tetto bicolore nero, inoltre Verde Dublino, proposto invece come monocolore.

SUZUKI IGNIS HYBRID 2020: GLI INTERNI

RAFFINATA Le superfici bianche che sin qui caratterizzavano la parte bassa della plancia lasciano ora spazio al nero. Il risultato è un aspetto più sportivo ed elegante al tempo stesso. Tinteggiate a contrasto, in blu scuro oppure argento. sia cornice del tunnel centrale, sia maniglie porte: Ignis Hybrid 2020 è senz'altro più ricercata.

Suzuki Ignis Hybrid 2020, gli interni

SUZUKI IGNIS HYBRID 2020: NUOVO MOTORE

MILD HYBRID POWER Eccoci al piatto forte. Nuova Ignis Hybrid abbandona il precedente 1.2 Dualjet e sotto il cofano sistema un'unità ancor più moderna, benché sempre un 4 cilindri benzina da 1,2 litri ad alimentazione atmosferica, nome in codice K12D. Potenza massima di 83 cv a 6.000 giri/min., picco di coppia di 107 Nm a un regime di soli 2.800 giri. L'erogazione è resa poi ancor più piena dal supporto del sistema Hybrid di Suzuki, sempre fondato sull'attività dell’Integrated Starter Generator (ISG), mini-motore elettrico da appena 2 kW che svolge le funzioni sia di alternatore, sia di motorino di avviamento, sia infine di propulsione vera e propria, ogniqualvolta il guidatore chieda alla sua Ignis uno spunto più brillante. Senza contare, infine, il recupero dell'energia in decelerazione. L'ISG è alimentato da un pacco batterie agli ioni di litio (posto sotto il pianale) nuovo a sua volta: stesse dimensioni, ma con amperaggio che passa da 3Ah a 10Ah. Il conseguente aumento di capacità (unità di misura che risulta dalla moltiplicazione di voltaggio ed amperaggio) permette al motorino elettrico di supportare il 1.2 a benzina in modo più efficace.

EFFICIENTE In caso di Ignis Hybrid a trazione anteriore e cambio manuale, la scheda tecnica riporta consumi di 3,9 l/100 km ed emissioni CO2 di 89 g/km, mentre in presenza di trazione integrale i valori crescono rispettivamente a quota 4,2 l/100 e 95 g/km. La variante automatica consuma infine 4,3 l/100 km ed emette 97 g/km di CO2. In sostanza, Ignis 2020 batte Ignis 2019 di circa 10 punti percentuali.

Nuova Ignis Hybrid, come cambia al posteriore

4X4 ALLGRIP A proposito di trasmissioni: vale la pena ricordare come Ignis Hybrid si distingua come l’unica vettura ibrida del segmento A disponibile anche con cambio automatico CVT. La versione 4x4 sfrutta il solito schema a giunto viscoso Suzuki AllGrip, soluzione che trasferisce automaticamente coppia alle ruote posteriori non appena quelle anteriori perdano aderenza, migliorando così motricità e sicurezza di marcia. Il sistema AllGrip è associato anche al mantenimento della velocità in discesa (Hill Descent Control) e alla gestione intelligente della trazione (Grip Control).

SUZUKI IGNIS HYBRID 2020: QUANTO COSTA

ALLESTIMENTI Due livelli progressivi. L'entry level ''Cool'' comprende già fari full LED, fendinebbia, cerchi in lega da 16 polllici di colore nero, vetri posteriori oscurati, clima manuale, infotainment con touch screen da 7 pollici compatibile con Apple CarPlay e Android Auto, retrocamera, sedili anteriori riscaldati, sedili posteriori scorrevoli e sdoppiati 50:50, infine sensore crepuscolare. L'equipaggiamento ''Top'' aggiunge apertura e avviamento keyless, clima automatico, navigatore satellitare, alzacristalli elettrici posteriori, frecce integrate nei retrovisori, volante in pelle e cruise control con limitatore di velocità. Standard su Ignis Hybrid Top anche frenata automatica di emergenza (“attentofrena”), mantenimento di corsia (“guidadritto”), monitoraggio stato di allerta del guidatore (“restasveglio”).

PREZZI Nuova Suzuki Ignis Hybrid 1.2 2WD Cool (solo cambio manuale) a 16.500 euro. In allestimento Top, prezzi di 17.750 euro per Ignis a trazione anteriore, 19.250 euro con trazione integrale 4WD, 18.950 euro con trazione anteriore e cambio automatico CVT. Grazie alla formula Suzuki Smart Buy, prenotazione anche online, sconto di 2.000 euro e prima rata dopo 6 mesi. Tutte le versioni saranno successivamente disponibili anche con alimentazione bifuel benzina-GPL: prezzi e tempistiche in fase di definizione.

SUZUKI IGNIS HYBRID 2020: LA PROVA SU STRADA

MI SIEDO Prima gradevole sensazione, balzando a bordo di questo insolito, ma allegro, micro-Suv dai muscoli tirati a lucido, è quella di rassicurante senso pratico. Seduta semi-alta, ogni comando raggiungibile persino ad occhi chiusi (incluso lo sporgente display touch al centro del cruscotto), un tunnel lì nel mezzo non molto capiente, ma assai ben organizzato. Infine, una visuale come non mi capitava ormai da un pezzo (e non solo perché a causa del lockdown, di auto nuove ne ho testate sì e no tre in tutta la primavera). Di fronte e ai fianchi, vedi senza filtri. Sia a lungo raggio, sia gli ostacoletti in fase di parcheggio. Carreggiata stretta, vetrature poco inclinate: ormai, due rarità. Dietro c'è posto per due soltanto, e già lo si sapeva, tuttavia il divano scorre avanti e indietro per un'escursione di 16,5 cm: di riflesso, il bagagliaio si gonfia e si sgonfia di ben 100 litri di capacità (da 250 a 350 litri).

 

SCOSSETTA Le maggiori proprietà chimiche della nuova batteria da 10 Ah dovrebbero irrobustire il funzionamento del generatore/starter del sistema ibrido. Sebbene in forma lieve, è proprio ciò che avviene: il benzina è di per sé più elastico del precedente 1.2 (coppia a 2.700 rpm anziché oltre 4.000), il più capiente ''serbatoio'' energetico dal quale pesca l'ISG consente a sua volta alla componente elettrica di generare una spintarella più virile e regolare. Me ne accorgo in ripresa dalle marce superiori, specie in presenza di pendenze. Sono percezioni sottilissime, ma il gap con precedente Ignis Hybrid lo misuri anche su strada, oltre che al banco.

QUANTO BEVE E in ogni caso, la filosofia mild hybrid non è una filosofia di ''attacco''. Nasce invece come elegante strategia difensiva, cioè come soluzione mitiga-consumi, vista anche la funzione di recupero dell'energia in frenata e decelerazione della batteria supplementare. Per tirare le somme, e scolpire sulla pietra il dato sui consumi ''veri'', servirebbe un test approfondito: sta di fatto che dopo un'oretta o poco più di guida baldanzosa, il trip computer della mia Ignis Hybrid 2WD cambio manuale segna 5,2 l/100 km. Suzuki parla di 3,8 l/100 km nel misto in base al ''vecchio'' ciclo NEDC, di 5,1 l/100 km secondo i più severi standard di omologazione WLTP: trattando Ignis Hybrid con maggior rispetto, sono certo che migliorerei il dato ufficiale.

GUERRILLA URBANA Ma al volante di questo giocattolino così snello e così pieno di energia, come si fa a non cedere alla tentazione di pigiare il gas in uscita di ogni curva, e accompagnare prima di ogni cambio marcia il contagiri a fondoscala? E di guidare per le strade cittadine come un bimbo scivola lungo un toboga? Ignis pesa meno di una tonnellata, in più un diametro di sterzo di soli 8,6 metri alimenta l'impressione di sedere sulla sella di uno scooter, non certo di un Suv. Ecco perché Ignis è unica: la serietà di un mezzo offroad (a proposito, sullo sterrato c'è da divertirsi...), la maneggevolezza di una microcar. Un mix, una volta provato di persona, che conquista.

Suzuki Ignis Hybrid, il cambio automatico CVT

PRO E CONTRO Unica osservazione per il cambio CVT. Perfetto per l'impiego urbano e in generale per la guida del buon padre di famiglia, fastidiosamente rumoroso quando invece si spiattella l'acceleratore a pavimento. E solo in parte, la modalità pseudo-sequenziale (in realtà un CVT non ha ''rapporti''), con tanto di paddles al volante, stempera l'effetto ''centrifuga''. Come ogni cambio a variazione continua, anche quello di Ignis Hybrid va capito. Se non altro, la leva è lunga e facile da maneggiare. Alla faccia dei joystick oggi così di moda...


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