Autore:
Marco Rocca

ANCORA TU La nuova Renault Captur l’ho testata circa tre mesi fa, in occasione della prova internazionale in Grecia dove ho avuto modo di raccontarvela tutta, dall’estetica alla guida, passando per gli allestimenti e i prezzi. Ma allora, vi starete chiedendo, perchè sono ancora una volta su una Renault CapturSe vi siete persi la mia prova completa (che trovate qui), sappiate che per come la vedo io la nuova Captur entra di diritto tra le migliori auto 2019. Dopo averla valutata a fondo penso che sia una di quelle auto che hanno compiuto un enorme passo in avanti con l’arrivo della nuova generazione.

C'È LA PANCA SCORREVOLE La prima cosa che ho apprezzato è stata la linea: moderna, filante e muscolosa. Molto equilibrata in tutte le sue viste con un posteriore “pulito” grazie a una fanaleria poco invadente. La nuova Captur è furba anche alla voce dimensioni, che sono cresciute e non di poco rispetto alla generazione precedente: siamo a 4,23 metri (+11 cm) per 1,80 metri di larghezza: esattamente le stesse misure di VW T-ROCLa francese, però, può vantare la panca posteriore scorrevole, che porta la capacità del bagagliaio da 422 a 536 fino a 1.275 litri a sedili posteriori reclinati. Una flessibilità che aiuta a gestire lo spazio quando si deve caricare tanto.  

PECCATO PER L'HEAD UP Mi hanno convinto anche le finiture e il design dell’arredamento che riportano l’idea di ben fatto. Con il cambio automatico, poi, si crea una sorta di isola sospesa che regala un bel colpo d’occhio. Le plastiche sono morbide anche in basso e sulla parte alta degli sportelli, peccato che le portiere posteriori siano croccanti: avrebbero regalato un senso maggiore di qualità percepita. Pollice in su anche per quanto riguarda il sistema infotainment. Lo schermo touch da 9,3 o 7 pollici (a seconda della versione) domina la plancia. Curate le grafiche e buono il feedback al dito. Sembrerà una piccolezza, ma avere i comandi del clima separati rende tutto molto più facile quando si guida. Mi spiace invece non aver trovato, nemmeno a pagamento, un head up display come per la migliore concorrenza tedesca.

Renault Captur 2019: niente head up display, neanche optional

SICUREZZA OK Ho apprezzato su Captur anche l’impegno che i progettisti hanno speso alla voce sicurezza. Del resto, la concorrenza ha alzato di molto l’asticella ed ecco perché non poteva che esserci il meglio oggi sul mercato, con tanto di guida autonoma di livello 2 e tutti i più recenti sistemi di sicurezza. A proposito di guida autonoma di livello 2 posso dirvi che funziona bene in autostrada, permettendo anche la ripartenza automatica in coda, ma nelle tangenziali o su quelle strade con linee bianche un po’ sbiadite il sistema perde i riferimenti e si disinserisce, caratteristica pressoché comune a tutti i sistemi. Il punto è che lo fa senza emettere un avviso sonoro. Forse si poteva fare meglio ma ricordate, e qui lo sottolineo più volte, che si tratta di un’assistenza alla guida e come tale prevede sempre le mani sul volante

LA GUIDA E la guida? Il salto generazionale si nota anche alla guida, con un livello di comfort totalmente sconosciuto al modello vecchio. L’assetto predilige il comfort alla sportività. Forse un po' più sostenuto non sarebbe stato male, ma rispetto alla precedente generazione è decisamente un bel salto avanti, soprattutto per gli occupanti posteriori quando si passa sui dossi. Tra i motori a benzina mi è piaciuto molto il 1.3 TCe da 130 CV, è il giusto compromesso. Fin troppi i 155 cavalli della variante più potente, un po’ sottotono il 1.0 TCe se si viaggia a pieno carico. Ma quest’ultimo avrà anche l’alimentazione GPL. Mi piace che ci sia anche la variante ibrida plug inUn grande classico il diesel: il 1.5 dCi da 115 CV, uno dei migliori diesel di questa cilindrata, che rimane l’alternativa migliore se si devono macinare tanti chilometri. Vibra pochissimo e soprattutto è ben isolato dall’abitacolo. 

I PREZZI E poi c’è la considerazione finale sui prezzi. Il listino Captur attacca a 17.770 euro per la versione Life con il benzina più piccolo, per salire a 30.600 euro della top di gamma Initiale Paris con il diesel più potente e cambio automatico. È vero non sono pochi per un’auto di questo segmento. C’è da dire, però, che tutto il mercato ultimamente propone prodotti dai prezzi sempre più elevati; oggi le auto hanno tecnologie e sicurezza sempre maggiori, ecco perché, da un certo punto di vista, è sbagliato fare il paragone con il modello precendente


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