Prova

Kia Carnival 2006


Avatar Redazionale , il 14/06/06

15 anni fa - Si rinnova la monovolume più allegra

Seconda generazione per la monovolume più allegra. Come da manuale, cresce di status: il vestito ora è più elegante, leggermente più corto del precedente ma di qualità superiore. Cresce anche il prezzo, ma sempre concorrenziale.

COM'E' Giusto per rimanere in tema, è come essere passati dal Carnevale di Viareggio al Carnevale di Venezia: meno popolare nei contenuti ma più elegante. Metafora che si addice alla nuova Carnival, rinnovata a fondo dopo 10 anni (da noi è arrivata nel 1999), cresciuta di rango, vestita con un abito più elegante e di qualità superiore. Ora va a dire la sua in una categoria di monovolume di classe superiore, fermo restando che Voyager, Espace e Phedra quanto a qualità sono un gradino più su, anche se hanno tutte qualcosa in meno da offrire. A un prezzo di listino molto più alto.

SALE DI RANGO Pensata e prodotta soprattutto per il mercato americano, ma poi apprezzata anche in Europa e in Italia, dove per qualche periodo è stata anche la monovolume più venduta, la nuova Carnival ha in un certo senso rinnegato le sue origini "operaie" e punta a un riconoscimento più alto nella scala sociale delle monovolume. Si è imborghesita insomma, a partire dal vestito. Non più una salopette adatta sia al lavoro sia al tempo libero, ma un abito più elegante e meglio confezionato. Soprattutto più al passo con i tempi. Come le porte scorrevoli laterali e il portellone entrambi a comando elettrico (per le versioni più lussuose) altro elemento di prestigio.

SPIGOLOSA Alle rotondità sono stati preferiti gli spigoli, le linee nette, come quelle che caratterizzano sportivamente il cofano anteriore e la linea di cintura. Davanti cambia la forma dei fari, ora a trapezio irregolare con un lato molto allungato a fare da cornice al cofano, una calandra completamente nuova e un paraurti anch'esso più sfaccettato e massiccio. La fiancata è invece molto più pulita, levigata, con i montanti anteriore e posteriore più massicci e maggiormente inclinati. Si riduce la superficie vetrata ma ne guadagna in eleganza l'insieme, compresa la coda, ora più slanciata, grazie anche al rinnovato disegno dei gruppi ottici. Un contributo allo snellimento lo portano anche le nuove ruote, ora da 16" e da 17" invece di quelle da 15" precedenti.

SCHIACCIATA Spazio, versatilità, capacità di trasporto da minibus (trasporta sette persone) o da piccolo Tir quando si rinuncia ai sedili posteriori e prezzi contenuti erano state le sue armi più affilate. Le stesse di ora, anche se il "buon mercato" si è un po' adeguato ai tempi dell'Euro. Di diverso ci sono le dimensioni che, andando in controtendenza, si riducono anziché crescere. O meglio, la new Carnival si ridimensiona in lunghezza per essere più agile e meno ingombrante nel traffico cittadino (quasi impossibile ospitarla in un box Anni 60) ma diventa più confortevole, guadagnando centimetri in larghezza e in altezza. La nuova Carnival scende così a 4,81 metri accorciandosi di 11,5 cm mentre guadagna 8,5 cm in larghezza (che ora è di 1,985 m) e uno in altezza (181,5 cm quella totale).

2+3+2 Si accorcia anche lo spazio interno, causa un centimetro in meno di passo (2,89m) senza però che questo si ripercuota sul comfort degli ospiti. Questi possono godere di un incremento dello spazio sopra la testa dei passeggeri anteriori di 3,9 cm; di +5,8 cm di quello per le spalle dei passeggeri della fila centrale e di 3 cm per le spalle di chi viaggia nella terza fila di sedili. Il tutto grazie a una nuova disposizione delle sette poltroncine, che da un 2+2+3 prima versione sono ora disposte in un più comodo 2+3+2.

CI VUOLE UN BOX Il nuovo layout degli interni non ha modificato invece la capacità di carico della Carnival, che oltre ai sette vani distribuiti all'interno può contare in un bagagliaio di 214 litri quando viaggia a pieno carico di passeggeri (erano 135 nella vecchia versione) ma che all'occorrenza diventano 1.485 eliminando l'ultima fila di sedili, e 3.423 (gli stessi di prima) quando si fa a meno anche della fila centrale e si viaggia al massimo in coppia. Dal portellone, che si apre come una fetta di salame per tutta la sezione dell'abitacolo, possono passare anche i mobili della nonna, persino cassettoni lunghi fino a 184 cm. L'unico problema in questi casi è che il box è d'obbligo, anche soltanto per ospitare i cinque sedili asportati per fare spazio al carico merci.

SETTE PLOTRONE Box a parte, la versatilità dell'abitacolo è notevole: i sedili sono tutti singoli e di dimensioni quasi identiche, con quello centrale della seconda fila, leggermente più stretto (è largo 46 cm invece dei 50 cm degli altri e dei 52 cm di quelli anteriori). Tutti ripiegabili o asportabili. Come la consolle scorrevole (8 cm) tra i due sedili anteriori che funge da tavolino con quattro portabicchieri e uno spazio per appoggiare monete, cellulare, biglietti autostradali e quant'altro di piccole dimensioni.

TURBODIESEL A muovere la Carnival ci penserà quasi esclusivamente turbodiesel common rail quattro cilindri in linea di 2.9 litri praticamente inedito: di origine italiana (VM) è stato opportunamente modificato e perfezionato dalla Kia. Un diesel con turbo a geometria variabile e gestione elettronica, doppio albero a camme in testa e 16 valvole, che guadagna una quarantina di cavalli rispetto al precedente 2.9 CRDI portando la potenza massima a 185 cv (136 kW) a 3.800 giri, e una coppia massima corposa di 343 Nm con una curva di erogazione quasi piatta dai 1.750 ai 3.500 giri. Un esempio di elasticità capace di spingere la Carnival fino a 197 km/h e di farla scattare da 0 a 100 km/h in 10,2 secondi (12,3" con il cambio automatico). Relativamente contenuti a che i consumi, con una media di 12,8 km/l o di 11,1 con il cambio automatico.

BENZINA PER POCHI Per gli integralisti della benzina (137 le Carnival vendute in dieci anni di vita della vecchia versione) viene riproposto solo su ordinazione il V6 2.7 litri 24valvole e quattro alberi a camme in testa già in dotazione sulla vecchia versione. La potenza massima è di 189 cv (139 kW) a 6.000 giri, con 249 Nm di coppia massima a 4.000 giri capace di 192 km/h di velocità max e di accelerare da 0 a 100 km/h in 13,9 sec. Attorno ai 9 km/l il consumo medio.

SI DONDOLA MENO Perfezionate anche le sospensioni, che sono indipendenti con schema McPherson all'anteriore mentre al retrotreno è stato adottato un sistema Multilink molto compatto, al punto da poter essere ospitato nello spazio disponibile all'interno dei cerchi da 16" e da 17" e minimizzare l'intrusione nell'abitacolo della Carnival. Novità persino nell'impianto frenante, con l'adozione dei freni a disco anche al posteriore, e con di serie ripartitore elettronico della frenata, Abs e assistenza alle frenate di emergenza (Bas).

TRE VERSIONI Tre i livelli di allestimento: Family, Harmony e Class, tutti impostati sull'impiego del bicolore tra lo scuro della plastica della plancia e il grigio chiaro o il beige dei rivestimenti in tessuto, o parzialmente in pelle dei sedili. Per la Family e per tutte le altre il volante è a quattro razze (regolabile solo in altezza), gli strumenti analogici (tachimetro, contagiri, livello carburante e temperatura acqua), i poggiatesta attivi sui sedili anteriori, sedile guida regolabile in altezza con supporto lombare, retrovisori elettrici, immobilizer, autoradio con CD e MP3 player, climatizzatore tri-zona (manuale per le Family e a controllo automatico con filtro aria per le altre), antifurto e VRS, un sistema che limita il raggio di sterzata quando si montano le catene da neve, in modo da evitare contatti con passaruota ed elementi delle sospensioni.

FAMILY E HARMONY La versione Family così allestita strappa un prezzo di listino chiavi in mano di 27.400 euro. Con 2.500 euro in più (29.900 in totale) si passa alla Harmony, che prevede in più finiture in pelle con inserti in finto metallo, fendinebbia, sensori di assistenza al parcheggio, retrovisori esterni ripiegabili elettricamente, apertura a compasso con comando elettrico dei cristalli della terza fila, volante e pomello cambio parzialmente rivestiti in pelle, vetri seconda e terza fila oscurati, cerchi in lega da 17".

CLASS Altri 3.600 euro (33.500 in tutto) e si passa alla Class, che aggiunge cruise control, portiere laterali e portellone a comando elettrico, retrovisore interno fotocromatico, interni parzialmente rivestiti in pelle, sedile guida con regolazioni a comando elettrico (i pulsanti sono sulla portiera), tergi con sensore di pioggia. Per la versione 2.7 V6 benzina che costa 35.400 euro, ci sono in più il sedile passeggero a regolazione elettrica, i sedili anteriori riscaldabili e il tetto apribile elettricamente.

COME VA Sì è rinnovata, è tutta nuova, ma anche entrando a occhi chiusi si riconosce subito che è una Carnival. Le poltroncine così imbottite le ha solo lei. Anche la seduta non cambia, sempre un po' verticale ma comoda, con una vista panoramica sull'orizzonte stradale da fare invidia alla Papamobile. Il volante è solo regolabile in altezza, ma la posizione ideale prima o poi si trova sempre. Immediata anche la sensazione di spazio laterale in più, anche per chi viaggia dietro e persino nella terza fila di sedili. Insomma, sempre Carnival, ma rimbelloccita.

SILENZIOSA La prima vera novità che si nota appena saliti a bordo è il miglioramento della qualità degli allestimenti, ora realizzati con materiali più eleganti e di miglior pregio che in passato. Ma appena acceso il motore è il silenzio che regna a bordo a catturare subito l'attenzione. Rispetto al passato sembra un altro mondo, un'altra auto: il Turbodiesel si sente brontolare, ma è un rumore molto più ovattato, per nulla invadente e fastidioso. Anche ascoltandolo all'esterno non c'è più quella sensazione di avere a che fare con una monovolume a metà strada tra un veicolo per il tempo libero e un mezzo da lavoro. Ora si conversa amabilmente senza urlare anche a velocità elevate, senza quei rumori invadenti provenienti dal cofano motore o dal rotolamento delle gomme. E' restato qualche fruscio aerodinamico oltre i 110 km/h, ma il giudizio positivo in fatto di decibel resta.

GRATIFICANTE Il rinforzo della cavalleria e della coppia è un altro elemento di novità che si fa sentire appena in movimento. La Carnival è subito reattiva, tesa, pronta a scattare. I benefici sono immediati e si apprezzano soprattutto nel traffico cittadino, dove è sufficiente un filo di pressione sul pedale destro per spostare le due tonnellate della Carnival con una agilità consolante. Non sarà facile trovare parcheggio viste le dimensioni da grassona, ma arrivare a destinazione non sarà mai impegnativo. E questo grazie anche allo sterzo, che rende la Carnival maneggevole e in grado di compiere una inversione a U in soli 11 metri di diametro.

PER WEEK-END La coppia corposa, disponibile sin dai primi giri si apprezza ancora di più nei percorsi misti, come potrebbero essere le stradine frequentate nei week end per raggiungere le residenze di campagna, accessibili senza problemi anche da una monovolume ingombrante come la Carnival, che riesce ad affrontare in scioltezza curve strette e salite. L'unico problema potrebbe essere la presenza a bordo di bambini o di persone con lo stomaco delicato: l'architettura più sofisticata delle sospensioni ha portato maggiore tenuta in curva, ha ridotto il rollio, ma una discreta morbidezza è rimasta e pur se contenuta rispetto al passato, qualche fastidio potrebbe darlo.

RESPIRO LUNGO Il 2.9 turbodiesel è sempre scattante e anche se la prima marcia fa alla svelta a consumare la sua spinta, la Carnival diventa più malleabile con le marce superiori. In autostrada le velocità legali si raggiungono senza fatica e resta una buona riserva per le accelerazioni da sorpasso. A 140 km/h il motore gira attorno ai 2.900 giri, ma il motorone Kia ha il respiro lungo e può salire ancora senza fatica. Il cambio automatico a cinque rapporti, disponibile a richiesta per le versioni più eleganti, è una grande comodità in città, ma non è molto pronto nelle accelerazioni. Se il tipo di guida è sempre frettoloso, con continui scatti e frenate meglio puntare ancora sul manuale a cinque marce. Ci sarà da smanettare un po' nel traffico, ma si elimina una fonte di nervosismo aggiuntivo.


Pubblicato da Gilberto Milano, 14/06/2006
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