Test Drive

Kia Carens 1.600


Avatar Redazionale , il 28/03/05

16 anni fa - Per un pugno di euro (o quasi).

Essere o apparire? Per la Carens nessun dubbio: con pochi fronzoli e tanta sostanza, questa coreana è la monovolume ideale per chi bada al sodo. Certo, qualche rinuncia va fatta ma a questo prezzo si chiude volentieri un occhio.

LO SFREGIO La vedono lì, parcheggiata e la tentazione è quasi irresistibile. Tiè, così impari. La chiave scorre a "firmare" tutta la fiancata. Eh già, brutta roba l'invidia. Però, ragazzi, essere invidiosi di una Kia Carens! Va be', con questo ringraziamo pubblicamente i "buontemponi" che hanno autografato la "nostra" Carens.

UN AFFARE?

Ma, forse, pensandoci bene, c'è veramente da essere invidiosi di quest'auto, che in 15.000 euro o giù di lì ci fa stare cinque posti larghi, un bagagliaio notevole, una dotazione completa e una qualità costruttiva tutt'altro che disprezzabile. Sì, la Kia come sempre colpisce e affonda la concorrenza giocando sul rapporto prezzo/dotazioni quasi imbattibile. E adesso che si è fatta anche un po' più aggraziata riesce a dire la sua sul mercato non solo per il prezzo.

BADA AL SODO

In redazione arriva la 1600 a benzina. Una motorizzazione che, diciamocelo, non è certo il massimo per una monovolume, ma che si difende piuttosto bene quanto a prestazioni ed elasticità di marcia. Se la dotazione della Carens è completa, è anche inutile attendersi da lei il lusso di certe concorrenti. La Carens bada al sodo. A bordo materiali di buona qualità e spazio per cinque, bagagli compresi. Niente satellitare, per esempio, ma c'è tutto quel che è utile (compresi gli specchietti con sbrinamento elettrico), e lo sfruttamento degli spazi interni è onesto, anche mancano un po' di cassettini che farebbero magari comodo.

DI TESTA SUA

L' ergonomia non è proprio curatissima, con pulsanti un po' sparpagliati. Il tergi posteriore è in basso a sinistra e i fendinebbia sulla consolle centrale quando invece ci sarebbe stato tutto comodamente sulle levette ai lati del volante. Per il resto, solo buone sensazioni anche se il climatizzatore automatico a volte fa un po' le bizze buttando fuori aria a temperature che decide lui.

HA SPALLE GROSSE

La praticità della Carens è comunque di gran livello. L'ampio portellone si apre su un vano enorme con soglia di carico molto bassa. Non ha la modularità di qualche concorrente (come, una su tutte, la Scenic), il divano posteriore è sdoppiato secondo il classico 1/3 e 2/3 tipico di tutte le station wagon ma tanto basta a farci star dentro un po' di tutto. Insomma, avrete capito che la Carens è la classica automobile nata per servire chi la compra senza tirarsela troppo.

A VOCE ALTA

Il 1600 si muove bene, ha rapporti lunghi ma anche una coppia piuttosto favorevole che fa sì che la Carens viaggi piuttosto spedita anche senza che sia necessario tirarle il collo. Meglio così, perché il quattro cilindri quando sale di giri comincia a fare la voce grossa urlando come se la Kia fosse omologata per fare i rally nel Gruppo A, con tonalità più da macchina sportiva che da monovolume. E se si è dei piedoni, comincia anche a diventare esigente come consumi, sforando allegramente verso il basso la soglia dei 10 km/litro.

PICCOLI NEI

Lo sterzo è molto leggero in manovra ma si irrobustisce il giusto quando si guida in velocità, dove la Carens si comporta bene senza accusare rollio eccessivo anche nelle curve affrontate a ritmo allegro. Peccato che i pneumatici di serie (Hankook) apprezzino solo e soltanto il terreno perfettamente asciutto e caldo. In tutti gli altri frangenti l'aderenza lascia piuttosto a desiderare. Il cambio, invece, sembra provenire da un'altra epoca con una escursione lunghissima soprattutto tra prima e seconda e innesti un po' gommosi. Qualche neo, insomma, c'è ma visto il prezzo e la praticità non è il caso di andare troppo per il sottile.
Pubblicato da Stefano Cordara, 28/03/2005
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