Autore:
Paolo Sardi

DESTINO SEGNATO La loro è una storia d'amore annunciata all'interno della grande tribù Ford, neanche fossero un calciatore e una velina. Da una parte lui, il turbodiesel 2.2, il più prestante rampollo della famiglia dei motori TDCi. Dall'altra lei, la X-Type, la piccola di casa Jaguar, la più popolare esponente dell'aristocratico marchio inglese.

ACQUA E SAPONE

Un epilogo tanto scontato da non richiedere celebrazioni particolari: niente make up e nemmeno una rinfrescata al look. La X-Type resta quella di sempre e per riconoscere le versioni 2.2 non resta che aguzzare la vista e buttare un'occhiata indiscreta al posteriore, alla ricerca del logo identificativo. D'altronde, per una Casa tradizionalista come quella di Coventry, ci vuole ben altro che un nuovo motore per spostare qualche linea della carrozzeria.

NOBLESSE OBLIGE

Nel frontale, spazio quindi alla nota doppia coppia di occhietti furbi, la cui forma trova un seguito nelle nervature che solcano la parte finale del cofano motore. Più indietro regna sovrano l'equilibrio tra i volumi. Tanto la X-Type berlina quanto la wagon rispettano infatti i tipici canoni della scuola classica, senza alcuna sorta di stravaganza. E poco importa che altre forme potrebbero magari essere più funzionali e favorire una maggior versatilità: in Jaguar l'immagine ha un'importanza speciale. Stessa scena anche nell'abitacolo, dove si respira l'aria di sempre. La plancia è alta, lineare e massiccia, con al centro la tipica consolle a ferro di cavallo.

UNA E TRINA

Tre le versioni annunciate per il lancio, in calendario per il mese di settembre, con le denominazioni di sempre. Alla base c'è la Classic, mentre al top ci sono la Executive e la Sport: la prima ha un taglio più elegante e per la seconda il nome dice già tutto. Le dotazioni e i prezzi sono ancora in via di definizione ma stando alle prime indiscrezioni pare che il listino della X-Type 2.2 berlina sia destinato a partire dai 31.950 euro della Classic, arrivando ai 36.650 euro della Executive e della Sport.

PIU' RICCA

Per le wagon il prezzo naturalmente lievita: sempre secondo voci di corridoio si dovrebbe attaccare da 33.900 euro per la Classic e chiudere a 38.500 euro delle versioni di punta. Sono cifre più alte rispetto a quelle sinora chieste per le X-Type 2.0 D (motore destinato a restare in listino solo abbinato alla versione base) ma a giustificare il maggior esborso dovrebbero esserci anche dotazioni arricchite. Tanto per fare un esempio, l'intenzione di Jaguar Italia è di inserire nell'allestimento Classic anche il controllo elettronico della stabilità DSC, il volante multifunzione e il cruise control.

SILENZIO, SI GIRA

Se da ferma la X-Type 2.2 non riserva dunque grandi sorprese, il primo colpo di scena si verifica quando si gira la chiave e si avvia il motore. Rivisto a livello dei pistoni, delle bielle e dell'elettronica rispetto all'unità gemella montata dalla Mondeo, il 2.2 griffato Jaguar stupisce per la notevole silenziosità, esaltata anche dall'ottimo isolamento del vano motore, oggetto di uno studio specifico della Casa inglese.

CUORE DI PANNA

Le modifiche smorzano non solo il tono della voce ma anche gli eccessi altrimenti caratteristici di questo motore. La potenza dichiarata è di 155 cv a 3.500 giri e la coppia massima è di 360 Nm, che diventano 400 sotto l'effetto dell'overboost. Sono gli stessi valori promessi da Ford ma qualcosa di diverso si sente comunque. Sotto il cofano della Jaguar il turbodiesel 2.2 si rivela un po' più trattabile e fluido nell'erogazione. I benefici sono tangibili, sia che si viaggi in souplesse, sia che si dia briglia sciolta a tutta la cavalleria e si proceda a passo spedito.

GRAFFIA COMUNQUE

Nel primo caso la progressione è più lineare mentre nel secondo spariscono come d'incanto le reazioni allo sterzo quando si entra a gamba tesa sul pedale dell'acceleratore nella marce basse. Ciò non significa comunque che la X-Type 2.2 sia fiacca, tuttaltro. La pratica 0-100 km/h viene sbrigata in soli 8,9 secondi dalla berlina e in 9,3 secondi dalla wagon, mentre le velocità massime sono nell'ordine di 220 e 215 km/h. Il giaguaro corre dunque veloce e ha artigli ben affilati mentre la sua sete resta sempre entro limiti ragionevolissimi. Il consumo medio della tre volumi è di 6 litri ogni 100 km, mentre quello della familiare sale di poco, attestandosi a quota 6,2.

SOLO MANUALE

Un bel contributo a ridurre la frequenza delle visite al benzinaio viene dal cambio, un manuale a sei marce rapportato abbastanza sul lungo, che permette al motore di girare su ritmi abbastanza tranquilli e di tenere a tempo quasi indeterminato medie autostradali elevatissime. E' tuttavia un peccato che questo sia l'unico tipo di trasmissione disponibile, perché sulla X-Type 2.2 diesel un bell'automatico sarebbe stato la classica ciliegina sulla torta.

TRA DUE GUANCIALI

Pur se il motore è brillante, l'andatura ideale di questa Jaguar non è infatti il galoppo ma il trotto. Le sospensioni sono tarate sul soffice e salvaguardano più i lombi dei passeggeri che non la neutralità dell'assetto in curva. Anche alla guida di un esemplare Sport dotato di cerchi da 18 con pneumatici di ribassati i trasferimenti di carico si sentono e se si vuole adottare una guida redditizia occorre essere molto puliti nel disegnare le traiettorie. Nessun problema comunque sul fronte stabilità. L'elettronica vigila attenta sulle reazioni della coda mantenendo l'X-Type sulla retta via anche quando si esagera, senza richiedere particolari interventi sullo sterzo, molto leggero in manovra ma non particolarmente progressivo.

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