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Jaguar Lightweight Coupe


Avatar Redazionale , il 11/01/05

16 anni fa - La sostenibile leggerezza dell'alluminio.

Scheletro d'alluminio e muscoli d'acciaio per questa maquette che è tra le più ammirate protagoniste del Salone di Detroit. Un sogno destinato a diventare realtà con la prossima serie della Jaguar XK.

MISS DETROIT E' ancora presto per sbilanciarsi e assegnare sul campo il titolo di reginetta del Salone di Detroit. E' però sicuro che nel gruppo delle finaliste un posticino per questa Jaguar Advanced Lightweight Coupe (senza accento) non può affatto mancare. Questo prototipo anticipa le forme della prossima serie XK, un'auto legata da una linea di sangue diretta alle mitiche XK 120 ed E-Type e che proprio negli Stati Uniti avrà il non facile compito di bissare il notevole successo del modello attuale. Se nel viaggio dalla passerella alla catena di montaggio non accadrà nulla di strano, questa Jaguar pare comunque avere tutte le carte in regola per riuscire nell'impresa.

FALSA MAGRA

Nelle linee pulitissime tracciate dalla matita di Ian Callum c'è un raro equilibrio tra eleganza e sportività. L'unica misura comunicata ufficialmente dai vertici di Coventry riguarda per ora la dimensione dei cerchi, da ben 21 pollici. Fatte le debite proporzioni e considerato che la ALC mostra di avere un ampio bagagliaio alle spalle di un abitacolo 2+2, gli ingombri esterni sono certamente rilevanti, eppure, da qualsiasi lato la si guardi, la carrozzeria appare sempre slanciata e filante.

A MUSO DURO

L'elemento stilistico su cui si è lavorato più di fino è il frontale, che ha ormai una veste quasi definitiva, con un taglio piuttosto verticale e una classicissima bocca ovale. Un altro tratto tipico delle Jaguar del passato è la gobba che segna in rilievo il cofano motore, mentre assolutamente inedite sono le prese d'aria ai lati del paraurti, simili a tubi lanciasiluri. Il taglio del padiglione non potrebbe essere più nitido e lo stesso vale anche per la fiancata, movimentata solo dalla presenza di una branchia utile a favorire il ricambio d'aria nel vano motore.

PESO PIUMA

Nella coda sorprende il particolare taglio del portellone, che scende insolitamente verso il paraurti, abbassando la soglia di carico e denotando un'attenzione alla versatilità d'impiego che non guasta mai. Poco più sotto fanno capolino i terminali di scarico, inseriti in una cornice high tech d'alluminio che pare un'opera d'arte. Oltre che nei piccoli particolari e negli arredi del lussuoso abitacolo, lo stesso materiale viene impiegato anche per il telaio e contribuisce a dare quindi un senso a quel Lightweight del nome che letteralmente significa "peso leggero".

OSSA D'ALLUMINIO

Così come l'ammiraglia XJ, infatti, la ALC ha lo scheletro in alluminio realizzato con tecnologie aerospaziali, una soluzione che abbassa del 40% il peso aumentando la rigidità del 60. Tutto ciò dovrebbe garantire alla futura XK una guidabilità di prim'ordine e un eccellente rapporto peso/potenza. Al punto che le prime indiscrezioni sulle prestazioni parlano di un tempo inferiore ai 5 secondi nello scatto da 0 a 100 km/h e di una velocità di punta nell'ordine dei 290 km/h.

LEI ROBOT

D'altro canto c'è poco da stupirsi. Sotto il cofano trova spazio infatti una versione affinata dell'attuale V8, abbinato per la prima volta in casa Jaguar a un cambio robotizzato azionabile tramite levette al volante. Un ulteriore segno dell'inarrestabile dilagare dell'elettronica, che su questa Jaguar si occupa anche di sospensioni (Computer Active Technology Suspension), regolazione della velocità (Adaptive Cruise Control) e sicurezza (Active Restraint Technology System).
Pubblicato da Paolo Sardi, 11/01/2005
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