Prova

Jaguar XJ LWB


Avatar Redazionale , il 24/10/04

17 anni fa - Il giaguaro allunga il passo

Le dimensioni fanno la differenza, eccome. Alla Jaguar ne sono convinti e presentano la versione allungata della XJ. Tanto spazio e tecnologia a gogò sotto una veste classica, che più classica non si può.

COM'E'

Nessuno lo ha comunicato ufficilamente ma il sospetto che alla Jaguar abbiano una certa simpatia per il partito conservatore pare più che fondato. Così sembrerebbe almeno a giudicare dalla linea dell'ultima serie della XJ. Battute a parte, solo un occhio esperto riesce a distingurla senza esitazione dalla serie precedente. E, a meno che non siano parcheggiate una accanto all'altra, ancor più difficile è capire se quella che si ha davanti è una versione normale o una a passo lungo, recentemente lanciata anche in Italia.

CURA INDOLORE

La LWB, acronimo che sta per l'inglese Long Wheel Base (passo lungo, appunto, ben 3159 mm) mantiene un notevole equilibrio tra i volumi. Da qualsiasi parte la si guardi non ha quasi mai le sembianze di un elastico in trazione, problema tipico di molte altre limousine. Eppure, stiracchiandosi da buon felino, la Jaguarona si è allungata di 125 mm, fino a misurarne in totale 5215. Non varia invece la larghezza, fissa a quota 1860. I millimetri guadagnati sono tutti sistemati dietro il montante centrale ma sono ben mascherati dal lievissimo innalzamento della zona posteriore del tetto, pari a circa 7 mm.


DOPPIA COPPIA

L'aspetto è così quello di sempre, con il muso e la coda che si stagliano nettamente dal corpo centrale. Nel frontale tiene banco la tipica doppia coppia di fari, la cui forma è ripresa dalle scanalature che solcano la parte anteriore del chilometrico cofano motore. Nel mezzo, i designer hanno rifatto il make-up alla mascherina ma con mano tanto leggera da rendere l'operazione quasi impercettibile. Anche il posteriore guarda più al passato che non al futuro e solo la presenza dei Led tradisce alla vista la modernità del progetto XJ.

LONGILINEA

Questa sarebbe invece palese se solo la Jaguar adottasse un'ammiccante vestitino trasparente. La carrozzeria è tutta in alluminio ed è parte sollecitata di un telaio realizzato nello stesso materiale usando le più raffinate tecniche aerospaziali (incollaggio e rivettatura). Quanto il risultato sia buono lo dice un giudice imparziale, la bilancia: la LWB pesa solo 24 chili più della versione normale e resta la più snella del suo segmento.


E IL FANTASMA?

Se la linea è tradizionale, l'abitacolo non è da meno e sembra il salotto di un maniero britannico: mancano solo un caminetto e un fantasma per completare il quadro. La pelle, ottenibile di diverse qualità e in molteplici tinte, arriva a rivestire gli angoli più reconditi, comprese le maniglie di sostegno sul padiglione. Il resto lo fanno una sapiente spruzzata di cromature e una gran profusione di pregiata radica di noce, lucidata come una volta con amorevole cura artigiale.

SOLTANTO V8

La XJ LWB viene offerta con tre diverse motorizzazioni, anziché con quattro come avviene per la versione a passo corto. A scomparire dal listino è il piccolo (tutto è relativo...) V6 da tre litri, mentre restano praticamente immutati i tre V8, sempre e comunque abbinati a un cambio automatico ZF a sei marce, con la tipica griglia a U.

3.5

La motorizzazione d'accesso è dunque una 3.500 che eroga 258 CV a 6.250 giri e che dispone di 335 Nm a 4.250 giri. Quanto basta per far scattare la Jaguar da 0 a 100 km/h in 7,6 secondi e per portarla fino ai 242 km/h di punta Il cosumo dichiarato è di 15,9, 7,7 e 10,7 litri ogni 100 km rispettivamente nei percorsi urbano, extraurbano e misto.


4.2 Aumentando la corsa del pistone di 18 mm

, gli ingegneri Jaguar propongono lo stesso motore anche con cilindrata 4200. In questo caso la potenza e la coppia salgono a 298 CV e 411 Nm, ottenute però a regimi più contenuti, nell'ordine a 6.000 e a 4.100 giri. Le prestazioni crescono di pari passo: i 100 km/h si possono toccare 6,6 secondi dopo la partenza mentre la centralina deve intervenire per limitare la velocità massima a "soli" 250 km/h. Il branco più numeroso di cavalli vuole naturalmente più biada: in città, fuori porta e nel misto i consumi sono di 16, 8,1 e 10,9 litri ogni 100 km.

SUPER V8

Questo motore dà però il meglio di sé una volta dotato di compressore. Il possente V8 arriva così a sprigionare ben 395 CV a 6.100 giri, con un picco di coppia di 541 Nm a 3.500 giri. La velocità massima resta plafonata ai canonici 250 km/h, mentre per arrivare a 100 km/h sono sufficienti 5,3 secondi. I consumi salgono ancora un po': 18,6 litri in città, 9 su strade scorrevoli e 12,3 in media sono il fabbisogno dichiarato per la solita distanza dei 100 km.

I CONTI TORNANO

Il listino della LWB è composto dalle stesse versioni già presenti sulla XJ corta, con un prezzo maggiorato di 2400 euro. Fa eccezione la XJR, non replicata perché il suo taglio sportivo mal si addice all'aristocratico passo lungo. Si parte così dai 72.100 euro della 3.5 "base" per arrivare ai 113.900 della Super V8 4.2.

COME VA

Per una volta la prova merita di essere spezzata in due. Da una parte un'impressione di guida di tipo tradizionale, dall'altra quella ricavata facendo il semplice passeggero. Non va infatti dimenticato che la LWB offre benefici concreti più che altro a chi viaggia comodamente sistemato sul divano posteriore e non tutti gli acquirenti impugneranno di persona il volante, lasciando talvolta l'incombenza ad altri.


IN PANCIOLLE

Vissuta dalle retrovie o anche dal posto del copilota, la LWB è una goduria infinita. Con il nuovo telaio allungato, lo spazio a disposizione è enorme e anche l'accavallamento delle gambe si compie senza difficoltà. Mollemente adagiati sul un divano ben profilato, si vive in una quiete quasi surreale. Anche superati i 200 km/h, il silenzio regna sovrano e le buche non turbano mai la pace delle vertebre.

SU MISURA

Per gli incontentabili o per chi vuole fare della sua Jaguar una sorta di ufficio viaggiante c'è di che sbizzarrirsi. Dalle poltrone singole ultraregolabili e riscladabili, ai tavolini ripiegabili o al mobiletto centrale multifunzione, passando per il sistema d'intrattenimento DVD con schermi integrati nei poggiatesta, si può avere praticamente tutto. Basta avere un portafoglio... long wheelbase.

TRA DUE GUANCIALI

Pure stando alla guida non c'è però alcun motivo di lamentarsi. I sedili anteriori sono segomati a meraviglia, la plancia è ben fatta e i comadi sono disposti in modo razionale. Gli unici appunti vanno ad alcune plastiche (poche in verità), che hanno un'aria un po' economica, e alla chiave di accensione, di palese origine plebea. Regolare il posto di guida è un gioco da ragazzi, con il sedile e il volante che hanno escursioni chilometriche e con la chicca di una pedaliera a sua volta regolabile elettricamente.


A PIENI VOTI

Da un punto di vista dinamico, la Jaguar avrà fatto anche il passo lungo, ma non più della gamba: la LWB non ha nulla da invidiare alla sorella più corta. Certo, in manovra e nei parcheggi, i centimetri in più possono dare qualche grattacapo ma in curva solo un palato fine si accorge del fatto che la fase di appoggio sulle ruote esterne richiede qualche frazione di secondo in più. Alle andature permesse dal Codice, anzi, una volta in traiettoria, il passo lungo aiuta a rendere ogni reazione più mordida e graduale. .

GRAZIE AL CATS In pista il giudizio forse cambierebbe

, ma questo non è certo l'habitat naturale della LWB. Nonostante l'ottimo lavoro dello sterzo e dei freni, la XJ è comunque più a suo agio vicino alle passerelle di velluto rosso che non tra i cordoli. Su strada le raffinate sospensioni attive CATS (Computer Active Tecnology Suspension) con molle pneumatiche e schema anteriore a quadrilateri e posteriore multilink fanno un figurone. Messe a punto per la nuova distribuzione dei pesi, oltre al comfort di marcia impeccabile assicurano una precisione di guida degna di una sportiva. Nulla riesce a mettere in imbarazzo l'assetto, su cui vigila sempre il sistema di controllo della stabilità DSC.

BIRRA DA VENDERE

E dire che ai motori la grinta non manca affatto. La Jaguar dimostra sul campo che i dati sullo spunto da fermo non sono dichiarati a sproposito. Anche con l'equilibrato 4.200 aspirato, schiacciando l'acceleratore senza riguardo, la Jaguar schizza in avanti decisa. E la scena si ripete anche in ripresa, con il cambio che scala veloce le marce e fionda in avanti la XJ come una catapunta.

SENZA FINE

Il top delle prestazioni è però chiaramente la Super V8, che non soffre di complessi d'inferiorità nemmeno al cospetto delle più accreditate coupé. Quella che sorprende è la sua progressione, a dir poco entusiasmante. Se al minimo, accarezzando il pedale dell'accelertatore, il motore fa quasi le fusa, basta affondare il piede destro per sentirlo soffiare e fargli tirare fuori gli artigli. Ai regimi intermedi il crescendo è incontenibile e l'allungo sembra non avere mai fine. Nel caso guidasse lui, beato l'autista...
Pubblicato da Paolo Sardi, 24/10/2004
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