Prova su strada

Fiat Stilo


Avatar di Mario Cornicchia , il 05/09/01

20 anni fa -

Mission (impossible?): diventare l'anti-Golf. L'impegno del Centro Stile non manca: le linee tese ma avvolgenti sono ben disegnate. Il marketing ci mette del suo con due versioni dal carattere ben distinto. Dove la nuova Fiat delude è nelle prestazioni e nell'immancabile dettaglio povero che contrasta con i bei materiali. Per i nostalgici torna lo scorpione Abarth.

COM’È

Cinque centimetri. Più alta la cinque porte, più bassa la tre porte, nella carrozzeria e anche nella posizione di guida. Più familiare l’una, da giovinastro l’altra. Le Stilo sono due, a tutti gli effetti, con belle linee tese e avvolgenti per entrambe, con una parentela innegabile e una comune originalità malgrado l’unica parte di carrozzeria in comune sia il cofano, con caratteri differenti. Monovolume mancata l’una, coupè abitabile l’altra.

5 PORTE DI COMODITA’

Paciosa e moderna, con spigoli vivi che si accompagnano a volumi morbidi e familiari. Con i suoi cinque centimetri in più in altezza, si mostra accogliente e la coda ha un che di rassicurante. Il frontale, poi, senza buchi racing, è elegante. È la meno esagerata, quella da indossare tutti i giorni come un confortevole paio di mocassini.

3 PORTE: UNA COUPE?

Il frontale ha grandi prese d’aria e il gradino delle fiancate è molto marcato, con un andamento a cuneo evidente. Un po’ arrogante ed elaborata la coda (dovrebbe essere la parte più vista dagli altri automobilisti?), con linee dure come un viso sovietico e fari che sembrano sculture déco. Nell’insieme, più bassa e frecciforme fa pensare davvero a una coupé.

TUTTO A POSTO

Sobrio e piacevole lo stile dell’abitacolo che pensa anche alla praticità. E non solo per vani e vanetti che, in realtà, non sono sparsi a pioggia tentando il record come capita per molte concorrenti. Grande e comodo è il cassetto davanti al passeggero, diviso in due parti: nella parte superiore si può deviare il flusso dell’aria climatizzata per conservare cibi e bevande alla giusta temperatura. A sinistra del volante, un piccolo vano chiuso è utile invece per i piccoli oggetti di chi guida (telepass, viacard, straccetto…).

DIETRO E’ MEGLIO

Intelligenti sono le soluzioni adottate dalla 5 porte. Finalmente i sedili posteriori hanno pari dignità di quelli anteriori. Non solo nelle dimensioni e nella imbottitura, ma anche nelle regolazioni: per far scorrere la seduta e per inclinare lo schienale si utilizzano due grandi e pratiche maniglie alla base del sedile. Comodo e funzionale: si può dosare lo spazio a disposizione per bagagli e passeggeri e si può semplicemente rendere il viaggio più confortevole per chi sta dietro.

LA GERMANIA E’ VICINA

Gli sforzi per avvicinarsi alle concorrenti tedesche sono sempre degni di lode. Gran bel prodotto è il rivestimento superiore della plancia, da far invidia, forse, anche alle concorrenti più rinomate: morbido al tatto, opaco per non produrre riflessi anche in pieno sole e piacevole all’occhio. Meno riuscite sono altre plastiche, meno belle da vedere (come quelle che popolano i pannelli delle portiere) e altri dettagli, come qualche pulsante scricchiolante e il feltro che ricopre il bagagliaio pronto a stropicciarsi e a lasciare il suo posto.

AMMIRAGLIA TASCABILE

La Stilo può essere dotata anche di accessori che non sono disponibili nemmeno su molte ammiraglie. Oltre al climatizzatore automatico, ai fari e al tergicristallo ad accensione automatica (quando si entra in galleria e alle prime gocce di pioggia), ai fari allo Xenon, ai sedili a comando elettrico e ai sensori di parcheggio, Stilo può essere equipaggiata con Easy-go, che consente di entrare in auto e avviare il motore (premendo un pulsante) semplicemente tenendo in tasca un trasmettitore che riconosce il pilota (di serie su Dynamic). E poi il Radar Cruise Control, il pilota automatico accelera e frena seguendo il flusso del traffico grazie al suo radar, e il Connect, il sistema integrato satellitare che prevede un’assistenza diretta con il centro Connect per assistenza e informazioni. Bello sfizio è lo Sky Window, il tetto apribile lamellare a tutta grandezza in cristallo.

MY STILO

Siete gli incontentabili che smanettano subito per personalizzare il nuovo telefonino? La Stilo fa per voi con la funzione MyCar. Utilizzando i pulsanti a sinistra del volante, si accede al menu di setup mostrato nel visore a cristalli liquidi posto nel mezzo del cruscotto, grazie al quale si può definire il funzionamento di alcune funzioni utili offerte di serie, come la sequenza personalizzata di apertura o chiusura delle portiere quando si aziona il telecomando (chiude e apre solo le porte che vogliamo noi, regola il sedile del guidatore, il volante e gli specchietti retrovisori secondo le nostre volontà). Si può inoltre attivare e regolare il limite di velocità, decidere la sensibilità di accensione dei fari automatici ed evidenziare sul display la scadenza del prossimo tagliando.

LA GAMMA

Sono cinque, tre a benzina (da 103 a 170 Cv) e due turbodiesel JTD da 80 (59kW) a 115Cv (85kW). 1.6 (103Cv- 76kW), 1.8 (133Cv-98kW), con il motore di punta, il 2.4 a 5 cilindri da 170Cv (125kW) che si fregia dello Scorpione Abarth. C’è anche un 1.2, ma non verrà venduto in Italia. Tre gli allestimenti: Active, Dynamic e Abarth. La vendita inizierà il sei ottobre, a prezzi non ancora ufficializzati, ma già noti ai concessionari. Eccoli in dettaglio (tra parentesi il prezzo della 5p):
1.6 Active: 30.786.000 (31.836.000)
1.6 Dynamic: 32.529.000 (33.579.000)
1.8 Dynamic: 34.386.000 (35.436.000)
2.4 Abarth: 43.759.000 (44.809.000)
1.9 JTD Active: 34.949 (35.999.000)
1.9 JTD Dynamic: 36.692 (37.742.000)

BEN DOTATA

Di serie, Stilo Active offre già Abs con Ebd, sei airbag (due frontali multistage, due laterali anteriori e windowbag a tendina), alzacristalli elettrici anteriori con automatismo e sicurezza antipizzicamento, autoradio con cassette, bocchetta di climatizzazione posteriore, cassetto sotto il sedile di guida, chiusura centralizzata blindata dead-lock, condizionatore, controllo di trazione Esr, fendinebbia integrati nei fari, specchi retrovisori regolabili e riscaldabili elettricamente, sedile guida con regolazione lombare e in altezza, volante regolabile in altezza e profondità.

COME VA

I sedili anteriori, belli da vedere, sono meno comodi di quanto si possa pensare. Soprattutto per chi guida con il sedile abbassato al minimo: in realtà, si abbassa soltanto la seduta mentre il supporto lombare, pronunciato anche se regolato al minimo, si sposta dalla zona lombare avvicinandosi fastidiosamente alle scapole. Le imbottiture laterali non offrono, poi, un tangibile sostegno in curva.

TUTTO REGOLABILE, MA...

Sedile di guida regolabile in altezza e volante (regolabile in altezza e profondità) sono ottimi presupposti per una posizione di guida corretta: il volante rimane però sempre un po’ alto, ma alla fine ci si trova bene, con gli strumenti sempre bene in vista e i comandi secondari, radio e climatizzatore, pratici e facili da azionare. Non sembrano comunque sedili su cui stare per ore senza accorgersi dello scorrere del tempo…

COMFORT GOMMOSO

Grande attenzione al filtraggio: quello dei rumori e delle vibrazioni. Un bel colpo al comfort, di buon livello con qualsiasi motore e versione. Ma anche la sensazione di viaggiare con il guscio Meliconi. Tutto è gommoso, dal cambio al volante, facendo perdere un po’ il gusto della guida e togliendo la sensibilità necessaria per apprezzare le buone doti del telaio, sicuro anche in manovre di emergenza.

DUALDRIVE

Apprezzato dai possessori di Punto, approda anche su Stilo il servosterzo elettrico Dualdrive. Premendo un pulsante posto sul tunnel centrale, si può attivare la funzione City, con il volante leggero da poter sterzare con un grissino fino a 70 km/h, per manovre senza fatica e traffico senza stress. Idea furba che meritava una replica sulla Stilo.

I MOTORI

Con nessuno dei motori disponibili la Stilo brilla per esuberanza nelle prestazioni. Lenta in accelerazione e in ripresa, è penalizzata da cambi dai rapporti lunghi che rendono poco agile la guida, provocando un continuo ricorso al cambio per poter ottenere il massimo da ogni motore.
1.6 Ha prestazioni dignitose, poiché dall’entry-level non ci si aspettano prestazioni da capogiro. Far salire l’ago del contagiri è una vera sofferenza e la velocità massima dichiarata (185km/h) si raggiunge se si ha a disposizione una pista di decollo.
1.8 Un poco più brillante del 1.6, consente un uso meno massiccio del cambio. I 202 km/h dichiarati sembrano una chimera.
2.4 ABARTH Il cinque cilindri ha una gran bella voce ed è abbinato soltanto al cambio Selespeed già montato in casa Alfa. Manuale robotizzato, può essere utilizzato come un cambio automatico o come un cambio sequenziale, un poco indeciso nell’innesto di marce più lungo e perfetto nelle scalate con doppietta da gran piloti. Anche i 170 Cv a disposizione sembrano un po’ sopiti…
1.9 JTD Forse la Stilo più brillante e facile, anche se l’ottimo JTD è vittima del peso e dei rapporti del cambio, penalizzato vistosamente.
Pubblicato da M.A. Corniche, 05/09/2001
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