Autore:
Marco Rocca
Pubblicato il 20/02/2015 ore 18:57

ECCO COME VANNO Andrea vi ha raccontato quanto sono pratiche, Luca vi ha detto come si caratterizzano all’esterno mentre io vi parlerò di come vanno su strada. Tutte e tre sono monovolume compatte, adatte per una famiglia o per chi ha bisogno di spazio ma ognuna ha un comportamento stradale ben distinto.

QUI GOLF SPORTSVAN Partiamo dalla Golf Sportsvan per esempio. L’aspetto da auto per famiglia non deve ingannare, perché quando arrivano le curve la monovolume tedesca sfodera la stretta parentela con la sorella berlina. Questo vuol dire che delle tre è la più piacevole da guidare qualora siate colti da quel piglio velatamente sportivo. Lo sterzo è preciso e l’assetto, per quanto sempre confortevole, come deve essere per una monovolume (guai altrimenti), digerisce senza troppe storie anche qualche curva presa con eccessivo brio. Ad aumentare la sensazione di precisione pensa anche l’ottimo cambio automatico DSG a doppia frizione. Non è una novità, ormai lo conosciamo bene, ma tutte le volte lascia il sorriso sulla faccia quando viene chiamato in causa, anche se è di una monovolume che stiamo parlando. A tutto ciò aggiungete una frenata potente e ben modulabile e il gioco è fatto. Capitolo motore. Se non cercate le prestazioni ma badate ai consumi, il 1.6 diesel da 110 cv è la scelta giusta. Non farà rizzare i peli delle braccia per la cattiveria in accelerazione ma mette sul piatto della bilancia una bella coppia generosa anche a basso numero di giri. Tradotto vuol dire non sentire troppo la poca potenza a disposizione. Senza contare che i consumi, come detto, saranno sempre dalla vostra con percorrenze autostradali vicine ai 18 km/litro.

QUI C4 PICASSO E, visto che ho tirato in ballo l’autostrada, non posso non chiamare in causa l’altra avversaria, la Citroen C4 Picasso. Già, perché grazie a un silenzio a bordo degno di una grossa berlina, la francesina di rosso vestita è la compagna ideale nelle lunghe trasferte. I chilometri passano senza stancare, merito anche di sedili comodi con poggia braccia dedicati. Sembrerà strano ma sulla C4 Picasso sono comodi anche i poggiatesta dalla forma avvolgente come quella di un cuscino. Da buona francese ha una risposta sempre gentile sulle buche, anche le più profonde, pur mantenendo un assetto non troppo cedevole in curva. A non convincermi del tutto, invece, è stato il comando dello sterzo che pecca in precisione ma alla Picasso non piace essere strapazzata. A ribadirlo, anche il cambio automatico con convertitore di coppia a 6 rapporti dal funzionamento dolce e fluido che, abbinato al 2.000 diesel da 150 cv, è la scelta perfetta tra comfort e prestazioni.

QUI 500L TREKKING L’agilità è invece uno dei punti di forza della Fiat 500L che abbiamo scelto in versione Trekking. La più compatta del terzetto si lascia guidare agevolmente in città, dove qualche centimetro in meno rispetto alle rivali, facilita i parcheggi. Devo confessare che mi ha colpito favorevolmente il diesel Multijet da 120 cavalli. Dai 1.800 giri in poi, il 1.6 è brillante, spinge con forza e grazie alla coppia robusta di 320 Nm consente riprese fulminee. Per contro, a freddo, è un po' rumorosetto ma si fa perdonare in autostrada a velocità "Codice". Rispetto alle rivali della prova, l’italiana è l’unica del terzetto a non avere il cambio automatico (nemmeno come optional). Il manuale a 6 rapporti di serie lavora bene, è morbido e piacevole anche se una corsa un po’ più corta della leva avrebbe fatto piacere. Per finire, un piccolo appunto: non mi hanno convinto del tutto i sedili che ho trovato un po’ piccoli, soprattutto per quanto riguarda la seduta. In soldoni manca quell’appoggio che sostiene bene le cosce. Ad ogni modo la 500L Trekking dalla sua ha consumi sempre contenuti che siate in città o fuori


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