Autore:
M.A. Corniche

ROAD TRIP Conoscete il Cammino di Santiago de Compostela nella sua versione italiana? Io sì, l’ho sperimentato lo scorso agosto: quasi 1.900 chilometri. È stata dura? No, per nulla. Non ho scelto né bici né scarpe da trekking, ho scelto una bella e comoda Volvo V90 Cross Country D5 Ocean Race spinta dal brillante motore D5. Mi piace vincere facile e, in realtà, la mia meta definitiva era ancora più distante. Volevo andare ai confini del mondo conosciuto, ovvero Fisterra, quella che gli antichi romani consideravano Finis Terrae, la fine della terra.

SERIE SPECIALE Avendo come meta le coste spagnole basche, asturie e galiziane, la serie speciale della Volvo V90 Cross Country, la Ocean Race, è perfetta. Dedicata alla Volvo Ocean Race, la regata intorno al mondo che parte da Alicante fino a Le Hague passando, nemmeno a dirlo, dalla sede Volvo di Goteborg, questa special edition è resa inconfondibile dal colore bianco perlato Crystal White abbinato ai codolini dei parafanghi e la parte bassa dei paraurti in grigio chiaro sottolineata da listelli arancioni.

INTERNI BIGUSTO Così riconoscibile che non è necessario cercare i loghi Ocean Race che si trovano soltanto sui cerchi in lega a cinque razze da 20” e nel badge sul portellone. L’arancione è ripreso anche all’interno, nel piping dei sedili e per le cinture di sicurezza. Se per l’esterno il colore è unico, l’interno si può scegliere chiaro o scuro, come quella della V90 Cross Country D5 Ocean Race che mi accompagna nel tour estivo.

ELEGANTE A personalizzare l’interno ci sono anche i profili in fibra di carbonio opaca (bellissimi) per plancia e portiere oltre che per la tendina rigida che chiude il tunnel centrale, una presa a 220 Volt davanti al posto centrale posteriore e i profili Volvo Ocean Race sulla soglia delle portiere. Anche il bagagliaio non resiste alla personalizzazione, con il piano di carico in legno grigio trattato per resistere all’acqua, una torcia LED in alluminio inserita in una postazione di ricarica che include anche una presa a 12V e due prese USB. Per non rovinare l’elegantissimo fondo in legno grigio del bagagliaio, di serie sono fornite vasche in gomma, due, per essere utilizzabili in configurazione sia a cinque sia a due posti.

SQUALO BIANCO Il confronto con la XC90 che ho utilizzato lo scorso anno verso Amsterdam mi viene spontaneo. Preferisco in genere le wagon ai SUV e trovo la V90 Cross Country bellissima, con il suo muso piatto e largo da squalo appoggiato su una carreggiata anteriore larghissima, con le belle proporzioni della V90 che diventano perfette grazie all’assetto rialzato. Sarebbe comunque una scelta difficile, considero la XC90 una delle maxi SUV più eleganti e discrete sul mercato, malgrado le dimensioni, e non smette di piacermi da qualsiasi angolazione la guardi. Ed è meravigliosamente comoda, anche dopo 11 ore al volante, oltre che straordinariamente capace nel bagagliaio. E su questo punto la sfida è aperta: lo scorso anno avevo riempito il bagagliaio della XC90 fino al tetto, come andrà la prova di carico con la Volvo V90 Cross Country Ocean Race?

OK PER IL TETRIS È vero, a parità di base, l’altezza cambia e anche il volume, ma il bagagliaio della V90 Cross Country Ocean Race è molto profondo e molto largo, faccio scivolare sul suo piano di carico in legno grigio le borse una dietro l’altra e ci stanno tutte, riesco anche a ricavare un minimo spazio per avere visibilità. Lascio a casa i tappetini in gomma in dotazione per sfruttare al meglio lo spazio. Ok, prova superata alla grande.

ATLETICA Della carrozzeria bassa della Volvo V90 Cross Country Ocean Race mi rendo subito conto quando la gita inizia. Rispetto alla XC90 il baricentro è estremamente più basso e lo stile di guida cambia. Non che la XC90 si corichi particolarmente in curva ma la guida tra curve e controcurve con la Volvo V90 Cross Country è più leggera e più diretta, più agile e veloce malgrado la differenza di peso tra le due sia minima e il pianale sia il medesimo. La supercarreggiata anteriore si fa sentire e rende il muso da squalo ben stabile e direzionale anche quando affronto strade di montagna dimenticandomi di non essere solo e carico di bagagli.

CONFORTEVOLE La V90 Cross Country mi piace scura ma il bianco perlato della Ocean Race è perfetto per un viaggio estivo: grazie al colore e ai vetri scuri l’abitacolo della Ocean Race non è mai pronto per cuocere una pizza anche dopo ore sotto il sole. All’interno i dettagli arancioni, forse perché è il mio colore preferito, non mi dispiacciono per nulla, con il rivestimento tecnico dei sedili abbinato al piping arancione che è un bell’accostamento.

IN POLTRONA L’abitacolo Volvo è sempre un piacere per tutti i sensi. Mi piace lo stile, discreto, elegante, fatto di belle linee e di dettagli sofisticati in cui la fibra di carbonio opaca della versione Ocean Race non stona per nulla, anzi. Le poltrone, ed è davvero il caso di chiamarle poltrone, sono super comode, grandi, perfettamente adattabili al proprio gusto di seduta. Sto così ben sdraiato che vorrei soltanto potermi tirare il volante ancora più vicino per stendere al massimo le gambe. Senza preoccuparmi di lasciare spazio per le gambe al primogenito che siede dietro di me. Alla secondogenita non piace l’odore delle Volvo nuove, un odore che a me fa sentire a casa, che mi evoca sensazioni piacevoli: eh sì, alla piccola devo ancora spiegare alcune cose…

MUSICA, MAESTRO Continuo a considerare l’interfaccia del sistema infotainment Sensus una delle mie preferite nel gusto delle grafiche e nelle funzionalità anche se, dopo aver provato la nuova MBUX della Mercedes Classe A, è ormai ora di un aggiornamento che sembra arriverà presto. In compenso, il sistema audio Hi-Fi Bower&Wilkins (optional: 2.710 euro) rimane uno dei migliori car audio che abbia mai provato ancora oggi.

ROADMAP Il viaggio verso Paesi Baschi, Asturie a Galizia fino a Fisterra è lungo e mette a dura prova le proverbiali doti Volvo di comfort della V90 Cross Country Ocean Race. Prima tappa: Cervinia - Clermont Ferrand e poi via verso Bilbao, La Coruna, Vigo. Come il cammino verso Santiago de Compostela anche il mio viaggio prevede una serie di tappe come una via crucis, sotto forma di caselli autostradali in Francia e anche in Spagna: 25 e 7 rispettivamente. E per fortuna che in Spagna, tornando verso San Sebastian, sono passato all’interno, dove l’autostrada è gratis…

LUNGHE SESSIONI In totale circa 6.000 chilometri con l’ultima tappa, da San Sebastian a Milano, tutta d’un fiato, circa 1.200 chilometri in poco meno di 12 ore. È la tappa stress per me, che sto al volante, come per moglie e bambini che, anche dopo 12 ore su una Volvo, hanno già dimostrato anche lo scorso anno di non lamentarsi mai per la stanchezza.

MENO COSTI COL COASTING Il consumo medio a fine viaggio è 7,9 /100km, circa 12,6 km ogni litro di gasolio. Si può fare anche meglio con uno stile di guida più tranquillo ma non ho comunque sprecato carburante. Ho scelto la modalità di guida Individual che mi consente di selezionare sterzo e frenata sportive abbinate alla logica eco per il cambio per poter usufruire della modalità coasting. Con il coasting attivo si percorrono parecchi chilometri veleggiando: quando si solleva il piede dall’acceleratore tra 60 e 140 km/h e non ci trova su forti pendenze o tra curve impegnative, la trasmissione si scollega e si viaggia praticamente in folle con consumi vicini allo zero. Basta sfiorare il freno perché la trasmissione si colleghi e sfiorare di nuovo il gas sollevando subito il piede per riattivare il coasting.

NEL MISTO VELOCE Tra curve e controcurve se volete avere il miglior controllo è meglio scegliere la modalità comfort o dynamic per avere una risposta più rapida e pronta del cambio e del motore in percorrenza di curva evitando incertezze quando si dà gas in uscita. Il motore D5 e i suoi 235 cavalli spingono bene la Volvo V90 Cross Country anche quando è a pieno carico come nel mio gitone estivo e richiede meno strapazzamenti rispetto al D4 quando si ha bisogno di potenza.

DIMENSIONI IMPORTANTI Grande, comoda, bellissima, superchic, piacevole in ogni condizione di guida, mi ha messo in lieve imbarazzo soltanto in qualche parking spagnolo progettato a misura di Seat Marbella… Da un garage a Vigo mi facevano uscire dall’entrata: dall’uscita non sarebbe passata.


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