Monovolume Volkswagen Caravelle: prova, interni, prezzi
Multispazio

Al volante del Volkswagen Caravelle. O dovrei dire Bulli?


Avatar di Mario Cornicchia , il 24/07/21

1 mese fa - Il test drive del Volkswagen Bulli (che si fa chiamare Caravelle)

La targhetta per battezzarlo Bulli è optional, lo spazio a bordo del Volkswagen 6.1 Caravelle invece è di serie. E non solo quello

Occupa suolo pubblico per un’area di 490x190 centimetri, cos’è? Un maxi SUV. Forse, sicuramente è un Volkswagen Caravelle. Pensavate fosse più ingombrante, vero? Invece è più compatto di molti SUV taglia XL, ma l’altezza massima che sfiora i due metri e la sua forma squadrata lo fanno sembrare decisamente più grande. Grande, sicuramente, è il suo abitacolo.

Volkswagen Caravelle, la prova su strada Volkswagen Caravelle, la prova su strada

IL DESIGN

È un parallelepipedo, sì, ma il Caravelle, e suo fratello Multivan, a me piacciono, li trovo forse meno furgonati di altri. Mi ricordano le proporzioni dei van americani anni 80 e, rispetto alla maggior parte della concorrenza, hanno in più l’opzione bicolore ereditata dal progenitore Bulli che è davvero efficace per evitare l’effetto pulmino edile sulla Milano-Bergamo. In redazione arriva con la parte superiore bianca e quella inferiore di un brillantissimo verde salvia, un optional da 3.146 euro, ma l’effetto Uber è scongiurato. Per 101 euro potete anche richiedere la scritta “Bulli” al posto di “Caravelle” sulla placchetta cromata sui parafanghi.

GLI INTERNI

Meno ingombrante di quanto sembri all’esterno, ma gigante all’interno. Il bello di questi pulmini è che si prestano a qualsiasi attività. Potete viaggiarci in nove, potete caricare tranquillamente le bici anche se viaggiate in sei (il bagagliaio rimane profondo 145 cm per 120 cm in larghezza e 130 in altezza), oppure anche un paio di moto se viaggiate in tre, potete accessoriarli per utilizzarli come camper occasionale, potete utilizzarli per trasportare qualsiasi attrezzatura che sia hobbistica o sportiva. I limiti sono davvero pochi se pensate che, alla fine, è un’automobile. Tuttofare, ma un’automobile

Volkswagen Caravelle, i sedili della seconda e della terza fila Volkswagen Caravelle, i sedili della seconda e della terza fila

UNO SPAZIO DA ARREDARE Per i sedili potete scegliere differenti configurazioni, dalle sei poltroncine singole ai divanetti, dai tre posti anteriori al sedile guida girevole, con 4,5,6,8 o 9 posti omologati. I sedili, o divanetti, si smontano abbastanza facilmente, dove abbastanza è riferito al capire quali siano le leve giuste di sblocco e al peso, specie se dovete smontare un divanetto.

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LE FINITURE All’interno, se cercate il lusso, dovete rivolgervi in casa Mercedes e scegliere un Classe V. Il Caravelle ha finiture più simili a suo fratello Mercedes Vito (qui la prova), robuste ma spartane, senza troppi fronzoli o concessioni al design. Di plastiche morbide non se ne parla, la plancia è dura e croccante e le uniche concessioni al tatto le trovo sulla corona del volante multifunzione e sulla leva del cambio.

Volkswagen Caravelle, gli interni Volkswagen Caravelle, gli interni

PER QUEL TOCCO IN PIÙ In onore al Bulli, poi, dovrebbe avere tra gli optional anche un bel tetto apribile panoramico che manca nella lista degli optional. I sedili sono rivestiti con un tessuto scuro dall’aspetto robusto. In questo caso, però, la lista degli optional offre l’opzione lussuosa, i sedili con la fascia in terna in vera pelle e i laterali in finta pelle per 3.530 euro a cui dovete aggiungere 478 euro per i sedili riscaldabili.

AL VOLANTE

Il Caravelle bada alla sostanza, che si tocca con mano appena aziono il climatizzatore a tre zone, le due anteriori e la posteriore, efficacissimo nel raffrescare il monolocale Volkswagen anche dopo ore sotto al sole grazie alle grandi bocchette sulla plancia e alle quattro bocchette sul tetto per i posti posteriori. Sul fronte climatizzazione il comfort è assicurato, mentre mi sarei aspettato un maggiore comfort acustico quando mi sono messo in viaggio in autostrada: la rumorosità è diffusa, non è fastidiosa o stancante anche dopo ore, ma una migliore insonorizzazione sarebbe gradita da chi utilizza il caravelle per diletto o per lavoro. 

Volkswagen Caravelle, vista laterale Volkswagen Caravelle, vista laterale

FACILE E MANEGGEVOLE Come quasi tutti i furgoni, anche il Caravelle dà confidenza al primo metro. Chi si spaventa per le dimensioni deve provarli. Il parabrezza piatto, la forma a parallelepipedo, i grandi specchi e la telecamera posteriore (336 euro) rendono la guida facile facile. Dopo il primo metro si capiscono gli ingombri squadrati e si va via spediti. la posizione di guida è più che panoramica, si viaggia sopra tutti i SUV e si ha una visione completa della strada fino all’orizzonte, condizione che rende rilassati alla guida. Il diametro di sterzata, poi, consente al Caravelle manovre impensabili in spazi stretti anche per auto più compatte.

SPINGE IN SILENZIO Il mio Caravelle bicolor arriva dotato del motore base, il turbodiesel duemila da 150 CV con 340 Nm di coppia, abbinato al cambio automatico doppia frizione DSG a 7 marce. Muove con apparente facilità i 2.175 kg del Caravelle, anche quando viaggio a pieno carico con tutta la famiglia a bordo. Sta sempre a regimi piuttosto vicini al minimo e se ne discosta quando devo affrontare salite impegnative o un sorpasso, unica occasione per sentirne la voce: è un motore turbodiesel silenzioso, anche quando lo si ascolta dall’esterno.  A 130 km/h se ne sta buono a circa 2.200 giri. 

Volkswagen Caravelle, la leva del cambio DSG 7 Volkswagen Caravelle, la leva del cambio DSG 7

QUANTO BEVE? È anche piuttosto parco nei consumi, tenendo conto del peso e della aerodinamica da cassaforte: con la mia guida brillante sono riuscito comunque a consumare poco più di 9 l/100 km, ma con una guida più tranquilla ci si può avvicinare al consumo dichiarato nel ciclo combinato di 7,43 l/100 km. Il mio piede destro avrebbe preferito, però, aizzare la versione più spinta del 2.0 TDI, quella con 204 cavalli e 440 Nm di coppia massima che, sulla carta, assicura consumi quasi uguali, ma è sicuramente più adatto a chi pensa di poter fare con il Caravelle quello che fa con un’auto normale, dai sorpassi veloci a una guida più brillante.

TIPS & TRICKS Affrontando le prime curve, mi è sembrato che il Caravelle non fosse proprio veloce a tuffarsi nelle curve, quasi che avesse un po’ di sottosterzo. In realtà, è necessario abituarsi allo sterzo meno diretto di quello di un’auto e anche di alcuni suoi concorrenti. Così il Caravelle mi segue nelle mie traiettorie rimanendo ben piatto sulla strada senza imbarcarsi, al contrario di alcuni SUV. Gonfiando, poi, le gomme di un paio di tacche in più, ottengo uno sterzo più comunicativo.

QUANTO COSTA

È una scelta non usuale, ma l’alternativa di un furgone al solito SUV, anche se non si ha una famiglia numerosa, è una scelta funzionale e pratica se vi dedicate a hobby o sport ingombranti. Se volete un pulmino meglio rifinito del furgone da cantiere, non è però una scelta economica. Un Volkswagen Caravelle Cruise, l’allestimento top, 2.0 TDI 110 kW passo corto, con trazione anteriore e cambio DSG costa, di base, 49.633 euro chiavi in mano ma ho provato una configurazione - senza esagerare - e ho aggiunto 15.000 euro di optional. La versione con 204 CV DSG parte da 52.768.

LA SCHEDA TECNICA

Motore 1,6 litri, 4 cilindri, turbo benzina
Potenza 160 CV
Coppia 300 Nm
Velocità 175 km/h
Da 0 a 100 km/h 9,4 secondi
Cambio Automatico Multi-mode a 6 rapporti
Trazione Anteriore
Dimensioni 4,36 x 1,86 x 1,45 m
Peso 1.530 kg
Bagagliaio Da 308 litri
Prezzo Da 36.400 euro

Pubblicato da M. A. Corniche, 24/07/2021

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