Prova
Triumph Speed Triple '08

Triumph Speed Triple '08

Dietrofront per la moto più carismatica del listino Triumph. Se il modello del 2005 puntava tutto sul "lato B" più alto e sodo del mercato, la Speed in edizione 2008 cambia soprattutto nelle terga, per essere più comoda per tutti e ancora più bella.
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Autore:
Michele Losito

TRE LUSTRI
Da oltre 14 anni - da quando venne presentata la prima versione derivata da una Daytona 900 privata della carenatura - la Speed Triple è capace di accendere gli animi degli appassionati grazie alle prestazioni del suo gustosissimo motore "dispari" e al carisma dato dalle sue linee controcorrente. Oggi, l'inglese dallo sguardo stralunato affronta il 2008 con una lunga serie di modifiche che la rendono più curata e attenta alle esigenze di guidatore e passeggero.

CUBANA D'OLTREMANICA Una cosa è chiara, in Triumph sanno per certo di aver centrato l'obbiettivo quando - era il 1997 - la Speed Triple ha sfoggiato il primo paio d'occhi strabuzzati. Da quel momento la nuda inglese è, infatti, diventata una delle moto più riconoscibili e desiderate del suo segmento. Dietro, nel senso del posteriore della moto, le cose sono andate diversamente, con una serie di modifiche e ripensamenti che si sono succeduti negli anni, fino alla versione che conosciamo, quella del 2005, caratterizzata da una coda alta e compatta, seducente come il sedere di certe bellezze del centro-america...


FA I NUMERI
Le vendite hanno dato ragione alle scelte fatte tre anni fa ela Speed in edizione 1.050 cc ha ottenuto dal momento della commercializzazione risultati importanti su molti mercati, con quello italiano in testa. Si comprende quindi perché le novità introdotte sull'ultima serie non ne stravolgano i concetti di base - quelli che hanno decretato il successo della Speed fino ad oggi - ma siano stati fatti nell'ottica di un continuo affinamento di un prodotto che ha ancora molto da dire nel suo segmento.

MI PIACI COSÌ Tra l'altro, sono stati proprio i clienti della Speed venduta fino allo scorso anno a sollevare poche critiche precise ad una moto che, stando ai dati ufficiali Triumph, è risultata essere molto soddisfacente o addirittura totalmente soddisfacente per oltre il 98% di clienti a cui è stato chiesto di dare un giudizio alla moto, in una ricerca fatta dalla Casa inglese. Da questa indagine, perciò, è emerso che a non convincere pienamente sul precedente modello erano soltanto il comfort e lo spazio per il passeggero e la risposta del freno anteriore.

AI RIPARI Detto, fatto, i tecnici Triumph si sono dedicati a migliorare queste parti della moto. Il posteriore è stato allungato e completamente ridisegnato, ma nel complesso mantiene un'estetica molto simile alla Speed precedente. L'impianto frenante, invece, sfrutta una nuova componentistica per offrire una risposta diversa e far scordare le incertezze di quello montato sulla moto 2005. È bene sottolineare, poi, che tutte le modifiche introdotte nella Speed '08 sono state sviluppate da un'azienda italiana - la Marabese Design - a conferma di quanto il marchio inglese sia legato e debba una parte importante del suo successo odierno al nostro paese.

STRETCHING E BELLETTO Sono diversi il telaio che sorregge la coda e il vano per la batteria. Cambiano anche i fianchetti, le plastiche e la forma dellasella, che non è solo più lunga di un paio di centimetri a favore del comfort in coppia, ma è anche diversamente conformata per offrire più libertà d'azione al pilota e più stabilità al passeggero. Il secondo può inoltre contare su pedane poggiapiedi riposizionate, mentre dal punto di vista estetico cambiano anche la forma dei fondelli dei silenziatori, dei pannelli paracalore e il disegno del portatarga. Infine, il faro posteriore ora è quello della Daytona 675, però con il vetro trasparente anziché rosso.


CALIPER NOSTRANI L'impianto frenante anteriore
è ora composto da una nuova coppia di dischi flottanti da 320 mm abbinati a pinze radiali Brembo e pompa radiale Nissin. In questo modo, la frenata della Speed può contare su componenti allo stato dell'arte e degni di una supersportiva, visto che le pinze sono addirittura del tipo a 4 pistoni e 4 pastiglie. Invariato il freno posteriore, invece, già di buon livello sulla moto 2005.

SCARPE NUOVE Piccola evoluzione anche per quanto riguarda ruote e gomme della nuda inglese. Adesso la Speed monta nuovi cerchi in lega a 7 razze, per i quali la Casa dichiara un risparmio di peso sull'anteriore del 5%, a vantaggio della maneggevolezza. Sempre nell'ottica di incrementare le doti stradali della moto, inoltre, cambiano i pneumatici di primo equipaggiamento: Dunlop Qualifier o, in alternativa, Metzeler Sportec M3, a sostituire le meno recenti Michelin Pilot Sport montate fino allo scorso anno. Invariate le misure di 120/70 e 180/55, rispettivamente sull'anteriore e sul posteriore.

TOCCO DELICATO Il resto della moto ha subito tanti altri piccoli interventi, volti ad aumentare la percezione di qualità del mezzo e renderlo ancora più appetibile. Cambiano il manubrio - un Magura a sezione variabile appositamente prodotto per la Speed - e la finitura dei riser che lo sostengono, anche se la posizione di guida rimane invariata. Cambia l'anodizzazione dei foderi della forcella, che ora è nera, e sono nuovi i fianchetti copriradiatore e la parte concava dei fari anteriori (che ora rimangono sempre entrambi accesi). Infine, è stato rivisto l'andamento di alcuni cavi elettrici e dei tubi di sfogo del serbatoio per rendere più pulita la zona del motore nelle vicinanze del coperchio frizione, mentre dalla sorellina Street Triple arrivano gli indicatori di direzione a freccia e la scocca del quadro strumenti.


COME VA
Visto il tenore delle modifiche introdotte con il model year 2008, non ci si poteva aspettare differenze sostanziali nel modo in cui la Speed va su strada. D'altro canto, l'evoluzione a livello di ciclistica e di motore avvenuta nel 2005 l'aveva già resa una moto molto efficace e divertente da guidare in tutte le situazioni. La Speed di quest'anno, quindi, non fa che confermare le doti di ammaliatrice della genitrice, con l'aggiunta di aver risolto anche le ultime piccole magagne che ancora esistevano.

FORZA TRE Grande protagonista nel piacere di guida di questa nuda è sicuramente il grosso tre cilindri di 1.050 cc introdotto proprio tre anni fa. Potente (132 cavalli a 9.250 giri) e dotato più che di una schiena, di una gobba da cammello (la coppia massima è di 105 Nm a 7.550 giri), questo propulsore esalta ed intriga grazie ad una trattabilità esemplare a qualunque regime, alla capacità di tirare qualsiasi rapporto con la forza di un rimorchiatore e per il "sound" che emette la coppia di scarichi abbarbicati sotto al codino.


MEDIO BASSI
Il massimo da questo motore si ottiene snocciolando velocemente tutti i rapporti per poi utilizzarlo quasi come se fosse monomarcia, non preoccupandosi più del cambio e concentrandosi solo sulla guida. Questo è possibile perché il "tre in linea" inglese è capace di scendere a 2.000 giri in sesta e di riprendere poi velocemente solo spalancando il gas, senza fare una piega e con una bella progressione fino a oltre 8.000 giri. Al di là di questo limite, invece, la scalata del contagiri rallenta leggermente, sebbene nelle marce inferiori si arrivi senza problemi - ma anche senza profitto particolare - al limitatore posto a 10.500 giri.

FIATO ALLE TROMBE Se, però, siete tra coloro i quali amano avere una risposta cattiva anche ai regimi elevati, la soluzione in casa Triumph c'è, anche se non è omologata su strada. Continua, infatti, l'accordo tra il costruttore inglese e l'italiana Arrow, per la fornitura di scarichi after market specifici per le moto di Hinckley. Per la Speed sono previsti una coppia di terminali slip-on omologati e un silenziatore singolo racing che elimina il catalizzatore e che abbiamo potuto provare in occasione del test sulla strade dell'isola di Lanzarote.


BOATO ADDIO
Chi conosceva il tipo di musica che sprigionava il "triple" dotato di scarico libero, potrebbe però storcere il naso sentendo le note leggermente più acute scelte per l'accordatura di questo terminale Arrow. In realtà, siamo di fronte ad un prodotto davvero di alta qualità, capace di dare un sensibile vantaggio agli alti regimi e di rendere la curva d'erogazione del motore ancora più lineare e aggressiva. Certo, se della Speed amavate i rabbiosi brontolii e gli scoppi in rilascio, forse rimpiangerete altre realizzazioni, ma in termini di efficacia questo componente "ufficiale" fa davvero bene il suo lavoro, senza contare che il risparmio di peso rispetto all'impianto di serie si aggira intorno al 60%!

LAVORO DI FINO Ad ogni modo, i piccoli affinamenti al motore, introdotti grazie ad una centralina elettronica evoluta, si notano dal fatto che ora la Speed è molto più rapida ad andare in moto una volta premuto il tasto d'accensione. Un'altra modifica di un certo peso riguarda gli ingranaggi del cambio, lavorati diversamente per rendere più fluidi i passaggi di marcia e, anche in questo caso, i vantaggi sono verificabili su strada, anche se rimane una certa tendenza all'indurimento se si cambia con il motore nelle vicinanze del limitatore.


TELAIO IL SOLITO NOTO
Tutta la parte ciclistica - ruote e freni a parte, come detto - è identica alla moto 2005, quindi non cambiano le misure caratteristiche né il peso dichiarato di 189 chili a secco. E, anche alla guida, le sensazioni che la "nuova" Speed rimanda sono quelle conosciute: buona reattività ai comandi del pilota, stabilità in velocità, ma anche una certa rigidità di base delle sospensioni. La gommatura più moderna - tutte le moto del test erano calzate Dunlop - hanno portato ad una maggiore precisione direzionale e ad una più accentuata solidità e neutralità di sterzo in piega, ma sostanzialmente la moto si guida come la precedente.

STACCATE CONTROLLATE Quello che è cambiato sensibilmente è la risposta al comando del freno anteriore. Ora c'è una maggiore modulabilità e si capisce meglio cosa sta succedendo tra dischi e pastiglie anche se, dovendo limitare l'aggressività di un impianto così sportivo, queste ultime hanno un attacco un po' legnoso con il risultato che la risposta alla leva non è ancora pastosa come si potrebbe desiderare. Il passo avanti nei confronti dell'impianto precedente comunque c'è stato, e per fortuna di pastiglie dal diverso mordente ne esiste una infinità.


TURISTA PER CASO
Forse perché Lanzarote è una meta ambita per i viaggiatori d'oltremanica, sta di fatto che la Speed Triple si è trovata davvero a suo agio sulle veloci e raccordate curve di quest'isola spagnola. Merito sicuramente della sua ciclistica equilibrata, ma anche di un assetto tendente al rigido. Più della forcella, è il mono posteriore a rimandare i colpi più secchi, al punto da far apprezzare il vantaggio in termini di comfort delle moto della presentazione dotate di sella al gel opzionale. C'è da dire, però, che dopo una giornata intera in moto e oltre 200 chilometri percorsi di buona lena, nessuno dei presenti era poi così stanco, segno che la Speed rimane una delle naked sportive più sfruttabili del segmento.

PREZZO BLOCCATO Nel complesso, quindi, la Speed 2008 ha messo riparo alle piccole lacune della moto che va a sostituire e si conferma un mezzo centrato sotto il profilo stilistico e prestazionale. Per lei, come sempre, la Casa ha già pensato ad una serie di nuovi accessori per personalizzarla, tra cui il classico cupolino, il puntale aerodinamico, la citata sella al gel, il copri sellino posteriore o i suggestivi quanto scomodi specchietti da montare alle estremità del manubrio. Tre sono poi le colorazioni disponibili al momento: i conosciuti bianco perlato e nero metallizzato, più un nuovo arancio acido che farà subito moda. Un'ultima bella notizia arriva infine dal listino: la Speed Triple 2008 se ne frega dell'inflazione e costa esattamente come nel 2005, 11.500 euro chiavi in mano.



TAGS: prova triumph speed triple '08

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