Autore:
Stefano Cordara

DUALSPORT Le chiamano Dual e sono quelle enduro di grossa cilindrata che pur non rinunciando a una certa specializzazione off road sono anche adatte a un utilizzo più "normale" su asfalto. Di fatto sono le eredi delle grosse enduro 600 che spopolavano negli anni 80 quelle Honda XL, Suzuki DR, Kawasaki KLR, e Yamaha XT (che è sopravvissuta ed è ancora in listino), che una volta piacevano molto perché erano semplici leggere e perché no, facevano anche sognare l’avventura.

AMARCORD Chi scrive, con una di quelle moto ha percorso circa 64.000 km in lungo e largo per l’Italia prima che i soliti ignoti gliela rubassero nel parcheggio del Politecnico di Milano. Insomma io alla grossa enduro monocilindrica sono piuttosto affezionato. Ecco perché ho organizzato con piacere assieme al collega (Più amico che collega) Marco Selvetti di MotoTV questo confronto. Un po' mi ricordano quando in estate partivo per le vacanze, caricavo la moto viaggiavo in autostrada e poi, una volta scaricata la moto, partivo a esplorare tutte le strade sterrate dei dintorni. Ecco, queste moto consentono di fare proprio questo e, in fuoristrada, anche qualcosa di più.

MADE IN EUROPE Le protagoniste portano sul serbatoio marchi prestigiosi. Europei fino al midollo con il fuoristrada ci campano e per loro il mono 4 tempi è quasi una religione. A parte qualche rarissima eccezione, KTM e Husqvarna sono le uniche Case che hanno continuato a evolvere i mono di grossa cilindrata giungendo, come tutti sappiamo, a risultati notevoli dal punto di vista delle prestazioni.

MONO AVANZATISSIMI In particolare KTM, che con l’ultimo LC4 da 654 cc è riuscita a creare un monocilindrico che tutti vorrebbero avere in gamma. Per lui tecnologia sopraffina, ride by wire, multimappature e ben 63 cavalli di potenza. Husqvarna segue a ruota, il suo mono 600 (prima era 570) è stato aggiornato di recente (per entrambe il numero sulle fiancatine non corrisponde alla cilindrata reale ma è un numero fittizio) e arriva a 57 cv dichiarati ufficialmente.

PARLIAMO DI PREZZI Confronto quasi pari, quindi, anche perché le due moto sono non sono così distanti quando si va a guardare il listino: 7.290 € per la Husqvarna TE, 8.500 € per la KTM che prima era la punta di diamante delle enduro 690 e per il 2011 è rimasta l'unica in listino riposizionata con un prezzo più basso che in passato. Non è che siano proprio regalate, ma è anche vero (e la regola vale per entrambe) che le dotazioni sono eccellenti e la componentistica di primo livello. Basti pensare alle sospensioni (WP, Marzocchi) o ai freni Brembo per entrambe.

ANIMA OFF ROAD Insomma, per le Case che le costruiscono, queste sono moto “stradali” ma l’anima off road è rimasta intatta. Non entriamo nel dettaglio tecnico che, se volete, potete approfondire nelle rispettive prove singole (le trovate correlate), ma in questo caso ci interessa vedere come KTM e Husqvarna hanno affrontato il tema Dual.

EVOLUZIONE H La Husqvarna TE 630 è una corposa evoluzione della prima TE 610, ma se con quella moto la Factory di Cassinetta di Biandronno aveva sposato una sportività senza troppi compromessi che la rendeva non così piacevole da utilizzare nel day by day, con la 630 ha invece cercato una maggiore fruibilità. La Husky offre, infatti, un approccio facile e intuitivo anche al principiante; la moto è relativamente leggera (151 kg), la sella è stretta ma morbida, la posizione non così aggressiva e le sospensioni tarate morbidamente.

CAVALLI DOLCI Anche il motore è molto a punto, gira tondo è più silenzioso e meno vibrante del vecchio 610, i suoi 57 cv (che a sensazione sono un po’ meno) sono molto morbidi e la risposta al gas non è così perentoria, le enduro racing in questo caso appaiono lontane perché questo mono non è mai aggressivo e va fatto un po’ “girare” per dare il meglio soprattutto se il percorso si fa scabroso magari con qualche salitone. Insomma, salire sull’Husqvarna non è un problema per nessuno, la 600 bianco rossa sembra perdonare molto anche al neofita.

READY TO RACE La KTM appare subito fatta di altra pasta, il suo mono ha un che di fenomenale per come eroga la potenza: c’è elasticità, tanta, che ti fa usare poco il cambio se vuoi andare a spasso, ma ci sono anche allungo e spinta in alto quasi da moto racing. Inoltre, con le varie mappature (4 di cui una specifica per benzine a basso numero di ottano) ci si può cucire la moto addosso adattando l'erogazione a ogni condizione e a ogni tipo di fondo stradale. Volendo, la K corre a più di 180 all’ora indicati, ma poi è capace di arrampicarsi ovunque, frenata di fatto solo dall’abilità del pilota e da un raggio di sterzata davvero troppo limitato per una off road che rende difficili le manovre nello “stretto”, problema peraltro condiviso con la Husqvarna che quanto a raggio di sterzata fa meglio della “K” ma mica di molto.

COMFORT La sella dura come una panchina poi non aiuta il comfort e inoltre è anche più alta di quella dell’Husqvarna (l'altezza nominale è la stessa: 910 mm, ma le sospensioni della Husky cedono di più) che però è più stretta e offre una superficie d’appoggio minore, alla lunga quindi la situazione comfort è quasi di pareggio anche perché il motore KTM vibra un po’ meno e il 654 austriaco su asfalto sembra soffrire meno gli allunghi, anche in virtù della cilindrata maggiore.

SUL DURO MEGLIO K Man mano che ci si va a “impegolare” sui percorsi off road però le differenze tra le due moto si amplificano, la KTM 690 Enduro R all’inizio appare rigida e un po’ difficile, sembra richiedere un pilota più esperto per dare il meglio. In realtà fatta la mano si dimostra una sportiva purosangue con sospensioni di grande qualità che lavorano al meglio anche quando ci si cimenta nell’enduro sportivo. Per questo motivo, nonostante i 138 kg (pochissimi per una stradale molti per una enduro “pro”) è in grado di reggere anche ritmi più da off road professionale che da Dual, il limite come già detto arriva dallo sterzo e anche, in parte, dal serbatoio sotto la sella che aumenta l’inerzia del posteriore e non aiuta a gestire le derapate.

FACILE E COMODA La Husqvarna parte quasi in vantaggio dando maggiore confidenza all’inizio, il motore è morbido le sospensioni pure andando a ritmo turistico tutto è più facile, ma quando si inizia ad alzare il ritmo la TE 630 mostra qualche limite in più rispetto alla rivale austriaca perché la posizione di guida appare più “turistica” (più seduta, meno aggressiva), e le sospensioni hanno un assetto fin troppo cedevole, in poche parole ha una impostazione meno sportiva.

A OGNUNO LA SUA In soldoni se con la KTM praticamente nulla è precluso, basta avere il manico, con la Husqvarna l’offroad va interpretato come un enduro di tipo turistico. Detto questo, durante la nostra prova la TE 630 è arrivata ovunque arrivava la K senza avere troppi problemi, ma la sensazione era che la 690 Enduro R avesse sempre “una marcia in più”. Certo la cifra richiesta per la “orange” non è trascurabile e 1.200 € in più in tasca fanno sempre comodo di questi tempi, per cui se vi interessano queste moto cercate di scegliere quella più adatta a voi: più tranquilla e “morbida” la Husky, più prestante e sportiva la KTM.

SCHEDA TECNICA HUSQVARNA TE 630

SCHEDA TECNICA KTM 690 ENDURO R


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