Autore:
Lorenzo Centenari

DOCCIA GELATA Gli entusiasti si mettano il cuore in pace: l'auto a guida autonoma è un oggetto del futuro, ma di quello anteriore. Almeno, l'auto a guida autonoma in senso stretto, quella che farà a meno persino di volante e pedaliera. A raffreddare l'attesa è il Commissario ai Trasporti dell'Unione Europea Violeta Bulc: intervenuta al londinese Future of the Car Summit, meeting organizzato dal Financial Times, la Bulc ha affermato come "in Europa la guida 100% autonoma non conoscerà la diffusione di massa prima del 2045". Ci arriveremo, è il messaggio, ma attraverso tappe intermedie.

UN PASSO ALLA VOLTA L'Ue ha individuato come primo step il 2030: per quella scadenza, sulle strade e le autostrade europee il traffico sarà generato da un mix di auto tradizionali e veicoli "automatizzati". Modelli cioè accreditati di un alto livello di assistenza alla guida, ma pur sempre affidati al controllo dell'essere umano. Una decade più tardi, forse più, ecco che il momento sarà propizio per smontare dalle auto volante e pedali. Gli esperimenti che già vengono svolti all'interno di campus universitari e altre superfici esterne alla mobilità ordinaria si trasformeranno nella quotidianità. Di sicuro. Tra 27 anni.

MAI COME NEGLI USA A rimandare fino agli anni Quaranta del XXI secolo l'avvento definitivo del principio di full autonomous driving, il nodo della sicurezza. L'Ue ha intenzione di impedire come gli incidenti provocati negli Stati Uniti da prototipi di robotaxi si ripetano anche in Europa: "Siamo contrari a gettare in pasto alla società nuove tecnologie per vedere l'effetto che fanno - sostiene la Bulc -, al momento le self-driving cars sono ancora disarmate verso numerose situazioni di mobilità. Penso alla sicurezza dei bambini, degli anziani e dei disabili. La guida autonoma sarà realtà, ma maturerà da un processo graduale".


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