Autore:
Simone Dellisanti

L'ESSENZA DELLA VELOCITA' Ruote scoperte come la testa del pilota che è in balia della forza G, delle vibrazioni, della velocità e dell’aria sul casco. Questa è la Formula 1, la massima espressione dello sport su quattro ruote. Intorno al pilota c’è il minimo indispensabile, un motore da più di 900 cavalli e una scocca in carbonio ridotta all’essenziale, un vero e proprio concentrato di tecnologia, elettronica e meccanica.   

LA SICUREZZA PRIMA DI TUTTO Dopo l'assurdo incidente capitato a Jules Bianchi a Suzuka, schiantatosi contro una gru a bordo pista, la categoria regina del Motorsport deve necessariamente essere il top anche nella sicurezzaLo chiedono a gran voce i piloti attraverso Alex Wurz, ex pilota di F1 e presidente odierno della GPDA, l’associazione dei piloti che non ha mancato di sottolineare come i piloti abbiano richiesto una importante quanto semplice protezione per la propria testa, che rimane l'ultima parte non protetta dal carbonio della scocca. 

LE TRE PROPOSTE Ecco arrivare puntuale la risposta della Federazione, il Consiglio FIA, che propone alcuni scudi e nuovi cupolini che dovrebbero essere in grado di eliminare la possibilità che una ruota o un detrito colpisca la testa del pilota. 

LA PRIMA. IL CUPOLINO HALO La proposta al momento più considerata delle tre, quella che potrebbe essere adottata dalle Formula 1 2017, è il cupolino HALO, già testato in pista da Vettel e Raikkonen per la Ferrari. Sostanzialmente è una barra in carbonio agganciata su tre punti, un mini rollbar tutto intorno al casco del pilota. Oltre alla necessaria protezione, il cupolino HALO fornisce una buona visibilità al pilota e la possibilità di essere sganciato facilmente nel caso di incidente. 

LA SECONDA PROPOSTA Il progetto alternativo prevede tre barre di metallo che coprono completamente il pilota, agganciate vicino alle sue spalle per arrivare a coprire l'inizio del muso della vettura. Questa proposta sembrerebbe davvero valida per allontanare anche i detriti più piccoli (come quello che colpì il casco di Massa nel 2009 a Budapest e che gli causò un grave incidente conclusosi contro le barriere a 190km/h) ma, d'altro canto, non permetterebbe una facile uscita dall'abitacolo in caso di incidente, senza contare che anche la visibilità risulterebbe disturbata dalle barre. 

LA TERZA PROPOSTA L'ultima idea sfrutta più la protezione aerodinamica che quella meccanica, con piccole ali curve poste di fronte al pilota, utili per proteggerlo frontalmente dai detriti ma inutili per avere una protezione dall'alto. Questa proposta ha dalla sua il fatto che non disturba in modo eccessivo la vista del pilota e non intralcia eventuali operazioni di soccorso. 

DAVVERO IL TOP Alcuni appassionati storceranno il naso di fronte a queste modifiche che cambieranno l'aspetto delle monoposto di Formula 1 nel 2017 ma la sicurezza non deve essere messa in secondo piano rispetto al divertimento e alla tradizione. Perché se vogliamo ancora considerare la F1 come la massima categoria, allora deve essere veramente il top in tutto, anche nella sicurezza per i piloti, un dettaglio che non si può tralasciare.


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