Autore:
Luca Pezzoni

DUE SENZA TRE La regola non scritta vuole che le tre volumi di medie dimensioni non siano apprezzate sui mercati evoluti del Vecchio Continente. Con forse una sola eccezione: le penultime Subaru da sparo, quelle imparentate con le indimenticabili gesta di Colin McRae, bruttine, esagerate e alettonate a dismisura. Ecco perché l'operazione della casa delle Pleiadi, che per l'ultima generazione della Impreza ha puntato sulla due volumi, non ha incontrato il successo sperato. Ma negli States, dove esiste la versione sedan della nuova compatta, bastano un alettone e una sigla magica, oltre ai passaruota anabolizzati, per scatenare sopiti ricordi. Fatti di prove speciali, sterrati trazione integrale e cerchi BBS. Ovvero tutti gli ingredienti che hanno creato un grande classico a cavallo tra vecchio e nuovo secolo.

BASE DI PARTENZA Base di partenza rimane quindi la Impreza conosciuta anche ai nostri occhi. Solo che qui il terzo volume funziona da base di appoggio per l'immancabile alettone, grande quanto una mensola, che ne copre l'intera lunghezza e larghezza. Non che improvvisamente l'Impreza diventi piacente. Bella non è mai stata in nessuna delle sue reincarnazioni. Eppure come per miracolo le proporzioni anche della discussa ultima serie sembrano guadagnarne, con i passaruota allargati, gli occhi di tipico taglio orientale schiacciati, la boccaccia anteriore riecheggiata dal periscopio sul cofano e i quattro scarichi posteriori a dare personalità alla parte bassa del posteriore. Tutto acquista un senso e a breve i clienti americani potranno scegliere la Impreza WRX in entrambi i formati, con il portellone, comodo comodo, o con il terzo volume e l'alettone extralarge.

TUTTO A POSTO Tutto coerente con la tradizione WRX, la versione più muscolare della Impreza, pensata dagli ingegneri jap nel 1992 e cresciuta in fama, potenza ed evoluzione tecnica quasi ogni anno. Gli ingredienti meccanici e tecnici sono quelli conosciuti, introdotti dal rinnovamento datato 2008. Il turbo da 2,5 litri boxer abbassa il baricentro e i 305 cavalli erogati a 6000 giri e la coppia di 501 Nm vengono trasferiti alle quattro ruote motrici nel modo migliore grazie al brevetto Subaru AWD - Assymmetrical Drive.

BLU CLASSICO I cerchi sono da 18 pollici e alleggeriti di 8 kg ciascuno per ridurre le masse non sospese, ma in optional ci sono gli amati e iconici BBS che limano altri 2 kg a cerchio. Volendo si può avere il classico blu che viene naturale associare alla serie, per l'occasione rivisitato e reso più profondo nella cromia. Nessuna novità di rilevo alla voce propulsore e potenza, mentre sotto lo scheletro i cambiamenti sono molti.

IN MEDIO L'intero set up alla voce assetto e sospensioni è modificato, con nuovi bracci in alluminio all'anteriore, nuove tarature per gli ammortizzatori, le barre antirollio e un'altezza da terra ridotta di 5 millimetri. Stesso discorso al posteriore, con nuovi sottotelai e nuove tarature di molle e ammortizzatori. Tutte le modifiche sono state orientate a migliorare la risposta dello sterzo e rendere più rigida e fedele alle indicazioni del pilota la Scooby. E proprio lo sterzo vago, stando ai rilievi mossi dalla stampa specializzata, è stato uno dei pochi difetti ascrivibili alle Impreza contemporanea. Le carreggiate sono state allargate per l'occasione di 35 millimetri davanti e 40 dietro.

GTI POSTMODERNA? Altre novità sono le classiche dotazioni tecnologiche delle auto contemporanee, dal Bluetooth alle prese USB passando per nuove colorazioni dell'illuminazione degli strumenti di bordo. Dettagli comodosi e più consoni ad una GT che ad una sportiva nuda e cruda, perché una WRX Sti non si acquista per ascoltare l'hit parade o telefonate di lavoro mentre si viaggia, ma per ciò che ha rappresentato nella storia delle competizioni e per regalarsi un giocattolone omologato. Perché, agli occhi di appassionati e non, è una delle poche auto in grado di esibire senza vergogna alettone e trucco oltraggiosi.

BASTA POCO E allora non rimane che sperare che anche dalle nostre parti ne arrivi qualcuna in versione sedan, magari in edizione limitata, perché a volte basta un baule piccolo e sgraziato per rinsaldare il link con un passato glorioso. Una lezione per chi pensa che il marketing e le analisi di mercato possano guidare sempre sicure ed infallibili l'evoluzione. Può valere per le auto normali non per quelle che hanno fatto battere il cuore e rimangono, a loro modo, prigioniere della formula di successo.

 


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