Autore:
Emanuele Colombo

COLPO DI FULMINE Andarci in giro deve essere l'esperienza più simile ad accompagnare sul red carpet una diva di Hollywood: la Lexus RC 300h è di una bellezza travolgente e ovunque la parcheggi la gente si ferma ad ammirarla e a commentarla. Cesellature preziose caratterizzano la silhouette e i gruppi ottici anteriori sembrano il frutto degli sforzi congiunti di un designer e di un gioielliere. Il colpo d'occhio sugli interni è altrettanto magnifico: ben dosato mix di sportività, eleganza e pragmatico minimalismo giapponese, con raffinatezze come il touchpad sul tunnel per comandare l'infotainment che, personalmente, trovo comodissimo da usare.

FAVORISCA I DOCUMENTI È l'altra faccia dell'ibrido Toyota: Lexus RC 300h è una coupé da sogno con la nota tecnologia bimotore sotto al cofano. L'unità a benzina è un 4 cilindri da 2,5 litri a ciclo Atkinson, per il quale la Casa dichiara un'efficienza termodinamica del 38,5 per cento: preludio a consumi contenutissimi. A essa è collegato il motore elettrico, tramite l'esclusiva trasmissione epicicloidale a controllo elettronico Toyota, per una potenza “di sistema” di 223 cavalli. La trazione? Posteriore, come si conviene alle sportive premium.

PRONTI, VIA! Avvio l'auto per un primo giretto in città e la silenziosità del motore, che nel traffico viaggia spesso a batterie, mi permette di apprezzare l'impianto audio. Sulle frequenze delle radio digitale DAB, è impeccabile grazie all'impianto Mark Levinson a 17 altoparlanti della versione in prova e anche passando alle frequenze FM di Virgin Radio la qualità rimane ottima.

PIACERE TATTILE Poche centinaia di metri bastano per apprezzare la messa a punto dello sterzo: perfetto per peso, omogeneità, scorrevolezza e naturalezza del feeling. E pure tutti gli altri comandi di bordo trasmettono una consistenza da prodotto di grande qualità. Nel traffico la marcia è fluida e assolutamente silenziosa, per una qualità della vita a bordo da riferimento, ma quanto consuma veramente questa coupé ibrida? Lo scopro l'indomani.

QUANTO BEVE DAVVERO La mattina seguente, immediatamente prima di cominciare il mio casa-ufficio da San Donato Milanese all'Arena di Milano, azzero il computer di bordo e scelgo la modalità di guida Eco, che sfrutta la trasmissione ibrida nel modo più “risparmioso”. Accetto un acceleratore assai poco sensibile e partenze al semaforo letargiche, registrando ottimi valori nei primi minuti di marcia, quando a un breve tratto di tangenziale seguono alcuni chilometri nel traffico con le batterie cariche. A metà tragitto però, complici strade congestionatissime, le batterie mostrano la corda e il motore a benzina comincia a intervenire più spesso. Alla fine il computer di bordo misura 11,4 chilometri litro, pari a quasi 8,8 litri per cento chilometri.

LA PROVA WEEKEND Inizia il week end e non vedo l'ora di provare la Lexus nella classica gita fuori porta. I sedili posteriori sono striminziti e con mia figlia di 6 anni seduta dietro, mia moglie deve rimanere piuttosto vicino alla plancia. Il comfort, tuttavia, è eccellente. Anche a velocità autostradali la Lexus è silenziosa: motore e trasmissione non si sentono; il fruscio del vento è appena avvertibile e solo un minimo rotolamento dei pneumatici raggiunge l'abitacolo.

LA GUIDA NEL MISTO Raggiungo Piacenza a 130 km/h costanti, registrando una percorrenza di 14,6 km/l (6,8 litri di benzina ogni 100 chilometri), poi risalgo la Valtrebbia fino a Bobbio per la festa del tartufo. I sorpassi sulla statale, dove consentito, risultano facili: tanto in modalità di guida Eco quanto impostando i settaggi più sportivi. La grinta del motore, però, non è quella che mi aspetto da una coupé di questo livello.

SEQUENZIALE PER FINTA Provo anche la modalità sequenziale del cambio, che si tratta giocoforza di una simulazione, visto che la trasmissione epicicloidale del gruppo Toyota non ha rapporti ben definiti, ma piuttosto un funzionamento non lontano a quello di un variatore. E infatti questa modalità di utilizzo non mi convince: sa di finto, con l'effetto scooter che si ripropone immancabilmente ogni volta che insisto sul pedale dell'acceleratore. L'unico vantaggio della modalità sequenziale è che mi fornisce un po' più di freno motore in inserimento di curva, ma alla fine preferisco far lavorare il cambio in automatico e sfruttarne l'eccezionale scorrevolezza a centro curva.

LA PROVA DEL NOVE Per rientrare affronto il passo del Penice, così da mettere davvero alla frusta la Lexus, e nel misto stretto ne emerge un ritratto tra luci e ombre. Sterzo, telaio e assetto sono spettacolari, nella loro capacità di adattarsi a un fondo a tratti molto ondulato. Perfetto anche il feeling con il pedale del freno, che non fa mai avvertire sensazioni strane dovute alla frenata rigenerativa.

LUCI E OMBRE Se dovessi fermarmi alle loro doti, il piacere di guida sarebbe da lode. Il motore, però, si conferma meno grintoso del necessario e il controllo elettronico della trasmissione, nella guida sportiva, introduce un ritardo di risposta al pedale dell'acceleratore che mi costringe ad anticipare ogni manovra come sui motori turbo di qualche anno fa.

CHI DISPREZZA COMPRA Va detto, però, che tra divieti e traffico la guida sportiva non fa più parte del mio quotidiano e le indubbie qualità della Lexus le permettono di svettare nel 99 per cento delle situazioni. Tornando a casa in autostrada ci penso e ci ripenso: alla fine, della Lexus mi sono innamorato e se potessi cambiare l'auto oggi stesso sarebbe quasi certamente lei la mia scelta. A maggior ragione quando, il lunedí mattina, realizzo che il suo motore ibrido mi permette di attraversare l'Area C di Milano senza pagare dazio, e di accorciare il casa-ufficio di una decina di minuti...

 

SCHEDA TECNICA

Motore: 2.494 cc, 4 cilindri, benzina ciclo Atkinson + elettrico; potenza 223 CV

Prestazioni: 190 km/h; da 0 a 100 km/h in 8,6 secondi

Dimensioni: 4,70 x 1,84 x 1,40 m; 4 posti; bagagliaio 336 litri

Prezzo: 49.950 euro


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