Donald Trump concede 90 giorni a Huawei per l'acquisto di software made in USA, garantita la sopravvivanza della rete USA 5G
ANCORA UN PÓ DI TEMPODopo il drammatico annuncio di Google di ieri riguardo alla fornitura di Android, in casa Huawei si tira un sospiro di sollievo. Il Dipartimento del Commercio statunitense ha infatti concesso una proroga di 90 giorni al colosso delle telecomunicazioni cinese, che consente al produttore di Shenzhen di continuare ad acquistare prodotti e servizi software a stelle e strisce, per garantire la sopravvivenza delle reti già esistenti senza compromettere il funzionamento dei servizi critici amministrati da Huawei in territorio statunitense.
LA DEADLINEIl termine è fissato per il 19 agosto, oltre quella data il Dipartimento del Commercio si riserva il diritto di congelare o estendere ulteriormente le sanzioni contro il secondo produttore di smartphone dopo Samsung. Secondo il Segretario al commercio USA, Wilbur Ross: “(la proroga) concede agli operatori il tempo di fare altri accordi e lo spazio al Dipartimento per determinare le misure appropriate a lungo termine per gli americani e i fornitori di telecomunicazioni stranieri che attualmente si affidano alle apparecchiature Huawei”. Il comunicato di oggi non aggiunge nulla a quanto detto in precedenza riguardo ad Android sugli smartphone del costruttore cinese e sull'uso di Android Auto.
5G A RISCHIO?Le scelte del Governo USA hanno avuto nelle ultime ore una risonanza notevole, viste le scelte di produttori software e micoprocessori come Google, Intel e Qualcomm di allinearsi alle direttive imposte dall’amministrazione Trump. Le scelte di Washington non spaventano il patron di Huawei Ren Zhengfei, che esclude un rallentamento dello sviluppo della tecnologia 5G sul suolo americano, smentendo contraccolpi sulla tenuta dei conti del marchio cinese. Zhengfei ha sottolineato che la politica commerciale di Trump sottovaluta le potenzialità di Huawei. Inoltre stando alle parole del fondatore e amministratore delegato, l’azienda era pronta da tempo ad affrontare una situazione di tale incertezza.
Laurea magistrale in Politiche Europee e Internazionali, Dario unisce l’amore per la scrittura e l’interesse per la politica a una forte passione per le automobili, con un occhio di riguardo per tutto ciò che va a batteria. È il più alto della compagnia, ma le hatchback assettate non gli vanno comunque strette. Una carriera nel giornalismo tutta davanti, eppure una visione già sorprendentemente chiara del mondo a quattro ruote, in chiave sia tecnica sia sociologica. Una risorsa preziosa e polivalente: quando sei sommerso di lavoro, è Dario a toglierti le castagne dal fuoco.


