Autore:
Emanuele Colombo

LASCIA FARE A ME Toyota ne parla come di un “angelo custode”, un sistema che prende i comandi dell'auto quando rischi l'incidente: è l'estrema evoluzione dei vari sistemi di sicurezza attuali come pre-crash, frenata automatica e controllo di stabilità, e un possibile anello di congiunzione tra le auto tradizionali e quelle a guida autonoma.

SIMULAZIONI IN CORSO Il colosso giapponese ci sta lavorando nel suo fantascientifico simulatore, nascosto alle pendici del monte Fuji, e nel Toyota Research Institute che sta costruendo a Ann Arbor, vicino alla sede dell'Università del Michigan, in cui ha investito un miliardo di dollari lo scorso anno. In Giappone fa di tutto per... far schiantare i propri ricercatori: simula scenari ad alto rischio per analizzare le reazioni dei guidatori quando il computer prende il comando al posto loro. In America studia robotica, intelligenza artificiale e guida automatica, con strutture all'avanguardia che ospiteranno i test su strada della nuova tecnologia.

VERSO LA GUIDA AUTOMATICA È un approccio nuovo al traguardo della guida completamente automatizzata. La maggior parte dei costruttori, tra cui Google e Tesla, sta infatti elaborando sistemi per ridare al guidatore il controllo del veicolo nei casi in cui il computer non sia in grado di risolvere la situazione. Toyota fa l'esatto opposto, con un infaticabile pilota virtuale che monitora senza sosta un guidatore sempre concentrato nella guida.

TEMPI DI REAZIONE Dietro a questa scelta c'è una motivazione forte: recenti studi hanno dimostrato che un guidatore distratto può impiegare anche 8 secondi per recuperare l'attenzione necessaria a riprendere i comandi: decisamente troppi per permettergli di risolvere in sicurezza una situazione d'emergenza.

LOTTA ALL'ULTIMO WATT I computer delle auto a guida autonoma, inoltre, consumano moltissima energia e Toyota sta cercando di risolvere il problema con nuovi sistemi basati su chip "neuromorfici". Di che si tratta? Di processori capaci di lavorare in parallelo e non più uno dopo l'altro (in serie).

DRIVE BY WIRE? Per come Toyota la descrive, la nuova tecnologia implica che le future auto non abbiano più un collegamento meccanico tra il volante e le ruote anteriori, ma sistemi drive-by-wire come quello che Infiniti ha già di serie sulla sua berlina Q50 e sulla coupé Q60.

PER IL BENE DI TUTTI La sfida di anticipare correttamente le intenzioni dei guidatori in carne e ossa è però ardua, tanto che Gill Pratt e James Kuffner, i vertici del centro ricerche Toyota nel Michigan, auspicherebbero la condivisione di tutti i dati raccolti dai vari costruttori, raccolti sia con la simulazione sia con la sperimentaizone reale: perché la sicurezza è un bene pubblico, sottolinea Pratt.


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