SMART MOBILITY Connessa, elettrificata, autonoma, condivisa: ecco i trend secondo cui le auto e la mobilità in generale evolveranno. Se n'è parlato in occasione del BMW Group Technology Workshop. Ecco gli spunti più interessanti, tra problemi attuali e soluzioni per il futuro, visti attraverso i modelli in arrivo: Mini Electric 2019, BMW iX3, BMW iNext e BMW i4 Gran Coupé.

CONNESSA A vent'anni dall'introduzione delle prime tecnologie BMW Connected Drive, la connettività in auto e la possibilità di usare a bordo le stesse app che usiamo nel nostro smartphone sono motivi di scelta sempre più forti per il consumatore. Ed ecco che a Monaco spingono l'acceleratore per fare dell'auto un luogo dove poter godere, senza soluzione di continuità, di tutti gli aspetti connessi della nostra vita. Tramite un sistema cloud, la potenza di calcolo attuale permette già una gamma di servizi che vanno dall'assistenza alla sicurezza, dalla produttività a bordo ai servizi finanziari, passando per la gestione delle flotte e l'intrattenimento.

CONDIVISA GRAZIE ALLE APP Sempre per i servizi di connettività passano le tecnologie di gestione delle varie tipologie di car sharing. Compresa la condivisione dell'auto di proprietà attraverso, per esempio, app che trasformano gli smartphone nei telecomandi dei sistemi keyless: che offrono anche la possibilità di concedere a chi vogliamo l'accesso e l'uso della nostra auto.

VERSO LA GUIDA AUTONOMA Nell'ambito dei servizi si è già fatto tanto e tanto più si farà man mano che le auto diventeranno sempre più autonome,dice Marco di Gregoriodi BMW: il problema è che cosa si inventeranno per intrattenerci mentre ci sposteremo senza dover guidare. Ma questo traguardo, assicura Dirk Wisselmann: “È molto lontano”. Nei prossimi anni vedremo auto sempre più intelligenti, ma non del tutto indipendenti dall'assistenza dell'essere umano: anzi, la loro capacità di agire da sole sarà variabile in funzione del contesto.

APPUNTAMENTO PER IL 2021 Un primo esempio di auto robot di nuova generazione sarà la BMW iNext prevista per il 2021, ma anche quella richiederà, a seconda delle condizioni, l'intervento dell'uomo per uscire da situazioni spinose. Non parliamo di manovre di emergenza: quelle l'auto dovrà saperle compiere da sola, precisa Wisselmann.

QUANDO SERVE L'UOMO Gli scenari dove l'intervento dell'uomo sarà richiesto (e se non disponibile dovrà essere gestito con procedure ad hoc) sono ad esempio l'avvicinarsi a un tratto di strada dalle condizioni meteo particolarmente avverse, “dove un utente esperto userebbe particolare prudenza e uno inesperto potrebbe addirittura rifiutarsi di proseguire”, spiega Wisselmann.

7 SECONDI PER INTERVENIRE Insomma, non dovremo preoccuparci di essere chiamati in causa per risolvere una situazione critica senza preavviso. Da quanto mostrato al BMW Group Technology Workshop, il tempo di intervento previsto è di circa 7 secondi: un tempo che è stato definito come compromesso ideale tra la capacità dei sensori e dell'essere umano.

I SUCCESSI DEGLI ADAS Non di meno l'auto dovrà essere sempre più sicura e guidare talmente bene da ispirare fiducia agli occupanti. Già oggi le statistiche dicono che i sistemi di assistenza alla guida ADAS riescono a prevenire circa il 30% degli incidenti. Per andare oltre, la difficoltà è analizzare quelle situazioni di rischio per cui non esiste documentazione.

LA NUOVA FRONTIERA Non gli incidenti registrati, quindi, per i quali esistono ricostruzioni accurate, ma i quasi incidenti: i disastri solo sfiorati di cui nessuno tiene traccia. Per questo è in corso una sperimentazione virtuale tramite simulazioni condotte al computer, promosse all'interno del programma Pegasus, che ha visto anche la partecipazione del governo tedesco.

LA QUESTIONE LEGALE Gli aspetti delle responsabilità legali legati a incidenti e assicurazioni, che come abbiamo visto in altro articolo (clicca qui per leggerlo) saranno critici per la guida completamente autonoma (quella definita di livello 5) non sono al momento un problema. In pratica le leggi vanno bene così come sono oggi, finché l'essere umano ha ancora la responsabilità di sorvegliare e intervenire, se necessario, e finché eventuali dafaillance dell'automatismo possono essere trattati come normali malfunzionamenti, dice Wisselmann.

ELETTRIFICAZIONE IN CRESCITA Quanto alle motorizzazioni, dice Alessandro Toffanin, ci aspettiamo che nel 2025 dal 15 al 25% delle vendite mondiali di BMW sia rappresentato da auto completamente elettriche e da ibride plug-in: parliamo di circa mezzo milione di veicoli l'anno. Già oggi la casa di Monaco non ha più in gamma ibride che non siano plug-in e per i prossimi anni si prepara a un'elettrificazione sempre più diffusa.

LE ELETTRICHE IN ARRIVO Se infatti le tecnologie maturate con i modelli i3 e i8 sono già state in parte trasferite ai modelli tradizionali della gamma i-performance, nel 2019 verrà svelata la nuova Mini Electric a 3 porte, seguita nel 2020 dal SUV elettrico iX3 con 400 km di autonomia e l'anno successivo dalla già citata iNext, che avrà la capacità di viaggiare per oltre 700 km con ogni ricarica.

TUTTO VERRÀ FATTO IN CASA Ignota, per ora, la data di lancio della BMW i4, una bellissima coupé a 4 porte – sempre elettrica – con oltre 600 km di autonomia. Per andare incontro alle nuove esigenze produttive, BMW lavora alla costruzione di un centro per fabbricare autonomamente la chimica delle batterie: l'unico componente dei powertrain elettrici per cui, finora, si era rivolta a fornitori esterni.

PIATTAFORMA MODULARE E punta a realizzare una piattaforma modulare e adattabile che consenta di costruire su di essa qualunque tipo di veicolo: elettrico, ibrido plug-in o a motore tradizionale. Una strategia che fa capire come la transizione verso le emissioni zero non sarà repentina né tantomeno completa, almeno nel medio periodo, lasciando per lungo tempo spazio ai motori endotermici.

FLOTTE ECOLOGICHE Al BMW Technology Workshop si è parlato anche di eco-compatibilità delle aziende. Da parte sua la filiale italiana della casa di Monaco ha sostituito il 70 per cento della sua flotta con auto elettriche o ibride, provvedendo alla ricarica con pannelli solari e 50 colonnine installate nel parcheggio.

INDUSTRIA GREEN Ancora più interessante, a valle dell'evento, è stata la visita alla Rimadesio di Giussano, azienda leader nella produzione di mobili che da anni ha abbracciato una filosofia green. Oltre a processi di produzione e imballaggio ottimizzati in chiave eco-compatibile, ha installato sul tetto dell'azienda un impianto fotovoltaico da 1,27 MW di potenza e un pacco batterie da 237 kW per immagazzinare l'energia prodotta.

IL CASO RIMADESIO In tal modo Rimadesio riesce a soddisfare il 70 per cento del proprio fabbisogno grazie all'energia solare. L'impianto di accumulo, va detto, basta appena per alimentare la fabbrica per una ventina di minuti e non si è ricorso a batterie più grandi per motivi di costo. Domanda a bruciapelo: ma il fotovoltaico è vantaggioso dal punto di vista economico? Risposta: no, ci dice un portavoce dell'azienda, ma investire nella salute pubblica e nella soddisfazione dei nostri dipendenti è una responsabilità che ci siamo assunti e non torniamo indietro. Chapeau!


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