I PROBLEMI PER LA DIFFUSIONE Ricaricare un'auto elettrica in 6 minuti: è quanto promette la startup inglese Echion Technologies. Una vera rivoluzione visto che, inutile girarci intorno, la diffusione su larga scala dei veicoli elettrici come auto e moto passa attraverso le forche caudine di tre fondamentali elementi: autonomia, rete di distribuzione dell’energia e tempi di ricarica.

ARRIVA LA SOLUZIONE DI TUTTI I MALI? Echion Technologies sembra avere scoperto l’uovo di Colombo, o meglio, il modo di accelerare in modo sorprendente il rifornimento degli EV, completando la ricarica nel tempo necessario per un caffè al bar. Oggi, l’approvvigionamento di una batteria EV richiede da 45 minuti a un'intera notte, a seconda delle sue dimensioni. Ma domani...

La startup inglese promette 6 minuti per caricare le batterie di un'auto elettrica 

TEMPI DI RICARICA QUASI AZZERATI Come anticipato, Echion afferma che la loro scoperta può ridurre l’attesa a circa 6 minuti e l'innovazione necessaria potrebbe essere disponibile già dal 2020. Ma di cosa stiamo parlando? In realtà le notizie che arrivano dal Regno Unito sono ottimistiche in termini di risultati ottenuti, ma non entrano realmente nel dettaglio a livello tecnico.

NIENTE PIÙ GRAFITE Sappiamo per certo la cosa più importante e cioè che durante i suoi studi scientifici, il fondatore di Echion Technologies, dott. De La Verpilliere e il suo team, hanno trovato un elemento chimico che può sostituire la grafite nelle celle agli ioni di litio. Al momento vige il più stretto riserbo su quale sia la sostanza miracolosa e sul suo nome. Insomma, non ci dicono di cosa si tratta, anche per non anticipare troppo i tempi su un elemento ancora in fase di studio e applicazione, ma la promessa è che, come accennato, entrerà in produzione già dal prossimo anno.

TECNOLOGIA DISPONIBILE E FINANZIATA Inoltre, la tecnologia per la costruzione delle nuove batterie esiste già. In seguito ai collaudi positivi sui primi prototipi, la startup Echion Technologies ha ricevuto dei finanziamenti da parte di enti privati d’investimento inglesi, che credono fortemente nel successo di questo progetto. Non resta che attendere novità in arrivo dall’Inghilterra e, certo, sarebbe una rivoluzione tale da contribuire alla diffusione globale dei veicoli a basso impatto o a zero emissioni.


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