Autore:
Emanuele Colombo

LO STUDIO Sembra il racconto di una candid camera: Toyota ha raccolto 87 volontari tra i 18 e i 65 anni di età, li ha fatti salire su un'auto con la scusa di un test sul comfort delle auto a guida autonoma e poi, all'improvviso, ha fatto fare al conducente (in carne e ossa) manovre di emergenza di ogni tipo, dalle schivate alle inchiodate. Lo scopo? Studiare come si muovono i corpi degli occupanti distratti, così da progettare abitacoli sicuri per le auto robot di domani. E il bello è che lo studio – durato un anno – ha concluso che... servono altri studi.

I RISULTATI I risultati completi della ricerca Toyota verranno presentati a ottobre, alla 62° conferenza annuale della Association for the Advancement of Automotive Medicine (www.aaam.org), ma è già chiaro che siamo solo all'inizio dei lavori. Mentre le case automobilistiche studiano da decenni che cosa succede al corpo delle persone quando queste si schiantano con un guidatore attento al volante, la faccenda si complica, e di parecchio, quando chi è a bordo controlla la posta elettronica, guarda la TV o addirittura dorme. Con l'avvento delle auto a guida autonoma, insomma, gli utenti potrebbero aver bisogno di nuove tecnologie per la sicurezza. Il problema è capire quali.

EFFETTI VARIABILI I ricercatori, infatti, non sono riusciti a trovare uniformità nel modo in cui i corpi delle persone hanno reagito durante gli incidenti simulati: alcuni si sono irrigiditi, altri hanno lasciato che fossero le cinture di sicurezza a trattenerli, alcuni hanno oscillato, altri si sono puntellati: "Abbiamo trovato una grande variabilità", ha detto Jason Hallman, a capo del progetto di ricerca. "Tutto ciò che abbiamo è l'ipotesi che la postura potrebbe essere diversa, ma non sappiamo quale: non possiamo creare nuove tecnologie o nuovi design senza sapere esattamente che cosa dovremmo progettare".

C'È PURE IL MAL D'AUTO Nuove ricerche potrebbero aiutare a individuare cambiamenti nelle cinture di sicurezza, negli airbag o nella costruzione dei sedili, per tenere le persone al sicuro nei veicoli autonomi, dice Toyota. "I fornitori hanno proposte su poltroncine dotate di poggiapiedi che possono basculare in varie angolazioni”, ha detto Hallman. Ma non basta: un altro fronte della ricerca riguarderà il mal d'auto, che l'uso di dispositivi elettronici a bordo tende a favorire. Insomma, prima di viaggiare in salotti semoventi lavorando o facendo conversazione c'è ancora molto da fare.


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