Pubblicato il 11/12/2018 ore 10:45

LO STUDIO La proposta shock arriva dalla RAC Foundation, un istituto di ricerca indipendente che analizza le problematiche economiche, di mobilità, di sicurezza e ambientali legate alle strade e ai loro utenti: in uno studio recentissimo, l'esperto Harold Dermott conclude che sarebbe opportuno bandire le auto ibride plugh in (PHEV) dalle colonnine di ricarica pubbliche in UK. Perché?

TROPPO LENTA LA RICARICA DEI PHEV Le colonnine pubbliche dovrebbero essere riservate alle auto 100% elettriche, sostiene Dermott, che argomenta: la maggior parte delle ibride plug-in in vendita oggi possono ricaricarsi a 3,7 kW, ossia ben più lentamente dei Barely Electric Vehicles (BEV), che in gran parte accettano una potenza di ricarica di 50 kW. Ciò significa che un'auto elettrica recupera circa 25 km di autonomia in 5 minuti, mentre un PHEV impiega circa un'ora.

UN DANNO ECONOMICO Risultato: i PHEV rischiano di congestionare le strutture di ricarica a danno dei BEV, facendo collassare i guadagni dei gestori della rete. E se il riferimento al ritorno economico può far storcere il naso a chi vede le auto elettriche e ibride come uno strumento per la tutela dell'ambiente, va ricordato che l'ampliamento delle infrastrutture è tanto oneroso quanto fondamentale per promuovere il settore: dei ricavi, semplicemente, non si può fare a meno per sostenere lo sviluppo della mobilità a emissioni zero.

SERVE MAGGIORE COORDINAMENTO Steve Gooding, direttore di RAC Foundation, puntualizza che se le auto possono ricaricarsi solo lentamente, è uno spreco di denaro installare colonnine sempre più veloci e potenti. La compatibilità tra veicoli e stazioni di ricarica è un fattore chiave. Serve maggiore comunicazione tra le parti, sottolinea Gooding, secondo cui: “La politica, la tecnologia e il mercato stanno quasi cadendo da soli”.


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