L’inverno è arrivato! No, non c’entrano gli estranei di Game of Thrones ma più semplicemente… fa un freddo cane. Se anche voi, come me, non sopportate rimanere imbottigliati nel traffico e i mezzi pubblici vi stanno simpatici come la zia che al pranzo di Natale vi chiede se avete trovato la fidanzata l’unica soluzione è muoversi con moto o scooter sfidando il gelo. Per evitare di ritrovarvi dei ghiaccioli al posto delle dita oggi vi presento i guanti riscaldabili Rev’It! Freedom H20, una valida soluzione per mettere in scacco la stagione fredda.

IMPRESSIONI… A CALDO Partiamo dalle impressioni a caldo che ho avuto dopo averli provati. Dei Rev’It! Freedom H20 apprezzo il look elegante, il nero sta bene su tutto, si sa, e anche il design semplice aiuta a indossarli senza imbarazzo sia su uno scooter, sia su una moto. L’interno è morbido e accogliente, inoltre è facile aggiustarne la calzata grazie al cinturino sul polso e al cordino elastico. Durante l’uso non ho mai avuto la sensazione di avere indosso dei guanti esageratamente imbottiti, quella sensazione quasi da guanto da forno, a tutto vantaggio del confort ma anche del controllo che si ha sui comandi. La tenuta all’acqua è di buon livello ma il punto forte, ovviamente, è il sistema riscaldate su quattro livelli. Il calore viene distribuito equamente su tutta la mano e bastano davvero pochissimi secondi per avvertire già il tepore. L’unica accortezza che richiede è ricordarsi di spegnere le batterie quando si arriva a destinazione per evitare di sprecare energia inutilmente, una quinto click per lo spegnimento del sistema avrebbe reso i guanti ancora più pratici.
COME SONO FATTI Andiamo ad analizzare la composizione dei Freedom H20 perché dietro all’aspetto semplice e pulito si nasconde tanta tecnologia. La stratificazione dei materiali è l’elemento fondamentale secondo Rev’It! per tenere al riparo le mani da freddo e acqua. Ecco allora che l’esterno del guanto è realizzato in tessuto Soft Shell flessibile sul dorso mentre il palmo è realizzato in pelle. Tra il rivestimento estero e la fodera a pelo spesso si posizionano lo strato impermeabilizzante hydratx laminato, quello isolante Exkin Platinum e il sistema Thermotronic. Non mancano poi gli inserti riflettenti per aumentare la visibilità nelle ore notturne, quelli touch per dialogare senza problemi con gli schermi dei nostri smartphone e anche dei pratici tergi visiera. Ovviamente il guanto è fornito delle protezioni necessarie per ottenere l’omologazione come DPI, con il paranocche in materiale viscoelastico e uno slider morbido sul palmo.

RISCALDAMENTO, COME FUNZIONA Focalizziamo l’attenzione sul sistema Thermotronic,il protagonista del Freedom H20. Il sistema è composto da dei filamenti che vengono riscaldati tramite due batterie (una per guanto) da 7,4 V su 4 diversi livelli d’intensità con lo scopo di mantenere le mani alla temperatura ideale di 33 °C. Il livello d’intensità selezionato è facilmente intuibile grazie a led colorati differenti per ogni modalità: nella più potente Boost il colore è rosso, arancione per la Performance, giallo per la Normal e bianco per la Eco. Ovviamente i differenti setting comportano una diversa durata della batteria che va da 130 a 480 min, per ricaricare le batterie sono sufficienti 4-5 ore, nella confezione è presente un comodo cavo sdoppiato con presa USB. Per capire quanto sono cariche, ogni batteria presenta un indicatore, soluzione molto pratica e di immediata consultazione.
TAGLIE E PREZZO Quanto costano i guanti Rev’It! Freeedom H20? La risposta è meno delle manopole riscaldabili offerte da molti costruttori come optional su moto e scooter, 249,99 euro. Le taglie vanno dalla S alla 3XL.
Un talento naturale, nel senso che si è ritrovato a seguire la sezione Moto dopo aver svolto in passato ogni mestiere immaginabile, tranne quello di web editor. Ad aiutarlo, un amore smisurato per tutto ciò che gira attorno alle due ruote, oltre a una contagiosa simpatia e a una professionalità esemplare, che in breve tempo hanno contribuito a fare di Danilo un personaggio amato da colleghi e appassionati. Presto o tardi, il volume della musica che ascolta in cuffia mentre scrive le sue prove ne farà un centauro sordo più di uno scarico privo di Db killer.











