Pubblicato il 08/06/20

SFIDA SOLO VIRTUALE Casey Stoner vs Marc Marquez, è probabilmente il più grande rimpianto degli appassionati della MotoGP. Due dei più forti piloti della storia, soprattutto recente delle due ruote, non si sono mai sfidati in pista. Nel 2012 l'australiano decise di appendere il casco al chiodo all'apice della carriera perché sentiva di non divertirsi più a competere, tenendosi comunque il posto di collaudatore nel team HRC, e nel 2013 il giovane talento spagnolo Marc Marquez prendeva il suo posto nel team Repsol. Poi Stoner ha lasciato anche il ruolo di collaudatore della casa di Tokyo, e a spiegare le motivazioni ci ha pensato lui stesso durante un'amichevole chiacchierata social con il suo connazionale Chris Vermeulen, iridato Supersport nel 2000 con una discreta carriera anche in Superbike (10 successi) e in MotoGP con la Suzuki (una vittoria e sette podi, soprattutto sul bagnato).

MotoGP, Casey Stoner nel box Ducati

LA ''GIOVANE PROMESSA'' E così, partendo da una motivazione più profonda, ha parlato di cosa ha significato per lui lasciare le corse a soli 27 anni (peraltro la stessa cifra del suo iconico numero di gara). ''Se non avessi lasciato sicuramente avrei lottato ancora per i titoli'' - ha spiegato Stoner al suo amico e collega - ''Un po' di voglia di tornare, dopo ce l'ho avuta, non tanto per competere, ma perché mi piaceva lavorare con il mio team [...] ma in pista per me finire le gare era una sorta di liberazione, sia che vincessi sia che perdessi, provavo sollievo, avevo fatto il mio lavoro, e questo aspetto non mi manca. Mi mancano invece il mio team e le qualifiche. Per qualche anno ho provato a fare il collaudatore, all'inizio con la Honda, ma la giovane promessa non mi voleva attorno''.

MotoGP, test Losail 2020: Jack Miller (Ducati Pramac)

L'EREDE JACK Stoner ha commentato anche l'approdo in Ducati di un altro australiano, il suo ''erede'' Jack Miller, che dal 2021 sarà pilota ufficiale della scuderia italiana: ''Non so se abbia consigli da dargli, Jack è maturato molto negli ultimi anni e sono rimasto impressionato dal modo in cui lo ha fatto. Lo vedi da come lavora, dalla concentrazione e dalla motivazione, cresce anno dopo anno e diventa sempre più costante. Credo che stia facendo un gran bel lavoro e che la Ducati abbia fatto la scelta giusta, si è meritato questa opportunità, e dovrà capire che sarà un enorme passo in avanti, non tanto per la moto, quanto per il supporto di cui potrà godere''.


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