Pubblicato il 23/04/21

DECIMA LONTANA Il Dottore ha 42 anni, è saggio e maturo, e sa che non è impresa facile, forse nemmeno possibile, vincere la tanta agognata decima corona. Lo scorso anno a inizio campionato forse ci aveva persino pensato, prima che arrivassero una serie di gare stortissime e il Covid ad ammazzare definitivamente ogni speranz. Quest'anno però - nonostante il bel 4° posto in qualifica nel primo GP dell'anno - tutto ha iniziato ad andare storto da subito, e con gli altri che corrono, è impossibile pensare a una rimonta. Valentino Rossi però, non si pente della decisione presa di non mollare quando era all'apice, e la difende a spada tratta, con un ragionamento che spiega volentieri alla Gazzetta dello Sport, e che può essere senz'altro più che condivisibile.

MotoGP, GP Qatar 2021: Valentino Rossi (Yamaha Petronas)

FELICE DI CORRERE ''Il mio ragionamento è molto semplice e mi fa strano che certa gente non lo capisca, forse il mio modo di pensare è diverso'', ha spiegato Valentino. ''A me piace come mi sento, la sensazione, l'adrenalina che mi dà vincere, andare sul podio o solo fare una bella gara. Sto bene per qualche giorno. Mi piace quella sensazione lì. So benissimo che alla fine il tempo l'avrà vinta, purtroppo per tutti è così, ma provo con tutte le mie forze a rendergliela il più difficile possibile, ecco. E questo è il solo motivio per cui ancora corro. [...] Quello che perdi smettendo di fare quello che ti piace di più, è più di quello che guadagni nello smettere quando sei all'apice della carriera. E comunque non sai mai se è veramente finita: nel 2013, al ritorno in Yamaha, per tutti ero già finito. Se non mi avessero rubato il mondiale, nel 2015, ne avrei vinto un altro, sarebbe stato il decimo e avrebbe allungato la mia vita sportiva da vincente addirittura di 6 anni.''. Oggi gli obiettivi sono altri, ammette Rossi: ''Ovvio, non voglio arrivare 12° o 16°, ma se avessi voluto smettere all'apice avrei dovuto farlo qualche anno fa. Ma io ci credo, ci voglio provare''.

Monster Energy, Valencia, 9 dicembre 2019 - Valentino Rossi (Yamaha) e Lewis Hamilton (Mercedes)

ROSSI & LEWIS ''Delle mie 26 stagioni un giorno che cambierei? Valencia 2006, li ho buttato via un mondiale che avrei potuto vincere e sarebbero stati 10, comunque anche dopo, il furto del 2015''. Ha spiegato poi Rossi, che in un altro stralcio dell'intervista ammette anche di gradire l'idea che, prima o poi, un documentario su di lui lo si faccia, visti i tanti filmati inediti che ha a disposizione e i tanti aneddoti da raccontare. Uno lo racconta anche alla rosea, e riguarda i due giorni in cui si è scambiato auto e moto con Lewis Hamilton a Valencia. ''Sono stati due bei giorni, abbiamo palrato, siamo stati a cena, passato del tempo assieme. Ricordo che alle 9.15 del mattino avremmo dovuto iniziare a girare, io alle 9 ero naturalmente in ritardo. Hanno bussato, ho aperto e c'era Hamilton vestito da... Hamilton, con la tuta da F.1. 'Oh, dai che è tardi, siete sempre i soliti italiani'. Abbiamo entrambe una grande passione per il motorsport, siamo molto curiosi di provare tutto''. La differenza, forse, è che Rossi si focalizza troppo sui suoi rivali giovani, fa notare il giornalista. ''L'ha detto Lewis? È una cosa interessante, me la segno e magari potrà servirmi''.


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