Autore:
Simone Valtieri

AGGIORNAMENTO Il tanto atteso verdetto contro la Ducati, alla fine non è arrivato. Nel tardo pomeriggio di oggi la Corte d'Appello della Federezione Internazionale del Motociclismo ha deciso di rimandare alla prossima settimana la decisione finale sul ricorso dei 4 team che si sono ribellati alla vittoria in Qatar del team di Borgo Panigale. La sentenza è attesa comunque per lunedì o martedì prossimo, il che significa che sarà pronunciata comunque prima della prossima gara. Prima del Gran Premio MotoGP d'Argentina, di scena sul tracciato di Termas De Rio Hondo, sapremo dunque chi sarà - Dovizioso o Marquez? - il legittimo vincitore della gara d'apertura a Losail.


PIEGHE... IN TRIBUNALE Le pieghe a cui sono abituati i fan delle due ruote sono di tutt'altro genere rispetto a quelle delle norme e dei cavilli nel regolamento della MotoGP, che saranno protagoniste oggi a Mies, in Svizzera, dove la Corte d'Appello della Federazione Internazionale del Motociclismo deciderà sul caso Ducati. Da una parte Aprilia, Honda, KTM e Suzuki, dall'altra la casa di Borgo Panigale, con la Yamaha - unico team a non aver sporto reclamo - spettatrice interessata alla finestra. Questo in estrema sintesi il riassunto degli schieramenti nella battaglia che vedrà impegnati oggi in tribunale i team della MotoGP.

L'APPENDICE GALEOTTA Arbitri di questa inedita "gara" per la MotoGP, non abituata a risolvere i suoi contenziosi in Tribunale, saranno tre giudici: l'indiano Anand Sahidharan (presidente), lo svedese Lars Nilsson e il finlandese Sakari Vuorensola. La pietra dello scandalo, come ormai ben noto, è stata un'appendice posta dalla Ducati davanti alla ruota posteriore, sotto la moto di Andrea Dovizioso che ha vinto il Gran Premio del Qatar, primo appuntamento della stagione MotoGP 2019, battendo Marc Marquez e la Honda dopo un'avvincente battaglia in pista. Al termine della gara quattro team, capitanati dall'Aprilia, hanno sporto reclamo per quel pezzo che sarebbe lecito usare solo in casa di pioggia e che avrebbe portato a vantaggi aerodinamici per la rossa. La tesi della Ducati è invece che l'elemento serva a evitare il surriscaldamento della gomma posteriore.

ASPETTO IMPORTANTE Chi ha ragione? Per trovare una risposta a questa domanda si dibatterà oggi, dalle ore 11, in tribunale. Ma la sensazione è che non conti troppo la sentenza. O meglio, sarà di capitale importanza nel risultato della gara inaugurale, ma l'aspetto più importante è che a essersi ormai incrinati siano i rapporti tra i team della MotoGP, che contrariamente alla Formula 1 e ad altre serie motoristiche, era sin qui rimasta digiuna, o quasi, di giustizia sportiva e tribunali.

ALLA SBARRA Alla sbarra compariranno da una parte il direttore generale di Ducati Corse, Gigi Dall'Igna, accompagnato dal coordinatore tecnco in pista Fabiano Sterlacchini, e dal proprio legale, dall'altra Massimo Rivola (Aprilia), David Brivio (Suzuki), Alberto Puig (Honda) e Mike Leitner (KTM). Sarebbe una sorpresa se la sentenza arrivasse già oggi, più probabile sia pronunciata dalla Corte nei prossimi giorni, entro e non oltre il Gran Premio di Argentina previsto per il prossimo fine settimana (29-31 marzo) a Buenos Aires.


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