Pubblicato il 06/04/2020 ore 15:35

CINQUE CURIOSITÀ Cinque ''chicche'' corredate da una chiara e interessante spiegazione sono quelle offerte dalla Brembo - la casa italiana che equipaggia con i suoi impianti frenanti tutti i team della MotoGP e la maggior parte di quelli di Moto2 e Moto3 - per passare qualche minuto ad approfondire la vostra conoscenza sul motociclismo. Scommettiamo che non tutte, anzi, forse nessuna, la sapevate?

Perché in MotoGP non si può fare a meno dei dischi in carbonio

Così come per le altre componenti della MotoGP, anche per l’impianto frenante la ricerca della massima leggerezza possibile rappresenta uno dei capisaldi della ricerca. Ciò spiega l’adozione del carbonio per i dischi fin dagli anni Ottanta. La densità del carbonio è infatti bassissima: 1,8 grammi al centimetro cubo, un quarto della ghisa e poco meno di un quinto dell’acciaio. Ma oltre a disporre di una minore massa, il carbonio Brembo è ineguagliabile anche per la minore dilatazione alle alte temperatura: il suo coefficiente di espansione termica è un ventesimo dell’acciaio e un quindicesimo della ghisa. Ultimo ma non meno importante  è il suo altissimo punto di fusione (3.000°C a fronte dei 1.200°C della ghisa e dei 1.800°C dell’acciaio) che dimostra un’elevata conducibilità termica.

I dischi in carbonio vengono utilizzati anche con la pioggia: il caso di Motegi 2017

Nell’ultimo triennio Brembo è riuscita a sfatare un tabù storico: dall’introduzione del carbonio nella classe 500, in presenza di pioggia questo materiale veniva accantonato e al suo posto usati i dischi in acciaio. Per garantire un buon coefficiente d’attrito infatti il carbonio deve entrare in temperatura raggiungendo almeno i 250°C, cosa piuttosto difficile, sino a poco fa, in condizioni di pioggia e bagnato. Lo sviluppo portato avanti da Brembo negli ultimi anni sul carbonio ha però consentito di allargare il range di temperatura di esercizio. Questo, unito all’aumento delle performance di motori e pneumatici, si è tradotto in un aumento delle temperature dei dischi anche con la pioggia che ha portato al quasi abbandono dell’acciaio. Una prima dimostrazione della quasi definitiva cancellazione del ritardo dei dischi in carbonio rispetto ai dischi in acciaio sotto la pioggia si è avuta al GP San Marino 2015, ma la definitiva consacrazione dei dischi in carbonio Brembo in MotoGP è datata domenica 15 ottobre 2017, GP di Motegi, vinto da Andrea Dovizioso. Una gara spettacolare con sorpassi continui al comando nonostante la pioggia che non ha dato tregua ai piloti per tutti i 24 giri, dove oltre tutto la temperatura dell’aria non ha mai superato i 14 gradi Centigradi e quella dell’asfalto i 15 gradi Centigradi. Condizioni difficili che in passato avrebbero comportato per tutti un’unica soluzione frenante, i dischi in acciaio. Ben 13 dei 15 piloti che hanno preso punti avevano i dischi Brembo in carbonio, tra cui, oltre ad Andrea Dovizioso anche Andrea Iannone, Alex Rins, Jorge Lorenzo, Aleix Espargaro, Johann Zarco e Maverick Viñales.

Una soluzione non convenzionale per il freno posteriore: l’utilizzo di Valentino Rossi e Andrea Dovisioso

A differenza del sistema frenante anteriore, dove la soluzione adottata dai piloti della MotoGP è piuttosto omogenea, per la frenata posteriore i piloti della MotoGP adottano soluzioni diversificate, seppur rimanendo fedeli ai prodotti Brembo. La pompa pollice Brembo è una di queste ed è oggi di uso comune in MotoGP perché garantisce un vantaggio, specie nelle curve a destra in cui altrimenti diversi piloti dovrebbero spostare il piede sulla pedana. Anziché ricorrere al pedale, possono azionare il freno posteriore con un comando a mano posto sulla parte sinistra del manubrio, attraverso il dito pollice. Oltre ad usarla per rallentare la moto in staccata, i piloti se ne servono per bilanciarla in fase di accelerazione, evitando nocivi pattinamenti, quasi fosse una sorta di traction control. Gli ingegneri Brembo progettarono la prima pompa pollice per supplire alle carenze fisiche di Mick Doohan, incapace di modulare la forza con la gamba destra dopo la caduta al GP Olanda del 1992 ed in grado poi di vincere 5 mondiali consecutivi dal 1994 al 1998. Oggi la pompa pollice è utilizzata da oltre un terzo di piloti in MotoGP, tra cui Valentino Rossi e Andrea Dovizioso. A settembre 2017 “il dottore”, dopo  appena 23 giorni dalla rottura di tibia e perone destro e dal successivo intervento chirurgico, ha conquistato la prima fila al GP Aragon e in gara si è classificato al 5° posto, dopo aver occupato per 11 giri la seconda posizione: un risultato inimmaginabile solo qualche giorno prima e reso possibile, oltre che dal suo immenso talento, anche dall’utilizzo della pompa pollice che Brembo ha messo a disposizione del dottore proprio per ovviare alle difficoltà dovute a una gamba destra non al 100%. Andrea Dovizioso è stato uno dei primi piloti della MotoGP attuale ad utilizzarla con costanza: la usava già in HRC, successivamente accantonata e poi ripresa da quando è in sella alla sua Ducati Desmosedici, in cui la usa solo nelle curve a destra perché in quelle situazioni, a centro curva, non ha la possibilità di usare il freno posteriore con il piede. Per riuscirci, alcuni tengono il piede in avanti, altri lo spostano sulla punta della staffa.

MotoGP, cerchio Marchesini con pinza e disco Brembo

Le varianti della pompa pollice

Brembo mette ai disposizione dei piloti della MotoGP due diverse tipologie di pompa pollice: a fianco della configurazione standard che prevede il collegamento di pompa pollice e pedale alla stessa pompa freno posteriore, in combinazione con una pinza posteriore a 2 pistoni, si è aggiunto di recente un sistema con due circuiti separatiNella configurazione storica, ideata da Brembo negli anni Novanta, non era possibile azionare contemporaneamente il freno posteriore con la pompa pollice e con il pedale: si poteva farlo solo con uno dei due. Grazie ai due circuiti separati invece si possono attivare entrambi in contemporanea, grazie anche alla pinza posteriore Brembo a 4 pistoni che permette di fare tutto ciò. Ulteriore variante della pompa pollice classica, è la pompa push & pull, introdotta nel 2019: progettata con un nuovo design ottimizzato per garantire la massima efficienza, ha un doppio funzionamento e può essere azionata sia a pollice sia a indice, a seconda della preferenza del pilota. L’utilizzo di questa pompa mediante l’indice prevede che venga montata sulla leva con una rotazione di 180° rispetto all’uso a pollice: questo ne aumenta la modulabilità e la presa sulla leva in fase di decelerazione.

MotoGP, una leva del freno marchiata Brembo

500 vittorie nella classe regina: chi sono i 3 piloti che hanno vinto più GP con freni Brembo?

Da quando la classe MotoGP è stata introdotta - nel 2002 - tutti i 315 GP disputati sono stati vinti da moto dotate di freni Brembo. La serie vincente marchiata Brembo è però ben più lunga nel campionato poiché sin dal 1995 tutti i GP sono stati vinti da moto equipaggiate con freni dell’azienda bergamasca. Partendo dal 1978 e arrivando fino al 2001, si aggiungono altri 185 GP vinti da moto dotate di freni Brembo nella classe 500, per un totale di 500 vittorie in oltre 40 anni di presenza nella classe regina. Brembo può vantare in MotoGP il successo in 31 Campionati del Mondo Piloti e 32 Campionati del Mondo Costruttori vinti con i principali team protagonisti. In questo lunghissimo arco temporale, chi ha vinto più GP con freni Brembo è “The Doctor” Valentino Rossi, ben 89. Al secondo posto c’è l’otto volte campione del mondo Marc Marquez, che ha trionfato 56 volte, mentre al terzo posto Michael Doohan, con 54 GP vinti, tutti con freni Brembo. Parlando invece di costruttori, sul gradino più alto del podio troviamo Honda con 252 GP vinti, sul secondo gradino si issa Yamaha con 179 GP, infine al terzo ed ultimo gradino Ducati, con 49 GP vinti. Il re dei titoli mondiali con freni Brembo rimane ancora Valentino Rossi, a quota 7, a cui seguono Marquez con 6 e Doohan con 5.

Brembo, dettaglio di un disco freni di MotoGP


TAGS: rossi motogp brembo dovizioso Pompa Pollice Freni MotoGP