Brembo dona un milione di euro per frenare il CoViD-19
Lotta al virus

Brembo con Bergamo, un milione di euro per frenare il coronavirus


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6 anni fa - L'azienda bergamasca scende in campo nella lotta al coronavirus

L'azienda bergamasca scende in campo nella lotta alla pandemia: un milione di euro a tre strutture orobiche in trincea contro il virus

BREMBO PER BERGAMO È di certo un legame molto profondo, quello che lega Brembo, l’azienda italiana leader mondiale nel settore degli impianti frenanti, e la città di Bergamo. La sede di Stezzano è a una manciata di chilometri dal capoluogo lombardo e da comuni come Seriate, colpiti da una pandemia che si è purtroppo trasformata in tragedia per la popolazione locale. Così, mentre anche al Kilometro Rosso si osserva il lockdown in attesa di tempi migliori per riprendere la produzione, la lotta si sposta nel campo del contenimento e della frenata del virus. E, dopo aver già contribuito a sostenere economicamente il reparto di terapia intensiva dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, vero e proprio avamposto per il contrasto al CoViD-19, adesso l’azienda guidata da Alberto Bombassei ha donato un altro milione di euro.

DIFESA E RICERCA Tre i soggetti beneficiari della donazione di Brembo: se da un lato, continua il sostegno al nosocomio orobico ormai alla ribalta delle cronache nazionali, dall’altro non manca una particolare attenzione alla ricerca per fermare la pandemia. I fondi sono infatti devoluti anche alla Fondazione per la Ricerca Ospedale di Bergamo (From) e all’Istituto Mario Negri. Due strutture che combinano ricerca clinica e farmacologica allo scopo di trovare quanto prima una cura che possa salvare vite umane.

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Pubblicato da Salvo Sardina, 01/04/2020
Salvo Sardina
Salvo Sardina
Nato a Palermo nel 1988, sin da bambino manifesta una sconfinata passione per le corse automobilistiche. Nel 2012 inizia a raccontarle su FormulaPassion.it, fino a diventare coordinatore della redazione. Non perde un Gran Premio da quando ne ha memoria: nel Gp d’Italia 2015 a Monza è tra i più giovani accreditati nel paddock. Giornalista dallo stesso anno, passa a MotorBox nel febbraio del 2019 per seguire da inviato Formula 1 e Formula E. Nel frattempo si laurea anche in giurisprudenza: dice sempre che non c’entra niente, ma che fa curriculum. In redazione minaccia di morte chiunque si sieda a quello che considera il suo posto.

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