MotoGP Catalunya 2021: Miller uno, Viñales zero
MotoGP 2021

Miller uno, Viñales zero


Avatar di Simone Valtieri , il 05/06/21

3 mesi fa - Oggi Miller ha fatto vedere a Viñales come ci si comporta con i "bulli"

Lo scorso weekend Maverick è uscito di senno per la scia di Marquez in Q1. Oggi Miller gli ha fatto vedere come si fa...

DUE PROBLEMI Nella MotoGP di oggi ci sono due aspetti forse rivedibili, perché in alcuni casi stonano con il regolare svolgimento della competizione: i track limits e le scie in qualifica. Ma mentre nel primo caso non si tratta di una componente irregolare, ma - al contrario - di un'applicazione estremamente rigida del regolamento (e si potrebbe migliorare la situazione piazzando un po' di ghiaia in più qua e là o togliendo quegli odiosi triangolini verdi a fine cordolo), nel secondo caso c'è poco da fare... a meno di casi eclatanti come la Moto3 in cui, essendo il peso specifico della scia preponderante, ogni settimana fioccano squalifiche e penalità per chi crea pericolo in pista rallentando per cercare la scia giusta. In questo caso è possibile ipotizzare un format di qualifiche differente, ma in MotoGP? Nulla, è così, è poco piacevole, e si può solo agire d'astuzia.

MAVERICK VS MARC Per capire a cosa ci riferiamo, basta citare due casi recenti, avvenuti uno la scorsa settimana e l'altro oggi, entrambi con protagonista nel ruolo del ''succhia-scia'', Marc Marquez. Il campione iberico è ancora alle prese con una complicata convalescenza e per provare ad andare oltre i suoi limiti attuali, in qualifica sceglie di battezzare la ruota del pilota che gli è sembrato più in forma nelle libere e che condivide il segmento di Q1 con lui. Lo scopo è mettersi in scia per giovare, durante il time attack, del traino in rettilineo e di un punto di riferimento nel resto della pista. Lo scorso weekend abbiamo assistito a un duello rusticano al Mugello proprio tra Marc e Maverick Viñales, che con la sua Yamaha aveva il passo per finire tra i due qualificati alla Q2. Lo spagnolo ha cercato in tutti i modi di smarcarsi dal pressing alto di Marquez, rientrando a sorpresa ai box, agitandosi, sbraitando, mandandolo a quel paese, ma Marc - impassibile - è rimasto lì. Maverick è stato costretto a tentare comunque il giro veloce che gli sarebbe valso il secondo tempo... se solo Marc, nella sua scia, non avesse fatto 121 millesimi meglio. 1° Marquez, 3° Viñales, beffato da Aleix Espargarò per 21 millesimi. 

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JACK VS MARC Oggi Marquez, ritrovatosi ancora una volta a passare per le forche caudine della Q1, ha scelto Jack Miller. Col sennò di poi era la scelta giusta, ma c'è stato un aspetto da subito differente: appena se n'è accorto l'australiano lo ha sfidato sul suo stesso campo, quello psicologico: ha rallentato, si è fatto affiancare e gli ha fatto il segno dei ''soldi'' con la mano, facendo scivolare più volte il polllice sull'indice. In sostanza gli ha chiesto: ''quanto mi dai se ti faccio prendere la scia?'' (Una cosa analoga avvenne in passato tra Rossi e Capirossi...). Ecco, è lì che Jack ha passato il turno, in quel preciso istante, ha scherzato con il ''bullo'', facendosi vedere superiore, e poi è andato per la sua strada. Marc l'ha seguito per tutti e due i run della Q1, in cui il ducatista ha commesso errori, si è rialzato, era a un passo dall'eliminazione. Poi è arrivato il giro buono e il passaggio in Q2 con Marc in scia che ha realizzato il secondo tempo. Ma alle spalle dello stesso Marquez c'era un secondo pilota, il suo compagno Pol Espargarò, che ha potuto giovare del traino di entrambi piazzandosi in quella fessura di 28 millesimi che c'era tra Jack e Marc, proprio a 17 millesimi dall'australiano. Chi di scia ferisce di scia perisce, verrebbe da dire.

JACK BATTE MAV Subito dopo aver tagliato il traguardo, Marquez ha affiancato Jack in sella alla sua moto e gli ha proteso il braccio. Miller gli ha stretto la mano (viene da chiedersi: l'avrebbe fatto anche se fosse rimasto fuori dalla Q2?) e la questione è finita lì. Ma cosa ci insegna questa vicenda? Dal punto di vista del risultato nulla, non vogliamo leggerlo come karma o giustizia divina, qui si danza sui millesimi e poteva andare a finire veramente in qualsiasi modo. E poi, finché tutto ciò è consentito dal regolamento, non è possibile neanche lamentarsene. Dal punto di vista psicologico, invece, la vicenda ci insegna tutto, mettendo a confronto l'attitudine mentale corretta, quella quasi fatalista e ''sborona'' di Miller, e quella sbagliata di un più istintivo ma meno efficace Viñales. La pressione c'era ed era tantissima su entrambi i piloti, ma la regola numero 1 dello sport è chiara: per vincere, devi saper gestire la pressione: Jack l'ha fatto, Maverick no. E dunque 1-0 per l'australiano e palla al centro, augurando allo spagnolo di migliorare sotto questo punto di vista, perché dal punto di vista del talento non ha proprio nessuno da invidiare.


Pubblicato da Simone Valtieri, 05/06/2021

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