MotoGP, Dovizioso dice basta: "Non sarò qui il prossimo anno"
MotoGP 2022

Andrea Dovizioso dice basta: "Non correrò in MotoGP l'anno prossimo"


Avatar di Salvo Sardina , il 13/07/22

4 settimane fa - Il pilota di Forlì non riesce a essere competitivo con la Yamaha e si fa da parte

Il pilota di Forlì non è mai stato in grado di essere competitivo dal suo rientro a fine stagione 2021 con la Yamaha: da qui la scelta di dire basta alla classe regina delle due ruote al termine di questo campionato

La carriera di Andrea Dovizioso in MotoGP è al capolinea. Il forte pilota forlivese, protagonista di un’intensa stagione di duelli con Marc Marquez all’epoca della sua militanza in Ducati, era tornato in sella a una moto della classe regina alla fine del motomondiale 2021, in seguito al mancato rinnovo con Borgo Panigale e alla scelta di restare fermo. Una scelta che lo aveva portato poi a sposare il progetto del team Yamaha Petronas (oggi WithU) al fianco di Valentino Rossi, ma che si è rivelata poco produttiva in termini di risultati. Da qui, stante l’impossibilità di competere per i podi e le vittorie, la decisione di lasciare la MotoGP al termine della stagione 2022.

MotoGP Spagna 2022, Jerez: Andrea Dovizioso (Yamaha) MotoGP Spagna 2022, Jerez: Andrea Dovizioso (Yamaha)

PARLA DOVIDi sicuro – ha spiegato il 36enne in un’intervista al sito MotoGP – non gareggerò qui il prossimo anno. Ho sempre detto che, se non fossi stato competitivo, non avrei voluto essere qui. Di certo non vorrei chiudere la stagione in questo modo, è bello essere competitivi, sapere che puoi fare un buon giro e lottare per le posizioni di vertice, come avevo sempre fatto in passato. Ma non sempre si ha tutto sotto controllo e queste cose possono capitare. La Yamaha, in questo momento, dà sensazioni abbastanza inusuali perché il feeling di guida è buono e riesci a curvare e frenare abbastanza bene, ma ci sono altre parti che non funzionano a dovere. E, se non guidi come Quartararo, è molto difficile essere davanti. Se lui vince, c’è una ragione e quindi si può essere veloci con questa moto. Ma se tutti gli altri piloti si lamentano, allora significa che non ci sono molti modi per essere competitivi come in passato”.

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GIAPPONESI IN DIFFICOLTÀPer esempio – ha proseguito – il modo in cui io e Morbidelli guidiamo è completamente all’opposto, ma i nostri risultati sono simili. E se c’è solo una Yamaha al top vuole dire che c’è solo un modo per essere veloci. Ma è un po’ un problema di tutte le moto giapponesi, che stanno facendo fatica, il secondo pilota di Yamaha e Honda è molto lontano dal primo. Questo significa che la base della moto è difficile. Fortunatamente avevo corso qui nel 2012 perché, se non l’avessi fatto, allora tutti starebbero a dire che non sono capace di essere veloce sulla Yamaha. Ma non è così, i motivi sono diversi. La MotoGP è cambiata, la moto è cambiata e sono cambiati anche i piloti e il modo in cui un pilota deve guidare. Ci sono varie spiegazioni, ma se poi metti tutto insieme allora succede quello che mi sta succedendo adesso”.


Pubblicato da Salvo Sardina, 13/07/2022
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