Autore:
Federico Maffioli

CHE CASINO La tappa argentina è iniziata all’insegna della confusione. Dopo un Venerdì da dimenticare, caratterizzato da una pista molto sporca e rovinata che ha mischiato le carte dei valori in gioco, la giornata di Sabato è stata ricca di colpi di scena e sorprese. Dalla mattinata al termine delle qualifiche MotoGP è successo di tutto: il caos delle qualifiche della Moto3, tante (troppe!) cadute, la Ducati di Scott Redding che perde il compound esterno della ruota posteriore, le Yamaha in recupero e le Suzuki che spariscono dalle posizione di vertice. Di fatto, con il tracciato più pulito e il meteo caldo e senza pioggia, è stato Marc Marquez a conquistare la pole con il crono di 1.39.411. Valentino Rossi si schiera sulla seconda casella a 0.375 millesimi e Jorge Lorenzo chiude la prima fila in griglia a 0.533 dal miglior crono di oggi.

DANZA DELLA PIOGGIA Dopo il problema alla gomma posteriore di Scott Redding, che ha perso la carcassa in uscita di curva, la Michelin ha una bella gatta da pelare, soprattutto perché non è la prima volta che succede con queste gomme (si era già verificato un problema con Loris Baz durante i test in Malesia) Il costruttore francese ha deciso di ritirare definitivamente entrabe le soluzioni posteriori portate in Argentina sostituendole con una "di riserva", caratterizzata da una carcassa differente più rigida e con mescola media. Un ulteriore colpo di scena che comporterà un warmup aggiuntivo di 30 minuti per permettere ai team di testare la nuova gomma mai vista prima. Bisognerà quindi capire che feeling trasmetterà ai piloti, cercare il setting in 50 minuti totali di warmup e vedere se privilegerà una moto rispetto ad un altra. Di sicuro le polemiche non mancheranno, ma visto il meteo incerto, per scongiurando alla radice il rischio di una strategia sbagliata Michelin spererà nella pioggia. Così si userebbero le rain e ci sarebbe molto più tempo per valutare l'episodio.

CENTO PER CENTO Con questa pole Marc Marquez fa tre su tre con il cento per cento di pole position conquistate da quando si corre su questo circuito argentino. Il pilota del Team Hrc è il più competitivo e per la gara di domani sembra quello messo meglio, non tanto a livello di moto, quanto a potenziale di guida. Di sicuro dovrà stare attento alla curva uno, perché oggi li è caduto due volte, stessa curva dove sono caduti anche Jorge Lorenzo e Jack Miller. Migliora anche Daniel Pedrosa, quarto con il tempo di 1.40.011 a sei decimi da compagno di squadra.

GUARDA CHI C'E' Valentino Rossi e Jorge Lorenzo schierano le loro Yamaha rispettivamente in seconda e terza posizione in griglia. Con Marquez, solo loro tre hanno girato sotto il muro dell’1.40. Un terzetto che vede le Yamaha in netto recupero e fiduciose per la gara di domani. Una curiosa prima fila con i tre protagonisti dell'episodio finale del Mondiale 2015 tutti e tre li vicini; insomma, se non ci saranno fughe solitarie ci sarà da divertirsi. Per tutti ci sarà da capire come si comporterà la nuova soluzione posteriore che Michelin fornirà al posto delle due opzioni provate fino ad oggi. 

DUE DECIMI Bilancio positivo anche per le Ducati Ufficiali, con Andrea Dovizioso quinto e Andrea Iannone sesto, che vede la seconda fila di partenza con tre piloti racchiusi in poco più di due decimi. Bene soprattutto per Iannone che ritrova confidenza con l’avantreno dopo un Venerdì chiuso con il quindicesimo tempo.

IN DIFFICOLTA’ Chi invece ha fatto un percorso più o meno invertito rispetto alle Ducati è Suzuki. Maverick Vinales, dopo il terzo tempo di ieri, oggi ha chiuso le qualifiche con il settimo tempo a quasi un secondo dal crono della pole. Peggio il suo compagno di squadra Aleix Espargarò che partirà dall’undicesima posizione in griglia.

COSI IN GRIGLIA Questo l’ordine di partenza del GP d’Argentina 2016: 1) Marc Marquez, Honda 1.39.411 2) Valentino Rossi, Yamaha 1.39.786; 3) Jorge Lorenzo, Yamaha 1.39.944; 4) Daniel Pedrosa, Honda 1.40.011; 5) Andrea Dovizioso, Ducati 1.40.198; 6) Andrea Iannone, Ducati 1.40.272; 7) Maverick Vinales, Suzuki 1.40.375; 8) Hector Barbera, Ducati 1.40.524; 9) Cal Crutchlow, Honda 1.40.528; 10) Pol Espargaro, Yamaha 1.40.654; 11) Aleix Espargaro, Suzuki 1.40.708; 12) Bradley Smith, Yamaha 1.40.893 13) Loris Baz, Ducati 1.40.744; 14) Scott Redding, Ducati 1.40.750; 15) Jack Miller, Honda 1.40.881; 16) Stefan Bradl, Aprilia 1.40.897; 17) Eugene Laverty, Ducati 1.40.990; 18) Michele Pirro, Ducati 1.41.116; 19) Tito Rabat, Honda 1.41.157; 20) Alvaro Bautista, Aprilia 1.41.611; 21) Yonny Hernandez, Ducati 1.41.692.


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