Autore:
Simone Valtieri e Danilo Chissalé

SEGRETI IN TASCA Oltre al bravo (e sfortunato al Mugello) Simone Corsi, che abbiamo interpellato per avere un autorevole punto di vista da pilota (dall'alto dei suoi 268 GP disputati in carriera) siamo stati accolti nel Motorhome di Tasca Racing per incontrare il team principal Enrico Tasca, disponibilissimo a illustrarci tutti i cambiamenti che la Moto2 sta vivendo in questo 2019 a partire dall'introduzione del motore tricilindrico della Triumph Triple RS765. Con Enrico abbiamo approfittato anche per chiedergli della stagione e dei piani futuri per il suo team.

Buongiorno Enrico, quanto l'introduzione del motore Triumph ha cambiato la Moto2?
Dal punto di vista tecnico è cambiato tutto, perché nel passare dall'Honda 4 cilindri 600 al Triumph 765 a tre cilindri, oltre ai cavalli sono cambiate la coppia, l'accelerazione, e un po' tutto il comportamento della moto da punto di vista motoristico. È cambiato tutto anche dal punto di vista del telaio poi, che è collegato al motore, perché è fatto in modo completamente differente e con pesi ripartiti in maniera differente, per cui è tutto ancora da scoprire.

Ti è piaciuta questa rivoluzione?
La moto va più forte perché arriviamo a circa 140 cv, abbiamo fatto il record di velocità, qui toccando i 306kmh, una velocità molto alta per una cilindrata del genere e per quei cavalli là. Le Moto2 toccavano i 290kmh circa. La coppia di questo motore è enorme, un tre cilindri che quando entra lo senti veramente.

Quanto margine c'è di prestazione ancora da estrarre su queste moto?
Abbiamo iniziato a lavorare a Valencia dal novembre dello scorso anno, abbiamo provato il telaio nuovo e il telaio nuovo, erano solo una prova perché anche la Kalex non era ancora completamente in assetto, poi abbiamo avuto un attimo di standby e fatto tanto banco e poi siamo partiti con i test ufficiali a febbraio. Secondo me c'è ancora parecchio margine, soprattutto perché è cambiata anche l'elettronica.

Con l'introduzione della centralina Magneti Marelli...
È stata proprio una rivoluzione, l'anno scorso avevamo la 2D come elettronica e Honda, adesso Magneti Marelli, praticamente la stessa della MotoGP bloccata su certi elementi, ma con un motore completamente diverso, per cui è cambiato tutto e oggi l'elettronica è fondamentale, se vogliamo fare una proporzione rispetto alla 2D, cinquanta volte superiore in termini di potenzialità e di assetto del motore, e di lavoro, perché ora non possiamo più avere il tecnico improvvisato che potevamo avere con la 2D, ora o hai un tecnico preparato o non ci puoi mettere mano. E da là cambia tutto, basta una virgola e cambiano le prestazioni del motore. Ci si accorge effettivamente che c'è un lavoro dietro enorme, basta un millesimo e cambia tutto nel motore e nella moto.

Una rivoluzione che vi sta facendo impazzire in pratica?
Sì, ma ci piace molto di più perché ci avvicina di molto alla MotoGP, e ci dà più possibilità di preparare un pilota che dopo salirà di livello.

Anche se non c'è il controllo di trazione in Moto2...
No. Per adesso no. Pare che in prima battuta la centralina sia impostata con queste regole, forse tra un anno o due anni potrebbero dare la possibilità anche a noi di avere questi sensori.

Cambiamo argomento, un bilancio di questa stagione?
La squadra è in crescita, soprattutto dal punto di vista tecnico e anche del pilota. Simone (Corsi) ha preso la cognizione un po' della moto, essendo cambiato completamente il mondo, e sta anche lui crescendo insieme alla squadra. Il team stesso è cresciuto perché abbiamo cambiato alcuni elementi tra cui il telemetrista che abbiamo cambiato in corsa, per cui ho visto proprio una crescita generale. Anche in Argentina eravamo 7°-8°, là è stato un guaio tecnico al pignone, per cui abbiamo inventato un sistema diverso di fissaggio. Ma sono guai di inizio stagione, quando sorgono questi problemi occorre metterci mano. A Le Mans eravamo tra i primi e la sfortuna ha voluto che andasse dritto. Qui al Mugello eravamo messi abbastanza bene tecnicamente...

Al netto delle tante sfortune sin qui occorse...
Simone tecnicamente parte sempre un po' indietro in qualifica ma quando è in gara tira giù la visiera e comincia a battere forte, non vede più niente e nessuno e tira dritto. Ci è dispiaciuto tanto perché stava facendo una gara fenomenale a Le Mans, secondo me se la meritava, però al netto delle sfortune, tutte queste gare ci stanno dando l'indicazione che la strada che stiamo percorrendo sia quella giusta, sia per il team che per il pilota. Siamo insieme, puntiamo alto e stiamo facendo le scarpe a tanti team molto più blasonati, la strada è quella giusta, stiamo pian piano venendo fuori.

Il prossimo anno continuerete con un solo pilota o punterete ad averne due?
Il prossimo anno è un'incognita, non tanto determinata da noi quanto dalla Federazione, IRTA e Dorna. Quest'anno ad esempio hanno ridotto i piloti a un numero ben definito perché la Triumph  produceva un numero definito di motori per gareggiare, senza moto commercial, e infatti corrono tutte le ufficiali. Il prossimo anno è un punto di domanda. Però noi siamo sempre per avere anche la seconda moto.

Nel caso di seconda moto, vorreste un rookie e un altro pilota esperto?
Se avessimo due piloti certamente andremo con uno di esperienza e un rookie di sicuro...

E tra i rookie di quest'anno in Moto3 ce n'è qualcuno che andresti a pescare?
Abbiamo qualche idea... però il programma per il prossimo anno è ancora tutto da definire, Simone sta crescendo, sta dando ottimi risultati, per cui potrebbe secondo me continuare l'esperienza insieme, però è tutto ancora da vedere.


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